Il senso del dolore. L'inverno del commissario Ricciardi

Il senso del dolore. L'inverno del commissario Ricciardi

di Maurizio De Giovanni


  • Prezzo: € 10.00
Spedizione a 1€  Spedizione con Corriere a solo 1€ sopra i 24 euro! (Scopri come)
Voto medio del prodotto:
4.5
Prodotto momentaneamente non disponibile
Inserisci la tua e-mail per essere informato appena il libro sarà disponibile:
 

Descrizione

Napoli, marzo 1931, mentre un inverno particolarmente rigido tiene la città stretta in una morsa di gelo, un assassinio scuote l'opinione pubblica per la ferocia con cui il crimine è perpetrato e per la notorietà del morto. Il grande tenore Arnaldo Vezzi viene trovato cadavere nel suo camerino al Teatro San Carlo prima della rappresentazione de "I Pagliacci", la gola squarciata da un frammento acuminato dello specchio andato in pezzi. Artista di fama mondiale, amico del Duce, uomo egoista e meschino: a ricostruire la personalità della vittima e a risolvere il caso è chiamato il commissario Luigi Alfredo Ricciardi, in forza alla Squadra Mobile della Regia Questura di Napoli. Investigatore anomalo, mal sopportato dai superiori per la sua insofferenza agli ordini e temuto dai sottoposti per il suo carattere chiuso ed enigmatico, Ricciardi coltiva nel suo animo tormentato un segreto inconfessabile: fin da bambino "vede i morti" - ma solo chi muore di morte violenta - , coglie la loro immagine nell'ultimo momento di vita e ascolta le ultime parole; "il Fatto", come lo chiama lui, lo aiuta nelle indagini.

Acquistali insieme:

Gli utenti che comprano Il senso del dolore. L'inverno del commissario Ricciardi acquistano anche La condanna del sangue. La primavera del commissario Ricciardi di Maurizio De Giovanni € 10.20
Il senso del dolore. L'inverno del commissario Ricciardi
aggiungi
La condanna del sangue. La primavera del commissario Ricciardi
aggiungi
€ 20.20


Dettagli del libro


Recensioni degli utenti


Scrivi una nuova recensione su Il senso del dolore. L'inverno del commissario Ricciardi e condividi la tua opinione con altri utenti.

Voto medio del prodotto:  4.5 (4.3 di 5 su 7 recensioni)


5.0Finalmente, 09-05-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
di G. Alvino - leggi tutte le sue recensioni

Finalmente un poliziesco, giallo, thriller italiano degno di questo titolo. Finalmente un protagonista affascinante, malinconico ma con tutti i motivi di esserlo, arguto con i deboli ma duro con i forti, solitario eppure romantico. Finalmente una trama convincente, variegata eppure semplice, senza molti arzigogoli. Ho adorato questa lettura pi di quella di Scerbanenco, fino a questo attimo il miglior scrittore giallista italiano che avessi letto.

Ritieni utile questa recensione? SI  NO 


4.0Il senso del dolore, 09-08-2011
di A. Gardini - leggi tutte le sue recensioni

Sono un estimatore di De giovanni, e anche qui ritrovo i suoi punti forti: l'idea del commissario che vedesente il dolore, l'ambientazione napoletana, la storia in sé come giallo e la sua soluzione. Napoli, 1931. Marzo sta per finire, ma della primavera ancora nessuna traccia. La città è scossa dal vento freddo e da una notizia: il grande tenore Arnaldo Vezzi voce sublime, artista di fama mondiale, amico del Duce viene trovato cadavere nel suo camerino al Real Teatro di San Carlo prima della rappresentazione di Pagliacci. La gola squarciata da un frammento acuminato dello specchio andato in pezzi. A risolvere il caso è chiamato il commissario Luigi Alfredo Ricciardi, in forza alla Squadra Mobile della Regia Questura di Napoli. Investigatore anomalo, mal sopportato dai superiori per la sua insofferenza agli ordini ed evitato dai sottoposti per il carattere introverso. Forse mi aspettavo qualcosa in più sul lato amore, anche se qualcosa si intuisce. Speriamo che abbia un seguito (in fondo il sotto titolo era "L'inverno del commissario Ricciardi", quindi aspettiamo le altre stagioni).

Ritieni utile questa recensione? SI  NO 


4.0Piacevole., 10-07-2011
di M. Loiacono - leggi tutte le sue recensioni

Il commissario Ricciardi è un personaggio tutto d'un pezzzo. Mai indulgente neppure con sé stesso. Un uomo assolutamente severo ma dal cuore gentile. I fenomeni paranormali di cui è vittima suo malgrado, non sono troppo invadenti nello svolgersi della trama. Il protagonista scava nella psicologia degli indiziati e nel loro contesto sociale, in modo che l'autore cura particolarmente la parte dedicata al "movente" del delitto. Gradevolissimo il colpo di scena nel finale che sbaraglia la piega che la trama aveva preso fino a un certo punto.

