Shah-in-Shah

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4.0

di Ryszard Kapuscinski


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Descrizione

Nell'anno drammatico della rivoluzione, Kapuscinski è in Iran per uno dei suoi più brillanti e memorabili reportage, in cerca di risposte. E riesce a temperare, con impeccabile stile, la complessa ricostruzione storico-giornalistica con un'appassionante capacità narrativa. Non fa lezione, non sale in cattedra. Al lavoro nella sua stanza d'albergo, ingombra di giornali, di ritagli, di foto, filmati e nastri registrati, ricostruisce il quadro degli eventi, delle premesse che li hanno provocati e delle situazioni che si preparano. Ricostruisce il lento ma inesorabile procedere degli avvenimenti che hanno portato alla rivoluzione khomeinista: l'incerta ascesa al potere dello scià, la sua euforica prepotenza in seguito alle scoperte petrolifere, il clima di terrore e repressione instaurato dalle brutali forze di polizia della Savak e il progressivo rifugiarsi del popolo nelle moschee, tra le braccia dei mullah e dell'islam, unica istituzione ritenuta in grado di proteggere dalla violenza cieca del potere centrale di Teheran. Il suo puzzle rigoroso è sempre filtrato dalla sensibilità e da un'umanità profonda.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 3 recensioni)

4.0Shah-in-Shah, 05-01-2012
di M. Loggia - leggi tutte le sue recensioni

Un libro che ci aiuta anche a fare i conti con una realtà diversa ma che per diverse ragioni ci riguarda da vicino, per capire l'Iran di oggi è necessario conoscere l'Iran di ieri, nel suo passaggio dalla monarchia alla repubblica islamica. Stile pesante e imperioso, una lettura prettamente invernale. In questo libro - compatto per dimensioni ma ricco per contenuti - Kapuscinski ci racconta quei giorni caldi della rivoluzione col suo stile semplice e fluido da giornalista.




4.0Shah-in-Shah, 31-07-2011
di M. Loggia - leggi tutte le sue recensioni

Ultimamente lo scrittore polacco è stato al centro di numerose critiche post mortem. Nel 1980, Ryszard Kapu347; ci324; ski inviato in Iran dell'agenzia di stampa polacca, chiuso in una stanza d'albergo, grazie all'ausilio di foto, articoli di giornali e ripercorrendo quanto ha visto e sentito negli anni di soggiorno in questo stato, traccia la storia politica, ideologica e culturale di questo stato a partire da Mohammad Reza Pahlavi, l'ultimo Scià fino a Khomeini. L'ascesa e la caduta dello Scià, le sue scelte, il potere economico raggiunto, il ruolo della SAVAK (la polizia segreta ed onnipotente) , dominano la narrazione mentre l'avvento di Khomeini la chiude. La riflessione a volte spazia andando oltre agli avvenimenti politici, concentrandosi sulle dinamiche delle popolazioni che si trovano in condizioni di incertezza oppure che soggiacciono a dittature, sul ruolo degli intellettuali e sul peso della religione. E con degli accenni che fanno risuonare timbri attuali in me.




4.0Shah-in-Shah, 23-07-2011
di U. Binci - leggi tutte le sue recensioni

I libri del grande cronista polacco andrebbero fatti leggere a scuola. Questo in particolare mi ha fatto riflettere e mi ha ricordato una storia che avevo dimenticato. Con la sua scrittura semplice e lineare il nostro ci racconta la storia dell'iran dall'avvento dell'ultimo scia fino alla rivoluzione islamica. Secondo la teoria che dietro ad ogni effetto sta sempre una causa possiamo capire cosa ha spinto gli iraniani verso il governo degli ayatollah. La dittatura dello scia era veramente tremenda, forse una delle peggiori che mi sia capitato di leggere. Mentre imprecava contro i regimi sud americani (giustamente) l'opinione pubblica occidentale non vedeva a quali miserabili torture era sottoposto il popolo iraniano. Negli anni sessanta in iran tutto era vietato, numerose erano le rappresaglie di massa, migliaia di persone sono state uccise e torturate (con l'aiuto della cia e di altri clubbini niente male). Questo è l'ennesimo libro che andrebbe fatto leggere a scuola per aiutare la comprensione degli eventi successivi... Ah dimenticavo nessuno pare ha piu voglia di capire alcunchè, in fondo sono solo islamici di merda!




4.0Shah-in-Shah, 05-04-2011
di U. Bonci - leggi tutte le sue recensioni

Per capire l'Iran di oggi è necessario conoscere l'Iran di ieri, nel suo passaggio dalla monarchia alla repubblica islamica. Stile pesante e imperioso, una lettura prettamente invernale. In questo libro - compatto per dimensioni ma ricco per contenuti - Kapuscinski ci racconta quei giorni caldi della rivoluzione col suo stile semplice e fluido da giornalista.

Un libro semplice ma puntuale per chi volesse capire qualcosa di più di uno dei Paesi protagonisti della nostra attualità.





4.0Shah-in-Shah, 29-10-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di S. Alfano - leggi tutte le sue recensioni

Kapuściński mi ha sorpreso: non credevo che una testimonianza sulla storia dell'Iran potesse coinvolgermi a tal punto.

L'autore spiega in modo diretto, scorrevole e immediato come si sono svolti i fatti, ricostruendo questa cronaca dolorosa a partire da ritagli di giornale, fotografie e annotazioni, raccolte durante il suo soggiorno nel paese.

Gli orrori perpetrati dalla dittatura dello scià e dalla sua polizia, la Savak, si aggrappano ai margini del cervello e sembra impossibile scacciarli, ma forse è giusto così; proseguendo la lettura, è facile sentirsi travolti dalla folla che, ormai stanca delle continue vessazioni fisiche e morali, si raduna nelle piazze e si contrappone ai soldati, armata solo del suo coraggio e della sua determinazione a non avere più paura, perchè la paura è il grande pilastro di ogni dittatura: un sentimento atavico che permette ad uno solo o ad un gruppo ristretto di uomini di tenere in scacco un'intera nazione.
Nel momento in cui la gente alza la testa e si rifiuta di tenere gli occhi bassi, il sovrano perde la sua arma più efficace ed è costretto a fuggire.
Con la deposizione dello scià si potrebbe pensare che i problemi dell'Iran siano finalmente pronti ad essere risolti ma chi vuoi che si occupi di uno stato in cui per anni ha regnato l'ignoranza e l'unico faro di speranza era rappresentato dalla religione?





5.0Shah-in-Shah, 02-10-2010
di A. Mazzarella - leggi tutte le sue recensioni

Il piacere di leggere kapuscinski è ineguagliabile; ogni suo reportage ha il potere di trasportarci dentro i fatti, tra la gente, come testimoni diretti delle vicende narrate. Anche chi poco sapeva della Persia del trono del Pavone e della rivoluzione khomeinista avrà la sensazione, chiudendo questo libro, di saperne abbastanza per comprendere meglio l’essenza più profonda dell’Iran e degli iraniani.
kapuscinski (che ha assistito a 27 rivoluzioni nei paesi del Terzo Mondo, una cosa già di per sé impressionante) parte da premesse sempre tangibili, foto, testimonianze, piccoli racconti di gente comune, storie orecchiate per strada e particolari che altrimenti si perderebbero nel grande calderone degli eventi, e le utilizza per comporre, a tasselli, i suoi quadri.





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