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Senza veli

Senza veli

di Chuck Palahniuk

3.5

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  • Editore: Mondadori
  • Collana: Strade blu. Fiction
  • Traduttore: Colombo M.
  • Data di Pubblicazione: agosto 2010
  • EAN: 9788804603825
  • ISBN: 8804603828
  • Pagine: 186
  • Formato: brossura
Palahniuk ci porta nella Hollywood dei Tempi d’Oro, in una fiaba sulfurea e decadente dove Katherine Kenton, stella del palcoscenico e famosa sceneggiatrice, è alle prese con la peggiore delle disgrazie possibili: l’invecchiamento. Chi racconta è Hazie Cogan, dama di compagnia, domestica, confi dente che ha accompagnato Katherine per tutta la sua carriera, attraverso matrimoni, divorzi e interventi di chirurgia estetica. A complicare la situazione arriva il troppo giovane Webster Carlton Westward III, che riesce a intrufolarsi nel cuore (e tra le lenzuola) di Katherine. Ma Hazie scopre che Webster ha scritto una biografi a senza veli che prevede la morte di Katherine in una scena degna di un barocchissimo musical... Come sempre Chuck Palahniuk mescola sapientemente satira, sovversione, sorprese per raccontarci una storia senza tempo e senza speranza sul nostro mondo sempre più assetato di star e di personaggi pubblici pieni di glamour e sempre più desideroso di distruggerli.

Note su Chuck Palahniuk

Chuck Palahniuk è nato a Pasco, nello Stato di Washington, il 21 febbraio del 1962. Dopo il divorzio dei genitori, lui e i suoi fratelli sono stati affidati ai nonni materni, con i quali hanno vissuto in un ranch nello Stato di Washington. A vent'anni, Palahniuk studia presso l'Università dell'Oregon, dove nel 1986 consegue la laurea in Giornalismo. Dopo la laurea, si trasferisce a Portland, dove lavora come giornalista per i quotidiani locali. Dopo poco però, lascia l’attività per lavorare a tempo pieno come meccanico specializzato in motori diesel. Tornerà ad occuparsi di giornalismo solo dopo essere diventato uno scrittore affermato. A partire dal 1988 inizia a fare il volontario, maturando quelle esperienze che poi si potranno ritrovare nelle sue opere. Aiuta i senzatetto e lavora nelle case di riposo, provvedendo al trasporto dei malati terminali e portandoli ai gruppi di sostegno. In seguito alla morte di un paziente a cui si era affezionato, decide di abbandonare l’attività come volontario. Superati i trent’anni, decide di frequentare un laboratorio di scrittura tenuto da Tom Spanbauer. I suoi primi racconti, “Negative Reinforcement” e “The Love Theme of Sybil and William”, vengono pubblicati nel 1990 sulla rivista mensile Modern Short Stories. I suoi primi romanzi furono inizialmente respinti dalle case editrici a causa dei contenuti forti ed inquietanti. Nel 1996, però il suo editore decide di pubblicare “Fight Club”. Il romanzo inizialmente non ebbe un grande successo commerciale, ma in seguito alla trasposizione nell’omonimo film diretto da David Fincher e interpretato da Edward Norton, Brad Pitt ed Helena Bonham Carter, il romanzo acquistò fama e divenne un successo internazionale. A questo primo successo, ne seguirono molti altri, tra cui “Survivor” (1999), “Invisible Monsters” (1999), “Soffocare” (2001), “Cavie” (2005), “Pigmeo” (2009) e “Dannazione” (2011). Lo stile di Palahniuk è asciutto e grottesco, le trame sono caratterizzate da un ritmo incalzante. La libertà, intesa come rifiuto e fuga dalle oppressioni della società, dalla competizione e dai mass media, rappresenta il punto cruciale della sua scrittura. Attualmente Chuck Palahniuk vive a Vancouver, quando non scrive romanzi, lavora come giornalista free-lance. 

