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La società dei consumi

La società dei consumi

di Jean Baudrillard


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  • Editore: Il Mulino
  • Collana: Biblioteca
  • Traduttori: Gozzi G., Stefani P.
  • Data di Pubblicazione: giugno 2008
  • EAN: 9788815125156
  • ISBN: 8815125159
  • Pagine: 294
  • Formato: brossura
"Baudrillard, ovvero le seduzioni dell'immaginario come potenza che muove il mondo, lo distrugge e lo ricrea di continuo". Così è stato scritto in occasione della recente scomparsa di un pensatore al quale il linguaggio contemporaneo deve alcune parole chiave, tra cui almeno quelle di "simulacro" e "iperrealtà". Il consumo è per Baudrillard un processo di comunicazione che trasforma gli oggetti in simboli di un codice inteso a classificare e contrassegnare. Nuove gerarchie sociali rimpiazzano così le vecchie differenze di classe. Il consumatore vive le proprie scelte come libere, e tuttavia egli stesso - vittima della coazione a distinguersi - cessa di essere persona per farsi oggetto tra gli altri. Sullo sfondo, un sistema di produzione che postula la perpetua eccedenza dei bisogni rispetto ai beni. A oltre trent'anni dalla pubblicazione, quest'opera fondativa - anticipatrice di tanti studi sul consumo mediatico, del sesso e del tempo libero - non ha perso nulla della sua forza profetica.

Note su Jean Baudrillard

Jean Baudrillard nacque a Reims, in Francia, il 20 giugno del 1929. Di umili origini, Jean fu il primo della sua famiglia a frequentare l’università. Dopo aver frequentato la Sorbona di Parigi, insegnò tedesco in un Liceo e, contemporaneamente, studiò la cultura tedesca e pubblicò alcuni saggi di letteratura. Fu anche traduttore di alcune delle opere di Peter Weiss, Bertolt Brecht, Karl Marx, Friedrich Engels, and Wilhelm Emil Mühlmann. Terminata la tesi di dottorato in Sociologia sotto la guida di Henri Lefebvre, nel settembre del 1966, divenne assistente dello stesso docente presso l'Université de Paris – X Nanterre. In seguito alla pubblicazione di tre saggi (“Il sistema degli oggetti” del 1968, “La società consumistica” del 1970 e “Per una critica dell’economia politica del segno”, del 1972) in cui esponeva le proprie teorie sociologiche, acquisì notorietà a livello internazionale. Durante gli anni Sessanta partecipò alle contestazioni del ’68 e fece parte del gruppo di intellettuali che fondarono la rivista Utopie. Nel 1970 iniziò i suoi numerosi viaggi verso gli Stati Uniti e successivamente, nel 1973, a Kyoto, in Giappone. Nel 1986 ottenne la cattedra presso l’IRIS (Institut de Recherche et d'Information Socio-Économique) all’ Université de Paris-IX Dauphine, dove fu direttore scientifico fino al 1990. Scrisse molti saggi, articoli e critiche per la stampa. Nelle sue opere, approfondì lo studio del fenomeno del consumismo. Morì a Parigi il 6 marzo del 2007.

 

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