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I signori Golovlëv

I signori Golovlëv

di Michail Saltykov Scedrin

4.0

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  • Editore: Mondadori
  • Collana: Oscar classici
  • Traduttore: Osimo B.
  • Data di Pubblicazione: settembre 2010
  • EAN: 9788804601098
  • ISBN: 8804601094
  • Pagine: 392
  • Formato: brossura
Michaìl Saltykòv-Scedrìn cominciò I signori Golovlëv nel 1875, all'indomani della morte della madre, donna avida e sentimentalmente arida che ne segnò fortemente l'infanzia e la personalità. E chiaramente ispirato alla vicenda familiare dello scrittore è questo monumentale romanzo, pubblicato nel 1880: un grandioso affresco, a tinte cupe, della nobiltà di provincia russa dopo le riforme del 1861. Protagonista è l'antica famiglia aristocratica dei Golovlëv, condotta gradualmente ma inesorabilmente alla rovina dai suoi membri, dediti a ogni sorta di vizio, dal gioco d'azzardo all'ubriachezza, alle orge. Interessati solo alla ricchezza e al possesso della terra, i Golovlëv trascorrono vuote esistenze tra ozio e alcolismo, sacrificando alla propria avidità ciò che di più sacro esiste, i legami familiari, la pietà filiale, l'amore genitoriale. E finendo così travolti in un oscuro dramma nel quale ogni affetto - tra i coniugi, tra genitori e figli, tra fratelli - si tramuta in un odio feroce e distruttivo degno di una tragedia shakespeariana.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 2 recensioni)

4.0A volte angosciante, 05-05-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Un solo problema: da un certo momento in poi, la tira troppo in lungo. Per il resto, un buon romanzo, non di quelli che ricordi per l'eternità. Il dipinto di una famiglia di possidenti russi ignoranti, anaffettivi, vuoti, baciapile, che si autodistruggono, inevitabilmente. Una vicenda puramente tardo-zarista, triste ma magistralmente narrata.
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4.0Quanto odio!, 30-04-2012, ritenuta utile da 47 utenti su 72
di - leggi tutte le sue recensioni
Fosse solo per la lettura incalzante, per il desiderio di sapere come va a finire e cosa succederà alla pagina successiva, questo libro meriterebbe ben più del massimo. Però, alla lunga, le inesorabili e tragiche vicende dei protagonisti hanno una ripetitività che non è facile assorbire. Sembra un campionario di pessimismo esasperato, e il brusco finale rafforza questa impressione.
Con ciò, ritengo il libro sommamente indicativo di stati d'animo e disagi peculiari della società russa ottocentesca e ne raccomando la lettura. Tutti gli autori russi hanno qualcosa in più e di diverso da dire e sono, a mio avviso, indispensabili. Come Oblomov, anche questo libro è un unicum, da non perdere.
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