La schiuma dei giorni

La schiuma dei giorni

4.0

di Boris Vian


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Descrizione

Colin è un giovane parigino ricco e annoiato. Passa il tempo dedicandosi a ricette inverosimili, strimpellando bizzarri strumenti di sua invenzione, bighellonando con Chick - il suo migliore amico - un ingegnere spiantato e sperperone che ha uno strano pallino: collezionare le opere di Jean-Sol Partre. Poi, nella vita del signorino entra, in modo esplosivo, l'amore. L'incontro con la bella Chloé è un colpo di fulmine: decidono di sposarsi nel giro di pochi giorni. Al ritorno dal viaggio di nozze, Chloè si ammala. Nei suoi polmoni si annida un male terribile, fatica a respirare. Mentre il tempo va sempre più veloce, e l'appartamento dove vivono, inizialmente di dimensioni faraoniche, si fa sempre più stretto...

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.1 di 5 su 8 recensioni)

4.0Strappacuore, 10-05-2012
di M. Cela - leggi tutte le sue recensioni

Un libro pazzo, o lo si odia o lo si ama. Non ci sono mezze misure. Un mondo che mi ha ricordato molto da vicino il "meraviglioso mondo di Amelie" con continue stragi su piste da ghiaccio, chiese ridipinte con colori sgargianti per un matrimonio e ninfee che crescono lì dove non dovrebbero. Divertente e surreale... Ma anche molto triste.




4.0Un grande Vian..., 12-07-2011
di M. Loiacono - leggi tutte le sue recensioni

Ho letto buona parte di questo romanzo di Vian ascoltando Chloe di Duke Ellington.
Di solito lo faccio, quando un brano musicale rappresenta una parte importante della storia.
Ed è questo il caso, perché Vian riesce a trasportarti in questa fiaba servendosi anche della musica.
Tutto è surreale. Personaggi ed ambientazioni riportano alla mente "Alice nel paese delle meraviglie".
Topolini che partecipano alla vita domestica, pattinatori che si schiantano a bordo pista e vengono prontamente raccattati dagli inservienti, un pianoforte che produce cocktails a suon di musica, un "piano cocktail" appunto, porte e finestre che si dilatano per permettere alla luce di filtrare, oggetti e pietanze che vivono una vita propria e molto altro.
Il tutto fa da sfondo ad un meraviglioso inno all'amore e all'irrazionalità di tutto ciò che di esso è conseguenza. Un inno alla felicità travolgente ed alla capacità di donarsi senza riserve.
Tutto partecipa alla nascita della storia d'amore tra Colin e Chloe, dalle pareti della casa, agli oggetti, agli alberi, agli animali. Così come tutto è partecipe della fine di un sogno.
Man mano che si avvicina il momento della morte di Chloe, le pareti si restringono, gli oggetti subiscono trasformazioni, gli alberi smettono di fare ombra e gli animali non hanno più voglia di vivere.
Tutto simboleggia dapprima la dilatazione del tempo e dello spazio, che percepiamo quando siamo innamorati e ne possiamo godere, e successivamente la contrazione di entrambi, quella che avvertiamo quando realizziamo che non c'è più speranza.
Quello di Vian non è solo un romanzo d'amore, è anche un palese invito a non soccombere alla routine quotidiana e soprattutto alla convinzione, ormai sempre più diffusa, che la nostra vita debba ruotare intorno al lavoro ed esserne in buona parte condizionata.
E' un invito alla trasgressione di tutte quelle regole non scritte, ma rispettate da molti di noi forse ancor più di una legge regolarmente promulgata, che ci inducono a condurre una vita all'insegna del "grigiore".
E' un invito a coltivare le proprie passioni e a considerare il denaro (i magnifici dobloncini) solo un mezzo per procurare benessere alle persone che amiamo.
Mi sono chiesta il perchè di quel titolo "La schiuma dei giorni".
L'immagine che mi è venuta in mente è quella di un'onda, che generosamente ci bagna e ci accarezza, donandoci una sensazione estremamente piacevole e improvvisamente si ritira, lasciandoci la sua schiuma e il forte desiderio che ne arrivi subito un'altra.
Un po' come la vita no? Ci da tanto e in pochi attimi si riprende tutto.





