Il secolo breve 1914-1991. L'epoca più violenta della storia dell'umanità

Il secolo breve 1914-1991. L'epoca più violenta della storia dell'umanità

5.0

di Eric J. Hobsbawm


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Descrizione

Con questo saggio Eric Hobsbawm delinea un panorama esauriente della storia del ventesimo secolo. Il secolo, per molti aspetti, più violento della storia dell'umanità: ben due guerre mondiali. Ma il ventesimo secolo è stato caratterizzato anche dall'emancipazione femminile, dal progresso scientifico, dalle rivoluzioni nella società e nella cultura. Un "secolo breve" per l'accelerazione sempre più esasperata impressa agli eventi della storia e alle trasformazioni nella vita degli uomini.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.8 di 5 su 4 recensioni)

5.0Capire il Novecento, 22-02-2012
di D. Menga - leggi tutte le sue recensioni
Questa è una delle opere storiografiche sul Novecento più classiche che ci siano.
Eric Hobsbawn concepisce il Novecento negli anni compresi tra il 1914 (anno dello scoppio della Prima Guerra Mondiale) e il 1991 (anno della caduta dell'URSS in seguito alla caduta del Muro) .
Secondo lo storico in questi anni si concentrano tutte le grandi ideologie, le passioni, gli scontri più efferati e le decisioni geo-politiche che decisero le sorti del Mondo nel XX secolo.
Il Novecento secondo Hobsbawn è quindi divisibile in "Età della catastrofe" (dal 1914 al 1945) , "Età dell'oro" (gli anni della Guerra Fredda) e l'"Età della frana" (negli anno che vanno dall'Implosione dell'URRS verso il Terzo Millennio) , che comporterà la fine delle ideologie e il trionfo del liberal-capitalismo.
Ottima opera e originale chiave di interpretazione per comprendere il secolo passato.
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5.0Il secolo breve, 27-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
di P. Truzzi - leggi tutte le sue recensioni
Dimenticatevi i noiosissimi trattati storici delle scuole superiori. Perché Hobsbawm è capace di raccontare la storia come altri raccontano "una storia". Perché Hobsbawm oltre ad essere uno storico è un cantastorie. E la storia del '900 forse più di ogni altra si presta ad essere, più che spiegata, raccontata, per la compresenza di toni che vanno dal tragico più nero e disumano all'eroico e financo al sublime.
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4.0In prospettiva storica, 21-03-2011
di F. Lucchini - leggi tutte le sue recensioni
Un libro straordinario, anche per chi di libri di storia contemporanea ne ha letti tanti; ma a maggior ragione un libro davvero utile (e scorrevole) per chi non avesse avuto il tempo o le occasioni per già essere documentato in materia. Arrivando al 1991 (ovvero sostanzialmente alla caduta del blocco sovietico) comprende anche anni che molti di noi hanno vissuto: ma è con una prospettiva un poco a distanza che anche le vicende cui abbiamo assistito acquistano significati che nel quotidiano spesso sfuggivano, appunto la "prospettiva sstorica".
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5.0Ormai un classico, 18-09-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di S. Pardini - leggi tutte le sue recensioni
Si tratta di un'opera rara e giustamente famosa nel panorama della storiografia contemporanea. Rara e preziosa per diverse ragioni; innanzitutto abbraccia un arco di tempo quasi secolare (il "secolo breve" a cui fa riferimento il titolo è il periodo 1914-1989) offrendo uno sguardo dall'alto fruibile sia dagli esperti, che dal lettore medio che si interessa di storia per hobby o cultura personale. Il linguaggio poi è gradevole e lo sguardo è rivolto a tutti gli aspetti che hanno caratterizzato il Novecento: dalla politica, all'arte, alla vita quotidiana. La chiave di lettura dei processi storici è quella della storiografia di stampo marxista; talvolta le tesi proposte (sempre con la serietà e la chiarezza del grande studioso) possono essere discusse (alcuni storici hanno preferito un diverso tipo di datazione dell'età contemporanea, parlando ad esempio di "secolo lungo") o ripensate alla luce dei fenomeni accaduti dopo il 1994 (anno di pubblicazione del volume). In ogni caso, non possono essere ignorate.
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