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.3 di 5 su 6 recensioni)

4.0Senza veli, 06-03-2012
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Palahniuk ha scritto un libro che si discosta in modo marcato dai suoi precedenti romanzi. La sua prosa è meno cinica, meno visionaria, e Senza veli assume quasi le vesti di un giallo. Il finale è intuibile prima di arrivare agli ultimi due capitoli del libro, ma, devo ammetterlo, questa volta l'ho apprezzato.
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4.0Senza veli, 08-07-2011
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Non è ancora il Pahalhniuk migliore, ma non lo boccio. La storia, narrata come una sceneggiatura, è raccontata dal punto di vista della donna tuttofare che lavora per una grande stella del cinema oramai invecchiata ed avviata sul viale del tramonto (che forse, Viale del tramonto, ha anche ispirato il romanzo). Questo personaggio si è sempre occupato di difendere da tutto e tutti la sua datrice di lavoro, ed il cui scopo principale diventa quindi, alla fine, quello di garantire l'immortalità alla grande attrice. Questo libro è un po' più soft rispetto a quello a cui ci aveva abituato Palahniuk. La scrittura è molto scorrevole (non vi preoccupate Pigmeo è dimenticato) ed il libro si legge molto facilmente. Il finale vorrebbe essere a sorpresa, anche se si riesce facilmente a capire da poco più di metà libro come andrà a finire.
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2.0Senza veli, 30-03-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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L'ho finito da due giorni e benché ancora a freddo provo a fare un breve commento. L'ennesima trascurabile opera minore di un grandissimo scrittore che sembra aver smarrito (definitivamente?) la sua vena creativa. Dopo gli abissi di "Gang Bang" e il leggero miglioramento di "Pigmeo", questo "Senza veli" procede senza infamia e senza lode. Interessante la trovata di scrivere in linguaggio cinematografico, molto meno interessante il fatto di capire ad almeno 50 pagine dal termine (su poco più di 180 in totale) come andrà a finire la storia. Provaci ancora Chuck! E, se possibile, evita di scrivere un libro all'anno se hai così poco da dire!
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4.0Bugiardografia di Hollywood, 29-10-2010
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Chuck sembra tornato quello di un tempo. Forse. I primi capitoli sono un po' lenti, macchinosi e se non si conoscono le vecchie glorie dell'Hollywood dei Tempi d'Oro, se non si conoscono Billy Haines, Adolph Zukor, Pola Negri, Cordell Hull, Walter Winchell, Lylly Hellman e mille altri, allora si capirà ben poco. Ma non bisogna preoccuparsi, tutto si chiarisce e il libro non è solo questo. Il tutto si apre a giochi fatti e stare dietro alla storia non è facile, ma ad aiutare ci sono i flashback, le storie dei vari was-band e anche i racconti di Lillian Hellman. Le vicende vengono narrate come una lunga scenografia da Hazie Coogan (il libro è già pronto per diventare un film, non serve nemmeno sistemarlo), una sorta di guida e ombra dell'ex diva di Hollywood Katherine Kenton. In questo caso, la diva, è alle prese con l'invecchiamento, un fidanzato con strani progetti, ma soprattutto con una sceneggiatura scritta per lei, su di lei: una bugiardografia senza veli che si rivelerà più pericolosa del previsto...
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2.0tra due e tre, 08-10-2010, ritenuta utile da 1 utente su 3
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il modo di scrivere il libro in atti come una commedia è un modo originale.
ci ho messo molto per trovarlo interessante. lo stile di palahniuk c'è, solo che risulta più dispersivo.un ni tra consigliarlo o meno.
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4.0L'ultimo Palahniuk Chuck, 24-09-2010, ritenuta utile da 1 utente su 4
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Katherine Kenton e la fedele cameriera, amica e complice Hazie Coogan attraverso la Hollywood dorata dei tempi andati. Quando un uomo, poco più che un ragazzo, entra nelle grazie dell'attrice la faccenda si complica.
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