Ritieni utile questa recensione? SI  NO 


4.0Il senso del dolore, 06-04-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di A. Dossena - leggi tutte le sue recensioni

L'autore scrive in maniera impeccabile e piana una lingua che in qualche modo affascina e accompagna il dipanarsi della storia legandoti. Autore poco conosciuto dai più, forse si meriterebbe più spazio. Non si può, o almeno io non ho potuto, smettere di leggere, dovevo arriavre alla fine.
Si dirà la trama è semplice e si intuisce come la storia andrà a finire. Si forse è vero, ma ciò nonostante il piacere della lettura è stato grande.
Il commissario Ricciardi poi è un personaggio particolare nel panorama dei più moderni commissariinvestigatori, e non sarà forse un caso che la storia non è ambientata in una Napoli contemporanea, ma in una Napoli degli anni trenta, che si intuisce dal ritmo meno caotico e dalla vita più pacata.

Il commissario dicevo è un tipo particolare: non ama l'opera, non va a teatro, non si intende di cucina, ma ha un'adesione totale all'idea di giustizia come simmetria ed equilibrio. Non è per lui importante risolvere il caso, trovare l'assassino, assicurarlo alla giustizia, quanto ridare equilibrio giusto alla vita delle persone che di quell'assissinio hanno subito le conseguenze come attori o come spettatori.
Una logica lontana da quella del mondo che lo circonda, infatti c'è all'interno della questura solo Maione che lo comprende e gli si affianca, una logica che attinge direttamente al sentimento di pietas e alla consocenza diretta del sentimento del dolore ed anche dell'amore. Un amore sghembo il suo, anche per l'oggetto reale del suo sentimento, sghembo perchè vissuto con forza e timidezza senza riuscire a confessarlo forse nemmeno a se stesso.


Ritieni utile questa recensione? SI  NO 


4.0Bell'opera prima!, 27-12-2010, ritenuta utile da 4 utenti su 5
di G. Casanova - leggi tutte le sue recensioni

Bell'autore, bel libro. Questa scoperta la devo alla acuta e sensibile intelligenza della si. Ra Bellardi, favolosa recensionista su questo stesso sito (visto che servono le recensioni? ) Romanzo profondo, intenso, placido, lievemente melanconico, a tratti ironico, mai volgare o fuori misura, pregno di dolenti meditazioni sui comportamenti umani. Quanto mai felice l'ambientazione in una Napoli degli anni 30, in piena epoca fascista, ma priva di quei luoghi comuni sulla napolitanita' tanto cara e stereotipàta. Noir atipico, un pizzico di soprannaturale, un commissario alla Maigret, tormentato come un'ispettore della Vargas ma lontano anni luce non solo dalla frenesia dei gialli americani ma anche dai Carlotto e Lucarelli nostrani. Anch'io come chi mi ha preceduto non vedo l'ora di leggere i prossimi per capire se e' stato un caso o se e' nata una stella fra gli scrittori italiani

Ritieni utile questa recensione? SI  NO 


5.0Il commissario Ricciardi, 22-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di E. Riva - leggi tutte le sue recensioni

Un libro noir in ogni senso, a cominciare dal protagonista. E' struggente, malinconico e giusto. Ha ogni ingrediente per farmi venire la voglia di leggere i capitoli successivi. E lo faro'.

Ritieni utile questa recensione? SI  NO 


4.0Il sottilissimo senso del dolore, 08-04-2010, ritenuta utile da 1 utente su 3
di M. Vignatelli - leggi tutte le sue recensioni

Il senso del dolore è un filo sottilissimo che attraversa l'intero romanzo: si insinua in ogni immagine evocata dalle parole del protagonista, ne delimita i suoi sguardi, ne impregna le sue espressioni, ne condiziona gli umori.
Non è un semplice sentimento, una empatia per il prossimo, ma una vera e propria dote sovrannaturale quella che possiede il commissario Ricciardi: un uomo che potrebbe avere tutto, come ci dice l'autore, soldi, donne, successo, ma la cui vita è irrimediabilmente commpremessa dalla capacità di vedere i morti che tenacemente rimangono attaccati alla vita nel momento del trapasso.
E' così che la sua esistenza non può essere vissuta appieno, perchè martoriata, devastata da continue visioni violente a da tutto quello straziante dolore che le vittime provano nel momento della morte.
E' questa la caratteristica che fa di questo romanzo una lettura originale e piacevolissima, altrimenti troppo simile come impianto ai tanti romanzi che vanno a infoltire la già spessa schiera dei gialli polizieschi.
Anche l'ambientazione non è nuova: Napoli; ma questa volta descritta come una città più opaca, insolitamente fredda, e non solo per un prolungato inverno che non vuole lasciare spazio all'incipiente primavera.
La prima delle quattro stagioni previste per questo personaggio promette bene: scrittura scorrevole, intenso fin dalla prima pagina con l'originale peregrinazione nel mondo del teatro lirico (sicuramente non lontano dai gusti dell'autore che, o si è documentato veramente bene, oppure è un melomane in prims) ed un personaggio dai contorni ben definiti: sicuramente una lettura di partenza consigliata per proseguire addentrandosi nella primavera del commissario Ricciardi.


Ritieni utile questa recensione? SI  NO