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La sciamana di Chatsil

La sciamana di Chatsil

di Kim Tong-ni


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Descrizione

Il romanzo narra le vicende di Eul-Hwa, sciamana in un villaggio della Corea, ne descrive le sue pratiche esoteriche nelle cerimonie e nei riti sciamanici, il suo incontro-scontro con il figlio che, mandato in tenera età in un tempio buddista, torna a casa convertito al cristianesimo. L'originalità del romanzo consiste non solo nell'immergere il lettore nell'universo esoterico dello sciamanismo ma anche nel vivere, attraverso il contrasto madre-figlio, la contrapposizione, tutt'ora viva in Corea, fra il mondo della tradizione autoctona e l'apertura verso nuove forme di credo e di pensiero di provenienza occidentale. Questo libro, adattato per lo schermo nel 1982, fu candidato al Premio Nobel nel 1978.

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5.0Ulhwa è una sciamanna in attività., 07-11-2010
di R. Matteucci - leggi tutte le sue recensioni

«Ulhwa è una sciamanna in attività.
Vive con Wolhi – sua figlia - una bellissima ragazza, un po’ ingenua ma deliziosa per la sua passione per la vita.
Yongsul è suo figlio, lo aveva lasciato in pubertà in un monastero buddhista.
La Corea ha la più alta percentuale di cristiani dell’Asia dopo le Filippine.
Il buddhismo da sempre rappresenta la religione dominante.
Il confucianesimo si è sviluppato ovunque fino a creare un proprio neo-confucianesimo.
Nonostante tutto lo sciamanesimo, religione degli spiriti, dei riti, antichissima, continua a vivere.
Lo sciamanesimo non entra in contrasto con le altre religioni; ci può convivere anzi con la sua tradizione riesce ad essere un elemento unificante.
La sciamanna aiuta gli spiriti rancorosi o maledetti a tornare in cielo.
Basandosi tutto sulla natura e sul ciclo della vita; Ulhwa è diventata donna importante, ascoltata e ricercata per i suoi riti da tutti, ricchi compresi.
Yongsul improvvisamente torna a casa, si presenta dalla madre con tanto amore e desiderio di rivederla dopo tantissimi anni.
L’amore è ricambiato, però qualcosa è mutato.
Yongsul abbandonò il monastero buddhista per diventare cristiano.
Da qui il forte contrasto fra madre e figlio.
Questa differenza si accresce nel tempo, si manifesta in capricci, tentativi da entrambe le parti di convincere l’altro a diventare della propria religione.
Ma è impossibile, nessuno ci potrà riuscire.
Entrambi vogliono prevaricare fino alla tragica conclusione.

Tradizione e modernità, città e campagna, cristianesimo e sciamanesimo sono i tanti confronti della Corea moderna.
La tragedia sembra arrivare da un momento all’altro, incombe non solo sulla famiglia anche sulla Corea.
Non è necessaria la scomparsa della tradizione, la vittoria di qualcuno, si cerca solo una soluzione accomodante per tutti.
Lo sciamanesino rimarrà fintanto la tradizione sarà la base del futuro.
Quando scomparirà anche la Corea si dissolverà.
»

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