Scritti corsari

Scritti corsari

4.0

di P. Paolo Pasolini


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Descrizione

"L'invisibile rivoluzione conformistica di cui Pasolini parlava con tanto accanimento e sofferenza dal 1973 al 1975 non era affatto un fenomeno invisibile. Chi ricorda anche vagamente le polemiche giornalistiche di allora, a rileggere questi "Scritti corsari" può restare sbalordito. II fatto è che per Pasolini i concetti sociologici e politici diventavano evidenze fisiche, miti e storie della fine del mondo. Finalmente, così Pasolini trova il modo di esprimere, di rappresentare e drammatizzare teoricamente e politicamente le sue angosce... di parlare in pubblico del destino presente e futuro della società italiana, della sua classe dirigente, della fine irreversibile e violenta di una storia secolare." (dalla prefazione di Alfonso Berardinelli)

Note sull'autore

Pier Paolo Pasolini nacque a Bologna il 5 marzo 1922. Considerato uno dei più importanti intellettuali italiani del dopoguerra, la sua eccezionale versatilità gli ha concesso di fornire il proprio contributo personale nello sviluppo della cultura in differenti ambiti. E’ stato giornalista, scrittore, poeta, regista, sceneggiatore, attore e paroliere. Trascorse l’infanzia seguendo il padre, militare di carriera, nei suoi numerosi trasferimenti. Studiò a Bologna dove frequentò il Liceo Classico “Galvani” per poi iscriversi alla facoltà di Lettere dell’Università di Bologna, dove si laureò nel 1945, lo stesso anno in cui venne ucciso suo fratello Guido durante uno scontro a fuoco tra partigiani di diverso orientamento politico. Le prime poesie, che scrisse tra il 1941 e il 1942, vennero pubblicate a sue spese nel volume intitolato “Poesie a Casarsa”. Nel 1947 si iscrisse al Partito Comunista e iniziò ad insegnare a Casarsa, ma un discusso episodio di omosessualità, che sfociò in un processo per corruzione di minori, causò il suo allontanamento dall’insegnamento e dal partito. Nel 1949, in seguito allo scandalo, si trasferì a Roma dove apprese il dialetto romano e scoprì quel mondo proletario che gli ispirò i suoi primi romanzi “Ragazzi di vita” (1955) e “Una vita violenta” (1959). Pasolini vedeva il mondo dei sottoproletari come la risposta al capitalismo, da lui considerato la fonte dei problemi dell’individuo. In questo periodo conobbe Penna, Gadda, Moravia e Fellini. Si dedicò al giornalismo e scrisse numerose poesie e romanzi. Con la raccolta di poesie “Le ceneri di Gramsci”, del 1957, vinse il Premio Viareggio. Seguendo il modello dell’amico Fellini, per raggiungere un pubblico più vasto decise di occuparsi di cinematografia. Collaborò ad alcune sceneggiature, tra cui quella de “Le notti di Cabiria”, dello stesso Fellini. Con il film “Accattone”, del 1961, iniziò la proficua attività di regista. Diresse numerosi film, tra cui “Uccellacci e Uccellini” (1966), “Edipo Re” (1967), “Teorema” (1968), “Medea” (1969), “Il Decameron” (1971), “Salò o le 120 giornate di Sodoma” (1975). Per i giudizi lapidari ed estremi che espresse nelle sue opere, Pasolini fu aspramente criticato sia dalla destra sia dalla sinistra. Subì anche processi e condanne che gli valsero la fama di intellettuale ribelle. Fu un attento osservatore della storia e di come stava cambiando la società italiana in quegli anni. Morì assassinato ad Ostia il 2 novembre del 1975, in circostanze oscure. 

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.1 di 5 su 9 recensioni)

