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La scomparsa di Patò

La scomparsa di Patò

di Andrea Camilleri

4.0

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Vigàta, 21 marzo 1890: il ragioniere Antonio Patò, direttore della locale sede della "Banca di Trinacria", funzionario irreprensibile, marito integerrimo e padre amoroso, è scomparso nel nulla durante la sacra rappresentazione del Venerdì Santo, nella quale interpretava il ruolo di Giuda. Che fine ha fatto? E' morto? O si è voluto nascondere? E soprattutto, perché è scomparso? Scritto in forma di dossier, a metà tra la commedia di costume e il giallo.

Note su Andrea Camilleri

Andrea Camilleri nasce a Porto Empedocle il 6 settembre 1925. Dopo una breve esperienza di studi presso il collegio vescovile, dove viene espulso per il comportamento poco disciplinato, ottiene la maturità classica nel maggio del ‘43 presso il Liceo Empedocle di Agrigento, pur non sostenendo gli esami di maturità in quanto il preside della scuola decise che sarebbe stato sufficiente lo scrutinio, visto l'imminente sbarco in Sicilia degli alleati. Nel ‘44 si iscrive all'Università, alla facoltà di Lettere, ma non consegue la laurea. Nel ‘45 entra a fare parte del Partito Comunista Italiano e inizia a pubblicare brevi racconti e poesie. Dal '48 al '50 studia regia all'Accademia Nazionale d’ Arte Drammatica Silvio d'Amico per poi lavorare come regista e sceneggiatore. Nel ‘54 tenta l'ingresso in RAI, ma non ha successo in quanto appartenente al Partito Comunista. L'ingresso in RAI avverrà anni dopo. Nel ‘57 sposa Rosetta Dello Siesto, da cui ha tre figlie. L'esordio nella narrativa avviene nel 1978 con un romanzo dal titolo "Il corso delle cose", scritto dieci anni prima e pubblicato da un editore a pagamento. Seguiranno altre numerose opere, ma il vero successo avviene con la serie dedicata al commissario Montalbano, il cui primo romanzo è del 1994 ed è intitolato "La forma dell'acqua". La serie legata al commissario Montalbano dà vita ad una serie televisiva di successo, dal titolo omonimo, che trova il favore del grande pubblico, aumentando la fama dell'autore. Camilleri è un autore che, attraverso i romanzi, racconta la Sicilia, con ambientazioni, atmosfere, personaggi e dialoghi che emanano quel fascino e quella simpatia tipica della sua terra.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.2 di 5 su 11 recensioni)

4.0La scomparsa di Patò, 26-04-2012
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Un libro ambientato alla fine dell'ottocento a Vigàta, che narra la vicenda della scomparsa del direttore della banca locale. Un roccambolesco guazzabuglio di indizi complica un'indagine che ha profonde ripercussioni anche sui centri di potere. Il bravissimo autore racconta una storia ironica con stile giornamistico.
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4.0La scomparsa di Patò, 20-09-2011
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Un libro proprio carino con uno stile inedito e interessante, devo dire che all'inizio ero un po' scettico sul modo in cui è scritto il libro ma dopo qualche pagina ci si è già abituati e Pur essendo praticamente privo di azione si snoda in maniera molto accattivante con argomenti relativi ai giochi di potere sempre di attualità e con un finale bellissimo.
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5.0La scomparsa di Patò, 30-07-2011
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La scomparsa di Patò è un libro godibile e divertente. Un romanzo di tipo epistolare, visto che è costruito come una raccolta di lettere, articoli di giornale, dispacci e circolari ed anche biglietti anonimi. Alcuni scambi epistolari sono davvero divertentissimi, e nel complesso l'intero libro è una trovata geniale.
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2.0La scomparsa di Patò, 17-07-2011
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Io i romanzi di Camilleri li ho letti tutti, ma questo non mi ha soddisfatto. Mi ha ricordato un po' "Privo di titolo", romanzo bellissimo, che come questo era composto da lettere, testimonianze ed articoli di giornale. Io l'ho trovato un po' piatto: simpatico come sempre, colorito e mai banale, ma in effetti c'è poca azione e non mi ha coinvolta come al solito.
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5.0La scomparsa di Patò, 16-11-2010
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Il fatto: il ragionere Patò, direttore della banca di Vigata, scompare durante una rappresentazione sacra in cui interpreta la parte di Giuda.

Siamo a fine ottocento e Camilleri si diverte a raccogliere un dossier sulle indagini della scomparsa (immaginaria) . Ne esce un non-romanzo avvincente, con spunti di ironia superbi e alcune uscite di micidiale ilarità, in cui lo stile dei singoli documenti (rapporti di polizia, articoli di giornale, lettere private o ufficiali) rispecchia costantemente le preoccupazioni, per nulla investigative, dei vari personaggi.

Sullo sfondo, i mali italiani: la politica che si insinua nel privato, la difesa dell'immagine sopra ogni cosa, la protervia del potere, la necessità di difendere il proprio orticello e il genio della furbizia, piccola o grande. Raccontati con maestria e grande acume nell'uso (e abuso -- splendidamente voluto) della lingua.
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4.0Un'opera innovativa, 06-11-2010
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Mi è piaciuto molto, soprattutto per l'originalità della forma letteraria, a metà tra il romanzo epistolare e la raccolta di documenti.
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4.0dov'è Patò?, 26-10-2010
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Il racconto di tutto quello che sta dietro all'ufficialità delle situazione è così interessante da seguire che quasi ci si dimentica del Patò del titolo. Camilleri ci parla di quello che c'è dietro le parole.
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4.0un esilarante romanzo epistolare..., 22-09-2010
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La scomparsa di Antonio Patò mette in subbuglio l'intera Vigata di fine '800..ma chi è in realtà Patò? Un irreprensibile direttore di banca oppure un furfante che fa sparire mirabilmente le sue tracce per le ragioni più svariate? In questo romanzo-giallo Camilleri tratteggia con maestria i personaggi e l'humus sociale del tempo...
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5.0Non solo un giallo, 06-08-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Non è solo un giallo ma un vero e proprio romanzo epistolare fantastorico. L'abilità di Camilleri è incredebile : non solo ricostruisce e risolve un'intricata vicenda usando solamente lettere e verbali ma mostra un'esilarante vena ironica che letteralmente strappa molte risate leggendo alcune lettere.
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4.0Romanzo epistolare, 30-07-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Un buon libro giallo, scritto come romanzo epistolare. Camilleri non delude mai. Per gli amanti del genere.
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5.0Geniale, 09-07-2010
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L'alternanza di lettere, Reali Decreti ed articoli dell'"Araldo di Montelusa" circa la scomparsa di un rispettabile signore rende il racconto vivo ed il lettore attento. Ironico; da un'immagine della societá di fine '800 assolutamente geniale. Forse fra i migliori scritti di Andrea Camilleri, o per lo meno uno dei piú esilaranti. Non puó mancare in una libreria.
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