Il secolo cinese. Storie di uomini, città e denaro dalla fabrica del mondo

Il secolo cinese. Storie di uomini, città e denaro dalla fabrica del mondo

4.5

di Federico Rampini


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Descrizione

Federico Rampini, attraverso una collezione di storie di vita quotidiana, ritratti di nuovi potenti e uomini comuni, racconti di viaggio in città come Shanghai, Hangzhou e Hong Kong, ci apre le porte della nuova superpotenza. Ne percorre le rotte più remote, dai villaggi contadini ai margini dello sviluppo, ai luoghi in cui si stanno compiendo opere di ingegneria di dimensioni mai tentate prima dal genere umano. Incontra i nuovi capitalisti, "i comunisti più ricchi del mondo", i registi cinematografici e gli artisti che lottano contro la pesante censura attuata dal partito unico. Entra nei laboratori e nelle università e ci svela il senso delle scelte politiche di una nazione che non fa più mistero delle proprie ambizioni neoimperiali.

Note sull'autore

Federico Rampini è nato a Genova il 25 marzo del 1956. Ha studiato presso L'École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, dove è stato allievo del sociologo liberale francese Raymond Aron e ha conseguito la laurea in Economia presso l’Università Bocconi, sotto la guida di Mario Monti. Fin da giovane è iscritto al Partito Comunista Italiano. All’età di 21 anni, nel 1977, inizia ad occuparsi di giornalismo, lavorando nella redazione di Città Futura, settimanale promosso dalla Federazione Giovanile Comunista Italiana (FGCI) il cui segretario generale era Massimo D’Alema. Due anni dopo, nel 1979, inizia a collaborare con “Rinascita”, il mensile politico del PCI fondato da Togliatti nel 1944. Nel 1982, in seguito alla pubblicazione di una sua inchiesta relativa alla corruzione tra le fila del PCI, è costretto ad abbandonare la redazione della rivista. Dopo il suo allontanamento, Rampini inizia a collaborare con Il Sole 24 Ore, diventandone prima vicedirettore e poi capo della redazione di Milano. Successivamente passa alla redazione del quotidiano la Repubblica, per il quale farà l’inviato a Parigi, Bruxelles, San Francisco e Pechino. Durante queste esperienze in qualità di corrispondente estero, seguirà le vicende relative alla Silicon Valley e aprirà l’ufficio di corrispondenza di Pechino. Ha svolto anche l’attività di insegnante, tenendo alcune lezioni presso la Berkeley University e all’Università Jiao Tong di Shanghai. Ha iniziato la sua attività come scrittore negli anni Novanta. E’ autore di numerosi saggi, tra cui: "Il crack delle nostre pensioni" (1994), “Le paure dell'America” (2003), “Tutti gli uomini del presidente. George W. Bush e la nuova destra americana” (2004), “Il secolo cinese” (2005), “L’impero di Cindia” (2006) , “L’ombra di Mao” (2006), "Slow Economy” (2009) "Occidente estremo” (2010), “Alla mia sinistra” (2011). Federico Rampini attualmente è corrispondente a New York per la Repubblica, è sposato e ha due figli. 

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  4.0 (4.3 di 5 su 4 recensioni)

3.0Troppo frammentario e superficiale, 15-05-2012
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Nulla da criticare a Rampini, il suo stile fluido e competente che si abbina perfettamente con i temi economici esaminati. Solo che veramente poco è deicato all'evasione, ovvero la molla che generalmente ci invoglia leggere. Dunque dopo dieci capitoli di "xiun xi men, chin lai cho e le loro poco emozionanti scalate al monte della avidità e del potere", proprio ho perso la volontà di proseguire.
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4.0Un nuovo tipo di economia, 20-04-2012
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Federico Rampini ci racconta un mondo misconosciuto, sulla quale vi è molto da scoprire e da comrprendere, per noi occidentale.
Il giornalista di Repubblica ci spiega un nuovo tipo di economia, para-capitalista, che fa però parte di un governo comunista, seppur un comunismo alla cinese intriso di nazionalismo maoista. Il nuovo Impero economico che dominerà il mondo al posto dei vecchi USA.
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5.0Ottima analisi della Cina di oggi, 22-07-2010
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E' un'opera interessantissima che sfata molti luoghi comuni sulla Cina e che riesce ad evidenziare le ragioni culturali prima ancora che economiche del suo successo sulla scena mondiale. All'interno si rimarrà sorpresi nel leggere alcuni aneddoti e descrizioni della Cina di oggi. Lo stile di Rampini è chiaro, scorrevole e stuzzica la curiosità. Un libro che si legge d'un fiato.
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5.0UNA NUOVA SUPERPOTENZA, 09-02-2009, ritenuta utile da 1 utente su 3
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Una sintesi storica, sociologica ed economica di un grande Paese. L'autore ci descrive una Nazione di cui si parla molto ma dellla quale, purtroppo, non si conosce abbastanza. Anzi, fino a poco tempo fa se ne conoscevano solo gli aspetti negativi: la miseria, la mancanza di democrazia, lo sfruttamento del lavoro a basso prezzo e tanti altri luoghi comuni che ne deformano la vera realtà. Certo, in tutto questo ci potrà essere anche del vero, ma ci sono pure delle verità che non si possono più tacere né ignorare.