3.0La schiuma dei giorni, 05-07-2011
di M. Giarrati - leggi tutte le sue recensioni

Ho vissuto la lettura di questo libro più come una sfida rivoltami dall'autore tuttavia non è stile per me, onirico, paradossale, a mio avviso senza alcun piano di registro stabile per definirlo. Una storia d'amore senza lieto fine, una storia di disperazione ed autodistruzione, topi che parlano, pareti che si spostano, mi è sembrata una ricetta di libro fatta a caso, un po' come il cuoco della trama. Boris Vian non è per me.




5.0Triste ma bello, 02-12-2010
di A. Borriello - leggi tutte le sue recensioni

Visionario, romantico, graffiante, fuori dall'ordinario. Bisogna accettare tutte le parole, tutte le idee, tutti i personaggi e lasciarsi trasportare dagli eventi. Da leggere. Da rileggere. Da non lasciare mai.




5.0La schiuma dei giorni, 16-11-2010
di C. De luca - leggi tutte le sue recensioni

Ecco cosa mi ha colpito leggendo il libro, una totale assenza dello scandagliare la psiche. Mancano all'appello le sfumature psicologiche, materia cerebrale proveniente dalla mente dell'uomo sotto forma di parole. Colin, il giovane protagonista, si innamora di Chloe e questo basta per far sì che la storia possa iniziare ed evolversi. Ciò basta al lettore per far sì che la storia scorra come meglio vuole, e se ci sono impedimenti, allora sarà la realtà ad essere piegata alla storia, non il contrario. Il surreale è una conseguenza, non una cifra stilistica.




5.0La schiuma dei giorni, 15-11-2010
di G. Minotti - leggi tutte le sue recensioni

Probabilmente il libro più noto di Vian.
Il più bello, insieme a l'Autunno a Pechino che ne é idealmente il seguito.
Il più allegro e più triste, il più poetico e il più desolante.
Quello che racchiude un po' tutta la poetica di Vian, sulla bellezza della vita e sulla sua caducità, sul sapere che tutte le cose belle finiscono, e più sono belle e più tristemente finiranno e verranno degradate e sporcate dal mondo.
Probabilmente il mio libro più amato di sempre.
Menzione speciale per il topolino grigio coi baffi neri, tra i personaggi più espressivi e struggenti del romanzo.





2.0La schiuma dei giorni, 09-11-2010
di L. Seloprendi - leggi tutte le sue recensioni

Ho letto questo libro per ostinazione e per cercare ad ogni pagina una svolta che giustificasse la corale approvazione di recensioni, tuttavia non è stile per me, onirico, paradossale, a mio avviso senza alcun piano di registro stabile per definirlo. Una storia d'amore senza lieto fine, una storia di disperazione ed autodistruzione, topi che parlano, pareti che si spostano, mi è sembrata una ricetta di libro fatta a caso, un po' come il cuoco della trama. Boris Vian non è per me.




3.0La schiuma dei giorni, 06-11-2010
di C. Mazza - leggi tutte le sue recensioni

Imprevedibile: pagina dopo pagina non si può neanche immaginare cosa potrà succedere. Anticonformista, tranne che sull'amore e il dolore, che in un certo modo rispecchiano gli schemi.
Paradossale e lunatico: si ride e si piange ad intermittenza.
Curioso: non è il mio genere, ma mi ha comunque appassionato





4.0La schiuma dei giorni, 31-10-2010
di V. Amore - leggi tutte le sue recensioni

Tutto quello che c'è da dire è nella prefazione di Ivano Fossati e nella fantastica postfazione di Pennac; le ho lette solo a lettura ultimata, e ne sono felice, perchè hanno aiutato le mie sensazioni a diventare parole,ma non hanno guidato o influenzato la mia lettura.
Aggiungo solo che alla fine resta una profonda tristezza.
Eppure mi hanno fatta sorridere tante pagine.
Incantevole la delicatezza la maestria con cui viene raccontato il profumo delle nuvole; e l'amore .Assoluto.





5.0La schiuma dei giorni, 11-10-2010
di S. Santi - leggi tutte le sue recensioni

Una storia (non solo) d'amore dove ogni corda è vibrante, dalla scrittura ai personaggi. Le singole scene risuonano vividissime e l'insieme è genio allo stato puro.




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