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Signori bambini

Signori bambini

di Daniel Pennac

3.5

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  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: I canguri
  • Edizione: 6
  • Traduttore: Mélaouah Y.
  • Data di Pubblicazione: gennaio 1999
  • EAN: 9788807700934
  • ISBN: 880770093X
  • Pagine: 192
Recuperando la verve deliziosa e stralunata delle sue storie per l'infanzia, senza rinunciare al senso dell'intreccio narrativo, Pennac riemerge dal turbinante mondo della tribù Malaussène trasferendone tutta la vivacità e la tenerezza in questo nuovo romanzo. Durante una delle sue lezioni Monsieur Craistang, professore di francese, dà ai suoi allievi per punizione un tema per il giorno seguente: "una mattina ti svegli e ti accorgi di essere diventato adulto. Vai in camera dei tuoi genitori e scopri che sono tornati bambini. Racconta il seguito". Da questo spunto decolla un'avventura quasi disneyana in piena Belleville, intrappolata in tutte le contraddizioni della nostra difficile contemporaneità.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.3 di 5 su 10 recensioni)

3.0Piacevole ma non troppo, 10-07-2012
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Scorrevole nella lettura, storia discretamente bella, ma non vi aspettate troppo o rimarrete delusi. E' un libro da prendere alla leggera, che va letto senza troppe pretese.
La scrittura è abbastanza accattivante, i personaggi ben caratterizzati, la storia carina ma talvolta poco logica. Piacevole, ma di certo non imperdibile.
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3.0Punti di vista invertiti, 29-02-2012
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Spunto originalissimo per offrirci il punto di vista dei bambini sulla vita degli adulti. Tutti i bambini sognano di crescere prematuramente, di essere come i loro genitore e in questo romanzo ci accorgiamo che essere adulti con una mente da bambini è tutt'altro che semplice e l'esperienza dei 3 protagonisti si rivela essere abbastanza tortuoso. Pennac riesce anche questa volta a regalarci un romanzo piacevole che non manca di farci riflettere.
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4.0SIGNORI BAMBINI di DANIEL PENNAC, 23-08-2011
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Una dote che non manca a Pennac è l'originalità e infatti questo libronon fa
eccezione!
Scorrevole, piacevole, divertente, ma qui l'autore dosa bene anche
sensibilità e delicatezza, con parti del testo toccanti e quasi commuoventi.
La scrittura è fluida, il ritmo incalzante, la trama coinvolgente e
appassionante.
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3.0Originale, 10-08-2011
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Un libro davvero originale, non banale e divertente.
Scritto in modo un pò bizzarro, incalzante e curioso.
Pennac in questo libro sa usare una insospettabile sensibilità e sa coinvolgere il lettore divertendo e commuovendo, appassionando alla lettura.
Non amo molto lo stile di Pennac perchè mi pare che a volte i suoi romanzi si somiglino troppo l'uno all'altro, ma questo libro è originale e non banale
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2.0Signori bambini, 09-08-2011
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Di Pennac mi ha sempre infastidito lo stile poco scorrevole, molto veloce a scapito della chiarezza, non posso dire che siamo in presenza di un cattivo scrittore, o che i suoi temi di fondo siano noiosi, squallidi o scontati; solo che mi sembra uno di quei cantanti che scrivono sempre canzoni che si somigliano tra loro, tutte con la stessa tonalità, con gli stessi accordi, con parole simili. I personaggi di Pennac sembrano fatti un po' con lo stesso stampino, ognuno me ne ricorda un altro visto in un altro libro, Belleville è sempre Belleville e ribadisco quello che scrissi in occasione del ciclo Malaussène, io detesto il modo in cui Pennac vede la maggior parte (vorrei dire la totalità, ma non posso affermarlo) dei personaggi femminili. Mi pare che ci sia veramente poca differenza tra la donna pennachiana e la tabaccaia felliniana e si può dire che io non apprezzi molto questo tipo di icona, tanto per usare un eufemismo.
L'idea dei bambini che diventano adulti e viceversa, quella del rovesciamento dei punti di vista, sì, può essere divertente e sbarazzina, il libro ha dei guizzi di ilarità, si sorride, però... A me resta in bocca quel senso di lieve teatralità e quella sottile aura di irrealtà che ho già riscontrato in Diario di scuola. Un libro, intendiamoci, dove Pennac parlava con cognizione di causa della sua pluriennale esperienza di insegnante delle scuole medie, ma con quell'entusiasmo un po' eccessivo come fosse un piazzista di aspirapolvere, quelli che vendono prodotti perfetti, dai mille accessori, i migliori sul mercato. Ecco la magagna, a me fondamentalmente i libri di Pennac sembrano favolette che finiscono lì, campionari di buonismo un po' naif, sfilate di esseri stravaganti e bizzarri che non possono essere presi sul serio perché è l'autore stesso a non farlo per primo.
E termino come ho iniziato: ogni volta che leggo un libro di Pennac mi dico "basta, questo è l'ultimo". Poi ci ricasco perché forse spero di ricredermi. Chissà.
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5.0Signori bambini (Pennac), 23-12-2010
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I bambini sono molto cari a Pennac e anche in questo caso riesce a raccontare una vicenda delicata con estrema dolcezza e inimitabile tatto. Un vero maestro di stile.
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1.0Troppo cerebrale, 12-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Di Pennac ho letto tutto ma questo proprio non mi è piaciuto. Una storia vecchia come il cucu' resa se possibile più noiosa ancora da intere pagine da trattati di filosofia. La scrittura è sempre di altissimo livello, secondo me l'unico punto favorevole. Un pò deluso.
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4.0Signori bambini, 30-09-2010
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"Tema : una mattina ti svegli e ti accorgi che, durante la notte, sei stato trasformato in adulto. In preda al panico, ti precipiti in camera dei tuoi genitori. Loro sono stati trasformati in bambini. Racconta il seguito."