Infatti, da Paese universalmente riconosciuto come sottosviluppato, la Cina si presenta con tutta l'autorità che merita, come candidato a superpotenza industriale. Il suo straordinario sviluppo non ha precendenti al mondo: da oltre vent'anni si trova in continua crescita a tassi superiori al 10% all'anno, come nessun'altra Nazione al mondo. Ora che c'è la crisi sembra che si limiterà ad una crescita del 6-8%. Sembra poco?

Ad ogni modo, si tratta di una lettura piacevole, facile e certamente non noiosa. Confesso che dall'autore tendenzialmente di sinistra, o che almeno non frequenta l'ambiente d'inclinazione apertamente liberale - scrive su LA REPUBBLICA - non mi aspettavo tanta coerenza. Invece, vi si possono trovare numerosi indizi che mettono sotto chiara accusa il modello totalitario socialista; anzi, in numerosi casi elogia a più riprese la via realista e pragmatica intrapresa dai Cinesi per raggiungere il progresso che permetterà loro di recuperare i decenni persi durante il periodo più tragico in cui Mao non lasciava spazio a chi aveva le idee più chiare sul mondo del mercato libero ed aperto. Ed i risultati, oggi si osservano i grandi cambiamenti: le privatizzazioni, l'apertura dell'economia, metropoli modernissime e gioventù totalmente aggiornata.

Per coloro che continuano a parlare della Cina, senza una minima cognizione di causa, può essere un'eccellente opportunità, perché quest'opera costituisce veramente un'utile strumento, ricco di dati, ma anche di numerose curiosità per il diletto di chi legge non solo per appagare la propria curiosità, ma per divertirsi.

Federico Rampini osserva come la Cina, prima di chiudersi su se stessa era sempre stata il centro tecnologico mondiale, fra le Nazioni più avanzate al mondo. La sua decadenza, iniziata con l'isolamento, è stata accelerata dall'arrivo degli Europei che l'avevano invasa,dominata e sfruttata.
Nelle sue conclusioni egli ci ricorda come, in fondo, non c'è niente da sorprendersi, se la Cina in breve supererà l'Europa per affiancarsi alla superpotenza dell'America. Infatti, per millenni la Cina ha dominato le tecnologie e la parentesi del suo declino si è chiusa, con l'abbandono del socialismo con le sue assurde politiche pianificate. Ora, essa si conferma al mondo intero, come concreto esempio al quale molti altri Paesi, che non hanno ancora rinunciato al principio di "credere per vedere", si potrebbero benissimo ispirare a questo modello. La sua rinascita, iniziata con la morte di Mao Dzedong, le sta restituendo l'importanza che ha sempre avuto in passato, prima di essere conquestata dall'imperialismo europeo. Non si deve dimenticare che aveva inventato da molto tempo la carta, i caratteri mobili, la porcellana, la polvere da sparo eccetera e perfino le armi da fuoco - che hanno pemesso poi a Ghengis Kahn di conquistare mezzo mondo -, la bussola, il timone le sue tecniche di navigazione con cui il suo famoso (ma poco noto) ammiraglio Zheng He ha raggiunto le coste americane, 70 anni prima di Cristoforo Colombo. L'autore menziona questo fatto solo di passaggio, ma per i più curiosi potrebbe essere un indizio utile per leggere il saggio che dedica a questo straordinario evento l'inglese Gavin Menzies.
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