Senza sangue

Senza sangue

2.5

di Alessandro Baricco


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Descrizione

Manuel Roca e i suoi due figli vivono in una vecchia fattoria isolata nella campagna. Un giorno quattro uomini su una vecchia Mercedes imboccano la strada polverosa che conduce alla loro casa. Come se stesse aspettando da sempre questo momento, Manuel Roca non perde un attimo e chiama a sé i due figli. Qualcosa di terribile e indescrivibile sta per accadere; qualcosa che sconvolgerà irrimediabilmente la vita di tutti, soprattutto quella della piccola Nina.

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Voto medio del prodotto:  2.5 (2.7 di 5 su 15 recensioni)

2.0Senza sangue, 21-01-2014
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Libro molto breve, la storia è poco convicente, inverosimile e termina in maniera a dir poco stravagante e improbabile: perchè mai Nina, la sopravvissuta, dovrebbe voler fare l'amore con Tito, il suo aguzzino/salvatore, 50 anni dopo? In più, anche i personaggi sono piuttosto evanescenti.
Comunque il lettore, immerso in una storia senza una collocazione temporale e locale chiara, resta catturato dalle innegabili capacità di Baricco fino a quando non arriva all'ultima parola dell'ultima pagina.
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2.0La più grande delusione targata Baricco, 17-02-2012
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Piuttosto piatto come racconto. Qualche brivido lo regala, ma nulla di nemmeno lontanamente comparabile a Novecento. Resta intatto il mio esclusivo apprezzamento per l'autore Baricco che sempre e comunque, qualsiasi sia l'argomento, snocciola parole alate che riportano alla memoria altre vite, altri respiri.
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2.0Senza sangue, 28-07-2011
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Magari l'autore poteva ampliare la vicenda principale e far durare un po' di più il libro. Non è una storia che prende, e neanche una che lascia tanti segni dietro di sé. Si svolge in un imprecisato paese probabilmente sudamericano. Dove c'è una guerra civile, lì palese, ma potrebbe essere ovunque nel mondo e meno palese. Un tizio, forse dottore, forse macellaio, viene giustiziato da "guerriglieri". Si salva solo la figlia, che più di 50 anni dopo troviamo con l'unica persona di quel comando ancora in vita. E quella che, allora, le salvò la vita. Fine. Delle due idee che ho trovato, una forse più mia che consona al racconto, è quella di vedere questa storia che si racconta al tavolo del bar tra Nina e Tito. Ognuno ne ha dei brani propri ed altri che gli sono stati raccontati. Ed ognuno la racconta, ma ne escono storie diverse, come se ogni persona poi aggiustasse il filo del tempo secondo i propri bisogni di consolazione. Quasi a voler dimostrare (e noi ne siamo ben consci) che la storia la scrivono i vincitori. Chi perde, chiunque sia, ha altre storie da raccontare. L'altra è il perdono, o la riscrittura del passato togliendogli le macchie di sangue e facendolo vivere ancora, forse con dolore, ma senza "estremismi". Forse Nina alla fine perdonerà Tito, forse. Non lo sapremo e Baricco non ha interesse a dircelo. Per lui è importante il percorso mentale che fanno i protagonisti. Chi è il cattivo? Il padre o il suo assassino? Perché Tito è entrato in guerra? Tito è buono o debole? E Nina è pazza o solo dolorosamente colpita dalla vita? Ma tutte queste domande, tutto questo pensamento, annegano nelle poche righe che sì, con maestria, sviluppano qualche descrizione, qualche sentimento. Ma non entrano, non hanno né la fulminante rapidità del racconto che consente all'autore di svelare in poche righe le sue idee sul mondo. Né tanto meno la complessità del romanzo che, nell'accumulare di pagine, descrizioni e sentimenti, ci fa arrivare ad una qualche conclusione sui nostri sentimenti verso la vicenda. Così, mi è sembrata un'operazione intellettuale, senza sentimento, più che senza sangue come dice il titolo. Altro è il Baricco che mi affascina, speriamo di ritrovarlo presto.
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2.0Un'opera minore, 06-07-2011