Questa traccia per un tema è l’incipit, il via, il filo conduttore da cui si dipana tutta la trama, interamente strutturata su una dispercezione : quella del mondo adulto da parte dei tre protagonisti “bambini” e quella del mondo infantile da parte del protagonista “adulto”.
Da un lato tre dodicenni persi ancora nel ‘velamento’ infantile, improvvisamente trovatisi adulti a gestire i loro genitori retrocessi all’infanzia con tutte le responsabilità e le difficoltà del caso; dall’altro il vecchio professor Crastaing ossessionato dal ‘disvelamento’ dell’essenza dell’infanzia, dalla speranza di lasciare da parte la conoscenza e la comprensione di come sia l’infanzia, per ritornare a sentire cosa essa sia: “non un disordine da adulti ma il disordine ciclonico dell’infanzia, il territorio devastato di ciò che è stato posato qui, spostato lì, rovesciato altrove, strappato, sventrato e subito dimenticato,il terreno abbandonato della coscienza infantile, un cafarnao precartesiano, un universo in formazione”.
Ed è proprio questo scambio a fondare la dispercezione, anzi, lo scambio stesso è la dispercezione, uno scambio immaginifico, che pur essendo immaginato non è falso (il leit motiv del professore è proprio “immaginazione non significa menzogna” ), uno scambio interamente avviato dalla quete di Crastaing: “siamo lucidi, signori bambini, in questo tema io non sono ripiombato nell’infanzia più di quanto voi non abbiate guadagnato la maturità. Siamo, come dire… le caricature di quello che fummo pur restando quello che eravamo: tre preadolescenti irresponsabili, accompagnati da un vecchio pedagogo appassionato”.
E tutto questo, nel solito, inconfondibile, disinvolto e ironico, stile di Pennac.
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4.0Pennac non mi delude mai!, 11-07-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Con questo romanzo mi ha riempita di sorrisi, lo consiglio vivamente a chi vuole passare qualche ora divertente ed a tratti anche emozionante!
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4.0Signori bambini, 08-07-2010
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Comprato per conoscere Pennac, probabilmente non ho preso un libro classico dell'autore, ma sono molto contento della scelta. E' un libro scorrevole, divertente, partendo da un'idea non originale, riesce a essere particolare lo stesso. Esiste anche il film, fatto mentre Pennac scriveva il libro. Una sorta di scommessa tra regista e autore, partire da un canovaccio di base e sviluppare una storia, senza sapere come sia svolta dall'altro. Il film non l'ho visto, ma mi piacerebbe rintracciarlo.
E' un libro che offre diversi punti di riflessione, soprattutto pensando all'integrazione francese. In più tutti e tre i ragazzi descrivono bene l'universo adolescenziale, non volendolo rappresentare. Ci si potrebbe ritrovare in alcune loro frasi o loro azioni, o si potrebbe vedere qualche amico, qualche ex compagno di scuola.
E' un bel libro, veloce, non impegnativo. Per voi grandi lettori, un libro da un pomeriggio ameno, su di un prato sotto il sole (ovviamente io ci ho messo secoli e soprattutto l'ho letto a Gennaio, chiuso nell'oscurità della mia stanza).
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