Se hai bisogno, chiama

Se hai bisogno, chiama

3.0

di Raymond Carver


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Descrizione

Era la metà di agosto e Myers era sospeso a metà tra una vita e l'altra. Comincia cosi "Legna da ardere", la storia di un uomo che, sobrio da ventotto giorni e in fuga da un matrimonio fallito, decide di andare a vivere in una camera in affitto a casa di due sconosciuti. Myers, si intuisce, è anche uno scrittore, uno di quelli che non riescono più a scrivere. Il nuovo inquilino si aggira per le stanze di Sol e Bonnie, i padroni di casa, silenzioso e tormentato come un fantasma. Fino a che, un giorno, non avviene qualcosa: un gesto minimo e l'improvvisa, dolorosa presa di coscienza di fare finalmente la cosa giusta nel modo giusto. Una conquista. E il racconto che apre il volume, questo, e, fin dalle prime pagine, conferma al lettore di essere a casa. "Se hai bisogno, chiama" raccoglie tanto i racconti postumi, quelli su cui Carver stava lavorando poco prima di morire, quanto quelli giovanili, pubblicati su piccole riviste all'inizio degli anni Sessanta e a volte addirittura sotto pseudonimo.

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  3.0 (3 di 5 su 2 recensioni)

3.0Se hai bisogno, chiama, 02-04-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Eccellente raccoltadi brevi storie a firma del padre del minimalismo, in quanto raccoglie nella prima parte i suoi racconti postumi (quelli su cui Carver stava lavorando poco prima di morire), mentre nella seconda parte i primi racconti giovanili di un Carver ventenne, che erano stati pubblicati su piccole riviste agli inizi degli anni Sessanta.
I racconti giovanili non mi hanno entusiasmato, si sente che c'è un Carver diverso, più sfocato, meno intenso, ma il Carver maturo invece riesce come sempre a smuovermi dentro emozioni fortissime!
I suoi personaggi sono sempre persone normali, ordinarie, che si svegliano la mattina presto per andare a lavorare e portare a casa i soldi per sopravvivere! Non ci sono eroi, o meglio gli eroi sono proprio loro, quelli che lottano per non affondare, a disagio fra le difficoltà della vita.

Un tema presente in più racconti è quello del fallimento del matrimonio e dell'impossibilità di rimettere insieme i cocci, perché i rapporti sono deperibili e, se sono stati segnati da ferite troppo profonde, è impossibile recuperarli.
Una delle cose che più amo dello stile di Carver sono i dialoghi che si svolgono fra i personaggi, perché ti sembra di conoscerli intimamente, hai la sensazione di sentir parlare un tuo amico, vorresti quasi dargli un consiglio ed entrare a far parte della conversazione. Ma proprio quando ti sembra di essere entrato anche tu nella storia, quando riconosci nei protagonisti dei tuoi amici reali, ecco che Carver decide di chiudere la storia e tu rimani in attesa, chiedendoti che cosa ne sarà adesso delle loro vite...
Carver è sempre eccellente nella descrizione della vita di tutti i giorni, dei dettagli del quotidiano, dei piccoli gesti che compiamo ogni giorno e che sono indispensabili per dare un senso a questa vita talvolta così inspiegabile...
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3.0Finestre troppo piccole, 12-09-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
E' il primo libro di Carver che ho letto e speravo in meglio.
In realtà il suo stile mi piace ma personalmente i racconti brevi in generale non mi hanno mai entusiasmata. Sono delle finestre troppo piccole sulla vita della gente.
Sembrano coglierne un solo attimo che a volte non è neanche quello topico. Sono momenti di vita vera che lasciano trasparire eventi ma che non sempre li racconta... e anche quando lo fa... sono racchiuse in ritagli di vita che non danno il tempo di conoscere, affezionarsi... e anche se danno il brivido del momento, per la grande tragedia, la tristezza, la consapevolezza di un qualcosa che finisce... poi non lascia ricordi perchè non si è avuto modo di conoscere i personaggi e appassionarsi alla loro vita. Sono schegge che ti trafiggono per un momento ma poi attraversano il corpo e in breve tempo si guarisce e si dimentica.

Per il resto... mi piace lo stile, mi piace la sua chiarezza, la semplicità con cui scrive. Poche parole, un'immagine. Forse per questo non ho potuto dargli un voto minore... perchè lui mi piace... in generale i racconti brevi no. Forse ho solo sbagliato libro... vedremo.
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