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Il sogno del Celta

Il sogno del Celta

di Mario Vargas Llosa

4.0

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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Supercoralli
  • Traduttore: Felici G.
  • Data di Pubblicazione: maggio 2011
  • EAN: 9788806208318
  • ISBN: 8806208314
  • Pagine: 422
  • Formato: rilegato

 Questo prodotto appartiene alla promozione  Einaudi
Il nuovo romanzo dello scrittore peruviano affronta le insondabili contraddizioni del male attraverso l’estrema avventura vitale di Roger Casement, uno dei primi uomini a denunciare gli orrori del colonialismo e l’inevitabile parentela tra civilizzazione e barbarie. “Il sogno del Celta” racconta la non comune vita dell’irlandese Roger Casement (1864-1916), diplomatico al servizio della Corona inglese, grande amico di Conrad, ma anche cospiratore della rivoluzione irlandese e, soprattutto, primo a denunciare il genocidio del colonialismo belga in Congo, dove fu console all’inizio del XX secolo, anni del boom del caucciù. È la storia di una vicenda reale dell’Ottocento, ma anche un pretesto per raccontare la vita di un personaggio in qualche modo pioniere dell’anticolonialismo, finito impiccato dagli inglesi nel 1916 con l’accusa di alto tradimento per aver tentato di approvvigionare di armi i nazionalisti irlandesi. Un uomo che è stato al tempo stesso eroe, traditore, pioniere e rivoluzionario e che è stato accusato – in seguito alla pubblicazione di suoi diari privati, probabilmente falsi redatti all’uopo dai servizi segreti inglesi – delle peggiori perversioni omosessuali. La denuncia dei massacri, delle vessazioni perpetrate in Congo dal re Leopoldo II del Belgio e raccontate a un’Europa all’oscuro di tutto si rivela come un grande atto di accusa nei confronti del colonialismo. Sono documenti di verità raccontati a un mondo che questa verità pare non voler conoscere. Il rispetto di culture diverse, seppur fragili e in qualche caso primitive. Il grido di dolore e di indignazione nei confronti di azioni che non hanno nulla di «civile». Lo sfruttamento sistematico dell’uomo nei confronti di un altro uomo. Compito degli storici, come pure dei romanzieri che raccontano fatti della storia antica o recente, è cercare di capire cosa c’è dietro alla storia «ufficiale». Cosa viene nascosto dietro il paravento delle guerre «giuste» o delle rivoluzioni «trionfanti».

Note su Mario Vargas Llosa

Jorge Mario Perdro Vargas Llosa è nato ad Arequipa, in Perù, il 28 marzo del 1936. Appartenente ad una famiglia del ceto medio, trascorre la giovinezza in Bolivia. Studia Lettere e Giurisprudenza presso l’Universidad Nacional Mayor de San Marcos, a Lima. Dopo gli studi si trasferisce in Europa. Viaggia molto tra la Spagna, la Francia, l’Italia e l’Inghilterra. Lavora come giornalista per la France Press e si dedica alla narrativa. Il suo romanzo d’esordio si intitola “Los Jefes” (1959), ma il romanzo che lo rende un autore noto nel panorama letterario internazionale, è “La ciudad y los perros”, scritto nel 1963. In Perù, tuttavia, il romanzo è stato bruciato perché considerato dissacrante. Jorge Mario Perdro Vargas Llosa, assieme a Gabriel Garcia Marquez, è considerato uno dei principali protagonisti della rinascita della narrativa sudamericana. Come numerosi altri autori latinoamericani, Vargas Llosa è estremamente attivo in ambito politico, tanto che nel 1990 si è candidato, senza successo, alle presidenziali del Perù. Nel 1993 chiede ed ottiene la cittadinanza spagnola. Autore di numerose opere, tra i vari premi ricevuti da Jorge Mario Perdro Vargas Llosa per il suo impegno in ambito letterario vi è anche il Nobel, che gli è stato consegnato nel 2010, rendendolo il primo peruviano a ricevere il prestigioso riconoscimento.
 

