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La secessione leggera. Dove nasce la rabbia del profondo Nord

La secessione leggera. Dove nasce la rabbia del profondo Nord

di Paolo Rumiz

4.0

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Rumiz compie un viaggio attraverso le mentalità, le tradizioni e i simboli del Nord (i fiumi, i campanili, i ponti ...) per ritrovare il senso della parola perduta e l'origine del successo della Lega. Scopre che tra noi è cresciuta silenziosamente una nuova figura, quella dello "spaesato", dell'uomo uscito dalla cultura di paese ma non ancora entrato in quella "globale", dell'uomo che non chiede risposte razionali ma simboli per radicarsi in uno spazio vitale. A questa vaga domanda di identità ha cercato di dare risposta il movimento di Bossi, che occupa un luogo immaginario, mitico, metaforico e simbolico prima che politico.

Note su Paolo Rumiz

Paolo Rumiz è nato a Trieste il 20 dicembre del 1947. Di professione giornalista, è stato inviato speciale del quotidiano Il Piccolo di Trieste. Successivamente ha iniziato a collaborare con la Repubblica, in qualità di editorialista. A partire dalla metà degli anni Ottanta si è interessato in particolare degli eventi accaduti nell’area dei Balcani e nell’area danubiana. Ha documentato la guerra dei Balcani, seguendo le diverse fasi del conflitto, prima in Croazia e poi in Bosnia ed Erzegovina. Nel 2001 è stato inviato in Afghanistan per documentare la guerra nella zona di Islamabad e Kabul.Autore di numerose opere, ha scritto numerosi reportage in cui racconta dei numerosi viaggi da lui compiuti sia per lavoro sia per piacere personale. Paolo Rumiz ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti, sia per la sua attività in qualità di giornalista sia per le sue opere di narrativa.
 

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 1 recensione)

4.0La secessione leggera, 17-07-2010, ritenuta utile da 5 utenti su 9
di - leggi tutte le sue recensioni
Rumiz è un corrispondente di guerra. E con lo stile del corrispondente risale idealmente il PO osservando, ascoltando, descrivendo. Fa quello che i politici non fanno, ha un contatto con la gente. E più dei politici si sforza di rappresentare la popolazione del Nord-Est, ci restituisce un paesaggio e gli uomini che lo abitano.
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