Le sirene di Baghdad

Le sirene di Baghdad

3.5

di Yasmina Khadra


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Descrizione

Tutto è pacifico e tranquillo nel minuscolo villaggio di Kafr Karam, dove tutti si conoscono e sono uniti tra loro da legami di sangue. Non è certo il paradiso, ma gli abitanti sanno trarre pienamente profitto da ogni istante, sforzandosi di restare ai margini della guerra che sta devastando la non lontanissima Baghdad. Ma la sfortuna, sotto forma di un missile, si sta per abbattere sul villaggio, su una sala per le feste dove si sta celebrando un matrimonio. Davanti a questa catastrofe e al terribile spettacolo dei corpi mutilati, gli abitanti restano scioccati e quasi inebetiti. Si aspettano delle spiegazioni dall'autorità americana, qualche segno di attenzione e di riconoscimento per la tragedia che li ha colpiti. Ma prima gli americani si limitano a delle scuse formali per un episodio per loro nel complesso banale in tempo di guerra, poi mandano dei loro soldati nel villaggio perché sospettano che ci siano delle armi nascoste. Tutte le case vengono perquisite brutalmente e un giovane beduino di 20 anni è costretto ad assistere allo spettacolo della feroce umiliazione pubblica del padre a opera delle truppe USA. Dopo questo disonore, il giovane sa di non potere più guardare in faccia il padre: i tabù sono stati violati e l'unico obiettivo è ora vendicare questa offesa. Parte per unirsi alla resistenza a Baghdad, ma una volta giunto nella capitale resta ben presto deluso dalla guerra più civile che di resistenza che vi si sta svolgendo.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.5 di 5 su 2 recensioni)

4.0Le sirene di Bagdad, 08-04-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
E' un pugno nello stomaco. Di quelli che ci scuotono le viscere e, per il dolore, ci fanno perdere la lucidità. Yasmina Khadra, forse il più completo conoscitore, nel campo della narrativa, del mondo islamico, continua il suo personale viaggio in quest'area enorme, e checché se ne dica, dalle diverse peculiarità. Un mondo in fermento, ma martoriato da molteplici conflitti e molteplici interessi, che hanno soprattutto la faccia dell'Occidente, ma non solo.

Lo scrittore algerino si muove sull'orlo di un baratro, fedele alla sua scrittura, molto cruda, ma intrisa di un lirismo unico. Lo fa senza inutili piagnistei terzomondisti e senza forzare la sua prosa verso una poetica del povero selvaggio che ha scarsa attinenza con la realtà. Racconta un mondo evitando compromessi e scorciatoie, sia in un senso, che in un altro. Per cui alla fine risulta indigesto ai più e tutt'altro che consolatorio.

Stavolta, tocca all'Iraq dei nostri giorni. Un Iraq per il quale, lo scrittore ha uno sguardo chiaro, come chiara e lineare è la storia che ci racconta. Una lettura politica netta e senza compromessi, ma quello che rende questo romanzo geniale, è appunto l'onestà della posizione di Khadra, molto difficile da poter sostenere, in un mondo in bianco e nero, nel quale il conflitto di civiltà imperante vorrebbe imporre a tutti di fare una scelta di campo.
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3.0la guerra in Iraq, 17-09-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
uno spaccato della guerra in Iraq. Anche qui come in altri libri Khadra riprende il discorso di come puo' un giovane diventare da cittadino tranquillo a terrorista o, comunque, combattente. bello ma non esaltante
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