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Voto medio del prodotto:  4.0 (3.8 di 5 su 6 recensioni)

3.0Importante, 28-06-2013, ritenuta utile da 47 utenti su 82
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Sì, si tratta di un affresco importante, di un bel quadro storico, molto ricco di impressioni e di scenari. Eppure si avverte una certa irregolarità nel tratteggio del personaggio di Roger Casement, un tentativo di entrare in sintonia, non del tutto riuscito. I retti principi, i sacrosanti principi che animano Casement sono in parte oscurati da una forma di omosessualità vissuta in modo tanto clandestino da causare la rovina del protagonista. Teoria plausibile? Mah, forse sì un libro triste, soprattutto per il finale prevedibile (basta un'enciclopedia per rendersene conto). Un libro veramente triste, per i drammi che vi si narrano, compreso quello del secondino del carcere in cui è chiuso Casement e da cui scaturisce l'intera narrazione.
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4.0Se la realtà supera la fantasia, 18-05-2012, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Africa, America del Sud e Irlanda coincidono nella figura di un rivoluzionario che ha sempre pagato le sue decisioni, fino alla tragica conclusione. Realtà e invenzione si uniscono in un ragnatela che soffoca le speranze, mentre fa volgere lo sguardo sulle ferite mai sanate del colonialismo (in tutte le sue versioni) . Bello, ma meraviglioso il capitolo finale: mozzafiato.
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4.0Grande ritratto storico, 26-01-2012, ritenuta utile da 3 utenti su 4
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Non amo le biografie ma, quando queste sono solo un pretesto per raccontare la Storia, in tutte le sue contraddizioni e con tutte le sue atrocità, allora è altro. Llosa racconta la Sua Storia attraverso il ritratto di roger casement, personaggio realmente esistito che, prima si batte contro i massacri e le perversità del colonialismo in sud america ed in seguito per l'indipendenza dell'Irlanda. Come sempre grande La prosa di Vargas Llosa.
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4.0Il sogno del Celta, 31-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Ultimo libro del premio nobel del 2010, pubblicato in contemporanea in molti paesi. La struttura del romanzo è molto ordinata nelle sue suddivisioni: la prigione, il Congo, l'Amazzonia, l'Irlanda; i capitoli si susseguono alternando il presente (prigione-ricordo) e il passato, tutto incasellato; sembra quasi un voler arginare la violenza dei fatti in una griglia che possa in qualche modo neutralizzare l'orrore che si prova davanti all'insondabile malvagità degli esseri umani.
L'autore ci trasmette il tormento di un uomo che alterna momenti di energia eroica a profonde depressioni dovute al senso di impotenza di fronte alle sofferenze di cui è testimone; ne evidenzia la solitudine e le angosce per una omosessualità non accettata; ne segue i percorsi mentali e sentimentali che lo conducono ad un nazionalismo estremista e ad una dimensione religiosa al limite dell'integralismo. Nella parte dedicata all'Irlanda, la vita di Roger Casement è totalmente assorbita dalla causa irlandese, tanto che, da un punto di vista narrativo, i fatti personali affiorano sporadicamente, come fiumi sotterranei che trasportano sì tutto il suo vissuto, ma nel profondo silenzio del non-evidente.
E' un romanzo forte che sa coniugare la documentata evocazione di fatti storici con la creazione di personaggi potentemente delineati nella loro complessità.
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4.0Bel libro, 26-05-2011, ritenuta utile da 9 utenti su 13
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Una storia, un'avventura! Un bel libro, piacevole e con una stesura scorrevole. E' stato un piacere leggerlo e mi sento di consigliarlo a chi è appassionato del genere! L'autore è stato molto bravo a scrivere un racconto ambientato in tempi arcani, rendendolo però moderno allo stesso tempo.
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4.0Un bel libro, 25-05-2011, ritenuta utile da 6 utenti su 11
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Un gran bel libro. Molto rilassante leggere il sogno del celta, ambientato nella prima metà del 1900. Una bella avventura che ti prende e ti trascina con essa. Sto leggendo questo fantastico racconto la sera prima di andare a letto, non vedo l'ora che lo stesso scrittore ne scriva un altro dello stesso genere.
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