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Sinistrati. Storia sentimentale di una catastrofe politica

Sinistrati. Storia sentimentale di una catastrofe politica

di Edmondo Berselli


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  • Editore: Mondadori
  • Collana: Saggi
  • Data di Pubblicazione: 2008
  • EAN: 9788804584049
  • ISBN: 8804584041
  • Pagine: 189
  • Formato: rilegato
I sinistrati siamo noi. Brutalizzati alle elezioni, battuti culturalmente, spintonati ai margini di una società cattiva. Alcuni legati a un'idea troppo razionale di riforme difficili, altri pervasi dalla nostalgia di rivoluzioni impossibili. Risultato: vinceranno sempre gli altri. Perché noi siamo fuori tempo, fuori moda, fuori gioco. E con la triste euforia degli esclusi, fra l'autolesionismo e l'autocompatimento, ci prepariamo a diventare una minoranza permanente. Ma non è colpa nostra: scienziati autorevoli hanno dimostrato che si è di sinistra per via del Dna. C'è di mezzo un dannato gene altruista. Come dire che siamo fessi per natura. Per questo il Partito democratico ha sbagliato tutte le strategie, si è illuso di vincere, si è schiantato contro Berlusconi, e dopo la batosta non ha ancora deciso se sopravvivere a una sconfitta storica o lasciarsi naufragare. Ci vorrebbe una cultura, un leader, uno schema politico. Ci vorrebbe almeno un'idea. Invece, i riformisti non hanno ancora un programma e gli estremisti non hanno più un peso. Di idee, non se ne parla più. Edmondo Berselli descrive, con affetto, la storia e la malattia dei sinistrati italiani, e formula senza pietà la relativa diagnosi. L'Italia va a destra, ritrova nel partito di Berlusconi il clima confortevole di una Dc senza preti, mentre le corporazioni prosperano e la concorrenza latita. C'è una speranza per la sinistra e i sinistrati? Oppure li attende un deserto infinito, e la condanna di attraversarlo fra miraggi crudeli?

Note su Edmondo Berselli

Edmondo Berselli è nato il 2 febbraio del 1951 a Campogalliano, un piccolo comune in provincia di Modena. Ha iniziato a lavorare in ambito editoriale nel 1976, svolgendo la mansione di correttore di bozze per conto della casa editrice Il Mulino, a Bologna. Matura professionalmente presso la sede di via Santo Stefano, seguendo un percorso di carriera che lo porterà alla direzione editoriale, incarico che abbandonerà nel 2000. Dopo aver lasciato la casa editrice, resta nel medesimo ambiente lavorando, dal 2002 al 2008, come direttore della rivista Il Mulino. Tutta la sua vita lavorativa è ruotata attorno agli impegni sia in ambito giornalistico, sia nel settore dell’editoria. Parallelamente alle attività con Il Mulino, dal 1986 ha lavorato come editorialista per la Gazzetta di Modena. Dal 1998 al 1994 lavora per il Resto del Carlino, continua a svolgere la professione di giornalista presso Il Messaggero dal 1994 al 1996,dal 1996 al 1998 è alla redazione de La Stampa, per poi passare, da 1998 al 2003 a Il Sole 24 Ore. Negli ultimi anni della sua vita ha scritto anche per La Repubblica e per il settimanale L’Espresso, dove ha curato una rubrica di critica televisiva. E’ stato autore di numerosi saggi, il primo dei quali, “L’Italia che non muore”, è stato pubblicato nel 1995. E’ scomparso prematuramente, a causa di un tumore, a Modena l’11 aprile del 2010.

 

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