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Scommessa sulla morte. La proposta cristiana: illusione o speranza?

Scommessa sulla morte. La proposta cristiana: illusione o speranza?

di Vittorio Messori

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Note su Vittorio Messori

Vittorio Messori è nato a Sassuolo, in provincia di Modena, il 16 aprile del 1941. Suo padre Enzo era un poeta, che dopo aver combattuto durante la seconda guerra mondiale, ha portato la famiglia prima nel bresciano e poi a Torino, dove ha iniziato a lavorare per l’Italgas. Vittorio Messori ha frequentato il liceo classico d’Azeglio di Torino e dopo la maturità si è iscritto alla facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Torino, laureandosi nel 1965. Pur appartenendo ad una famiglia anticlericale, Messori nel 1964 si convertì al cattolicesimo e tra il 1966 e il 1967frequentò i corsi dell’Istituto di Cristologia per laici della Pro Civitate Christiana, ad Assisi. Qui conobbe Rosanna Brichetti, che sposò nel 1996. Dopo gli studi, tornò a Torino einiziò a lavorare per la Società Editrice Internazionale. Parallelamente cominciò la sua collaborazione con alcuni quotidiani e si dedicò alla ricerca di informazioni per il suo primo libro, “Ipotesi su Gesù”, che vide la luce nel 1976. Nel 1970 entrò a far parte della redazione di Stampa Sera e poi fu uno dei tre giornalisti che svilupparono il settimanale culturale Tuttolibri. In seguito fu chiamato da Giuseppe Zilli, direttore di Famiglia Cristiana, per lanciare Jesus, nuovo periodico di informazione religiosa. Accanto al lavoro alla redazione di Jesus, Messori continuò a dedicarsi alla scrittura di libri. Nel 1982 pubblica “Scommessa sulla morte” e nel 1984, dopo un’intervista all’allora cardinale Joseph Ratzinger, scrive “Rapporto sulla fede”. Dal 1990 lasciò Milano e si trasferì con la moglie a Desenzano del Garda. Dalla casa di Desenzano Vittorio Messori ha continuato a scrivere e a collaborare con quotidiani e riviste.

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Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 1 recensione)

5.0Pornografia della morte, 05-07-2006, ritenuta utile da 2 utenti su 3
di - leggi tutte le sue recensioni
C'è una sorta di incomprensibile pudore che porta gli occidentali a non toccare questo argomento in una civile conversazione; una serie di regole non scritte che fanno sembrare 'poco carino' discutere sull'unica certezza che abbiamo. E c'è anche il malcelato sospetto che chi possiede le chiavi del capitalismo, della cultura del benessere e della fiducia nel futuro e nei grandi investimenti, abbia un certo interesse nell'allontanare l'idea di tutto cio' che ci ricorda il nostro essere 'finiti'. Vale sempre la pena di riflettere su come l'occidente affronti il tema delle 'cose ultime' e di come questa concezione sia cambiata negli anni. In questo libro si parla anche di come altre culture ed altre religioni affrontano lo stesso problema del distacco dal mondo. Il cristianesimo propone un mondo di cui sappiamo poco o nulla, e per questo, forse piu' di altri, risulta essere convincente anche in un periodo di falsa fiducia come il nostro: e se fosse vero?
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