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"L'esattezza di salverà" è una delle poche perle di questo libro, dalla storia poco convincente e poco appassionante. Nonostante Alessandro Baricco pubblichi uno dei suoi libri più corti, si può dire che questo sia uno dei più lunghi da leggere. Lontano da "City", "Oceano mare", "Seta". Ma a Baricco si perdona anche questo.
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3.0Senza sangue, 20-11-2010
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Baricco sembra aver perso il suo smalto e compone una storia cupa e nera di vendetta e rimpianto. Manca la poeticità dei suoi primi romanzi, rimane la sua bravura impeccabile di narratore.
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1.0Senza sangue, 09-11-2010
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Piuttosto piatto come racconto. Salvo la figura della bambina, splendida, e la bellezza del filo invisibile che la riporterà dritta dritta dal suo salvatore/aguzzino, che ha in sé una forza inesorabile, come quella di una biglia che percorre un liscissimo piano inclinato. Il finale lascia di stucco e fa un po' riflettere.. sulla cifra che abbiamo speso per il libro!!
Speventosamente truce la prima parte, quanto pervasa da una malinconia disarmante la seconda. Un libro che si può tralasciare.
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4.0Senza sangue, 07-11-2010
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"Allora pensò che per quanto la vita sia incomprensibile, probabilmente noi la attraversiamo con l'unico desiderio di ritornare all'inferno che ci ha generati, e di abitarvi al fianco di chi, una volta, da quell'inferno, ci ha salvato. Provò a chiedersi da dove venisse quell'assurda fedeltà all'orrore, ma scoprì di non avere risposte. Capiva solo che nulla é più forte di quell'istinto a tornaree dove ci hanno spezzato, e a replicare quell'istante per anni. Solo pensando che chi ci ha salvati una volta lo possa fare per sempre. In un lungo inferno identico a quello da cui veniamo. Ma d'improvviso clemente. E senza sangue".
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3.0Racconto breve ed intenso, 05-10-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Libro breve ed intenso con una storia ed un finale per nulla scontati, Baricco si dimostra sempre bravo e, come suo solito, riesce a trasmettere delicate emozioni
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2.0Senza sangue, 01-10-2010
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Una storia come tante e come molte spesso ferma lì, in un tempo imprecisato, quasi sensa senso un pò forzata, a volte scritta così... Resta intatto il mio esclusivo apprezzamento per l'autore Baricco che sempre e comunque, qualsiasi sia l'argomento, snocciola parole alate che riportano alla memoria altre vite, altri respiri. Un così così che mi costa, ancora una volta, ma che mi spinge a volerlo conoscere sempre meglio.
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2.0Senza autore , 30-09-2010
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Succede che a uno scrittore grande grande grande la casa editrice metta pressione affinchè pubblichi un romanzo, un racconto, qualche articolo, qualsiasi cosa, purchè si possa calvalcare felici l'onda corta della fama e del successo. Succede che quel libro, poi, di copie ne vende un botto, ma quello scrittore diventa un pò meno grande. Solo grande grande, e un pò più cazzone.
Senza sangue è un libro così: senza autore. Cazzuto. Trascurabile.
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3.0Senza sangue, 23-09-2010
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Baricco come uomo mi piace... mi affascina sentirlo parlare, ma i suoi libri mi lasciano quasi indifferente! scrive bene, però!
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4.0strano..ma senza sangue, 07-09-2010
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La commessa della libreria mi aveva sconsigliato questo libro..definendolo quasi un film francese. A me è piaciuto tanto. Nella sua brevità Baricco ha saputo esprimere il suo genio. Vale la pena leggerlo. Anche se non è uno dei tanti libri di Baricco che più spesso si consiglia.
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