4.0Pasolini giornalista, 17-04-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di V. Menga - leggi tutte le sue recensioni
Gli scritti corsari di Pasolini sono una raccolta di articoli scritti nei convulsi anni '70 in cui l'autore mette in discussione i disvalori dell'Italia di allora, della modernità e del progresso che sembravano ormai dominare la politica, la società e la cultura nazionale. Oltre che poeta e regista, Pasolini con i suoi scritti corsari si è dimostrato un gran giornalista, a suo modo.
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4.0Scritti corsari, 30-03-2012
di N. Ongaro - leggi tutte le sue recensioni
La mente geniale del ben noto scrittore e giornalista di nuovo all'opera in questo capolavoro. Il titolo è molto semplice da comprende e fornisce esso stesso una sorta di anticipazione di quello che sarà il tema del libro. L'idea del corsaro deriva infatti dal fatto che l'autore raccoglie nella sua opera una serie di provocazioni che lancia alla società intera. Egli colpisce con l'aggressività di un corsaro e come quest'ultimo un minuto dopo scompare, senza lasciar traccia.
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5.0Profetico, 04-03-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di D. Leo - leggi tutte le sue recensioni
è un testo che racchiude il pensiero lucido e critico del miglior Pasolini intellettuale: la capacità di identificare alcuni tratti della società italiana come perenni e reiteranti lo rendono profeta di eventi futuri, molti verificatisi anche dopo la sua scomparsa. Questo fa un intellettuale: capisce la storia del proprio Paese e della propria gente nel mentre ed ancor prima che essa si realizzi. La capisce, la interpreta e non la giustifica mai. La politica ipocrita, la chiesa con i suoi eterni e ridicoli tabù, la sinistra inconcludente, la destra repressiva. C'è un'analisi per tutti e non c'è pietà per nessuno. Questo fanno gli intellettuali. Gli altri sono scrittori e basta.
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2.0Specchio di tempi che non ci sono più, 27-02-2012
di A. Basile - leggi tutte le sue recensioni
Summa dell'avversione per la modernità di Pasolini e parimenti esaltazione per tutto ciò che a parer suo sono i sani valori di una volta. Di tutta la raccolta ho trovato più "formative" alcune osservazioni sulla chiesa e la politica che su altri argomenti; infatti molto spesso mi sono ritrovata a comprendere alcune sue "sentenze" ma non a condividerle. Di un certo interesse perchè tale visione è ancora molto diffusa, deprimente perchè confonde il caso Italia, con la sue paralisi e corruzioni, con il concetto stesso di progresso. Il risultato sono degli interventi sconnessi e contraddittori il cui contenuto è condivisibile in linea di massima, ma che peccano di leggerezza e superficialità appena sono puliti da quel lessico intellettuale e un po' spocchioso di cui spesso sono tinti.
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5.0Capolavoro assoluto, 07-05-2011
di G. BUSCEMI - leggi tutte le sue recensioni
L'opera dovrebbe, a mio avviso, essere di insegnamento obbligatorio nella scuola italiana. Ogni scritto corsaro è lungimirante, sagace, colto, spiazzante, a tratti irriverente: in una parola: CONTRO. Testo essenziale per la formazione intellettuale dei giovani, è altrettanto essenziale per capire i tanto complessi anni attuali.
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3.0Scritti corsari, 22-02-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
di G. Guy - leggi tutte le sue recensioni
L'ho finito da due giorni e benché ancora a freddo provo a fare un breve commento. Il Pasolini degli Scritti corsari è un Pasolini che anela di ritornare in una dimensione storica che Calvino chiamò italietta, ovvero un'Italia pre-industriale e pre-capitalistica. Ma purtroppo, Pasolini non possedeva da una parte le capacità analitiche di un Gramsci, e dall'altra la conoscenza in termini antropologici dei popoli subalterni italiani di un Di Nola. Il risultato sono degli interventi sconnessi e contraddittori il cui contenuto è condivisibile in linea di massima, ma che peccano di leggerezza e superficialità appena sono puliti da quel lessico intellettuale e un po' spocchioso di cui spesso sono tinti. Il migliore giudizio sul Pasolini politicamente impegnato lo ha dato a parer mio proprio Alfonso Di Nola, tra l'altro i due erano pure amici, il quale scrisse a proposito dell'analisi della società di Pasolini "la sua diagnosi è carente, mistificata, non intenzionalmente, da un sentimentalismo romantico o post-romantico che si traduce in nostalgia e rimpianto". Forse Calvino aveva ragione, Pasolini in fondo rimpiangeva solo un'italietta provinciale e contadina.
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5.0Eccezionale, 16-12-2010
di F. Pelliccio - leggi tutte le sue recensioni
Raccolta degli articoli di giornale apparsi tra il 73 ed il 75, gli scritti corsari dimostrano la grandissima capacità analitica di Pasolini, il suo stile vibrante, il suo impegno civile. Eccezionale anche come opera per avvicinarsi a Pasolini, un libro fondamentale, che fa crescere, e che ti porta, articolo dopo articolo, per mano nel bel mezzo del pensiero dell'ultimo Pasolini.
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5.0Scritti Corsari, 18-10-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di F. Lorenzon - leggi tutte le sue recensioni
Se Marx, Nietzsche e Freud erano stati definiti "maestri del sospetto", anche Pasolini con questa raccolta di articoli si merita l'appellativo. Un occhio lucido sulla realtà degli anni'70 mai stato così attuale. Una grandissima forza espressiva e la volontà di non arrendersi e non compromettersi ideologicamente. Un esempio di dignità letteraria.
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4.0Scritti corsari, 09-10-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
di A. Ricci - leggi tutte le sue recensioni
un libro capitale, fondamentale, nell'educazione intellettuale e morale dell'uomo contemporaneo.
insieme a Enzensberger, Barthes e Eco, dovrebbe essere inserito nelle antologie, per riconquistare una capacità perduta, quella di osservare e comprendere "l'ovvio e l'ottuso" oltre la superficie del quotidiano.
pagine roventi, incendiarie, velenose, sarcastiche.
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