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La società individualizzata. Come cambia la nostra esperienza

La società individualizzata. Come cambia la nostra esperienza

di Zygmunt Bauman


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  • Editore: Il Mulino
  • Collana: Intersezioni
  • Traduttore: Arganese G.
  • Data di Pubblicazione: giugno 2002
  • EAN: 9788815087591
  • ISBN: 8815087591
  • Pagine: 318
Le società in cui viviamo sono sempre più caratterizzate da apatia politica, declino dell'uomo pubblico, ricerca affannosa di comunità, scomparsa della vecchia arte di costruire e mantenere legami sociali, paura dell'abbandono, culto disperato del corpo. Zygmunt Bauman, sociologo, in questo libro si interroga sul fenomeno della progressiva individualizzazione della società contemporanea e sui sentimenti di paura che ne derivano per i singoli.

Note su Zygmunt Bauman

Zygmunt Bauman (1925-2017) è stato un sociologo e filosofo di origini ebraiche dalle complesse vicende biografiche. Nato in Polonia, nel corso della seconda guerra mondiale fuggì nelle zone controllate dall'Unione Sovietica per scampare all’invasione nazista. Dopo aver aderito al comunismo, studiò sociologia all’Università di Varsavia e cominciò la propria carriera accademica con testi di chiara militanza, come il suo Lineamenti di una sociologia marxista del 1964.
A seguito del rinvigorirsi dell’antisemitismo nella Polonia comunista, alla fine degli anni Sessanta si trasferì prima in Israele, all’Università di Tel Aviv, e poi a Leeds, in Gran Bretagna, dove occupò la cattedra di sociologia dal 1971 al 1990.
Curiosamente, la sua fama planetaria risale ad anni piuttosto recenti: dopo il pensionamento, la sua produzione saggistica cominciò infatti a rivolgersi a un pubblico più vasto e non solo agli addetti ai lavori, riscuotendo grandissimo successo con titoli come Modernità liquida, Consumo dunque sono, Il demone della paura.
Le sue riflessioni sulla caduta delle ideologie, sulla post-modernità e sulla – citatissima – società liquida, lo resero noto in tutto il mondo. In tempi molto recenti, dedicò profonde riflessioni all’immenso fenomeno delle migrazioni umane: lui, sopravvissuto all’Olocausto ed emigrato più volte per sfuggire alle persecuzioni, vedeva nei muri costruiti alle frontiere dell’Europa e nella paura diffusa dell’altro, dello straniero, la dimostrazione della crisi globale dell’Occidente, etica ed esistenziale ancora prima che economica e politica.

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