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Il sangue dei vinti

Il sangue dei vinti

di Giampaolo Pansa

2.0

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  • Editore: Sperling & Kupfer
  • Collana: Saggi
  • Data di Pubblicazione: novembre 2010
  • EAN: 9788820050375
  • ISBN: 8820050374

Note su Giampaolo Pansa

Giampaolo Pansa è uno dei più noti giornalisti e saggisti italiani. È nato a Casale Monferrato nel 1935 e ha studiato presso l’Università degli Studi di Torino, dove si è laureato in Scienze Politiche con una tesi dedicata alla guerra partigiana in Piemonte, pubblicata nel 1967 dall’editore Laterza in un volume intitolato “Guerra partigiana tra Genova e il Po. La Resistenza in provincia di Alessandria”. Subito dopo la laurea ha iniziato a lavorare per il quotidiano torinese “La Stampa”, dando l’avvio alla sua lunga e prestigiosa carriera giornalistica, che prosegue tuttora. Ha scritto, negli anni, per i quotidiani “Il Giorno”, “Il Messaggero di Roma”, “Il Corriere della Sera” e “La Repubblica” e per i settimanali “L’Espresso” e “Panorama”, occupandosi di alcune delle vicende più scottanti e tragiche della storia recente del nostro paese, dalla strage di Piazza Fontana allo scandalo Lockheed. Attualmente scrive per il quotidiano “Libero”, in cui cura la rubrica “Bestiario”. Accanto al lavoro come giornalista, Pansa ha scritto anche numerosi romanzi e saggi, in gran parte dedicati alla storia della Resistenza italiana. A partire dai primi anni 2000 la sua attività saggistica si è concentrata soprattutto sul racconto dei crimini compiuti dai partigiani durante il periodo della guerra civile e nei mesi immediatamente successivi alla conclusione della seconda guerra mondiale. A questo tema sono dedicati svariati saggi – tra cui “Il sangue dei vinti”, “Sconosciuto 1945”, “La grande bugia”, “I gendarmi della memoria” – che sono stati oggetto di polemiche anche molto aspre, poiché accusati di farsi portavoce di una visione revisionista e storicamente poco attendibile. L’autore ha sempre respinto con forza accuse di questo tipo, dichiarando che il suo unico intento è quello di raccontare una parte poco nota della storia d’Italia.

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Voto medio del prodotto:  2.0 (1.9 di 5 su 10 recensioni)

1.0La grande bugia di accreditarsi storico credibile, 25-04-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Libro privo di quei riscontri documentali essenziali per una seria ricostruzione storica. I fatti narrati non sono falsi ma Pansa si preoccupa di omettere gli antefatti, nascondendo i nessi causa-effetto che permettono al lettore di comprendere la verità. Pansa inoltre nasconde che gli eventi narrati erano ampiamente noti e conosciuti, già denunciati da partigiani e storici il cui unico obiettivo era far luce sui fatti e non creare polemiche strumentali a beneficio della propria carriera...
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5.0Vera stroria, 30-03-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Un eccellente spaccato della guerra civile italiana. Le vicende e i fatti, mai raccontati prima, non contengono assolutamente censure politiche, anzi, Giampaolo Pansa si pone come narratore e cronista imparziale di tutte le vicende, lasciando modo al lettore di giudicare, serenamente, ciò che è stato.
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1.0Evitabilissimo, 11-11-2010
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Pansa denuncia enormi limiti di conoscenza storica con un libro che si basa solo su dicerie, senza alcun riferimento storico provato. Spero si limiti a fare il giornalista senza la faziosità che pervade tutto il libro.
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1.0che faccia tosta, 10-11-2010
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con che coraggio si ergono degli episodi a chiavi di lettura di un intero periodo e si scopre il fianco al peggior revisionismo storico italiano.
un libro brutto, e sopratutto nello stile di scrittura
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3.0Bastava questo, 30-10-2010
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Se Pansa, su questo particolare argomento, si fosse limitato a scrivere questo primo libro, avrebbe fatto, a mio parere, opera meritevole, tale da giustificare il clamore e le polemiche che ne sono seguite. Avrebbe cioè evidenziato degli aspetti, oggettivamente presenti e negativi nel generale contesto positivo della guerra di Resistenza, che a tanti anni di distanza era giusto, a mio parere, porre ad un certo punto all'attenzione. Peccato, sempre ovviamente a mio parere, che abbia poi insistito sull'argomento con tanti (troppi) successivi libri che di fatto nulla aggiungevano d'importante, e che svilivano il tutto a gossip editoriale (peraltro su aspetti tragici).
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3.0"Un dilettante della storiografia", 14-10-2010
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In questo romanzo Pansa riapre uno dei più scottanti temi del novecento italiano: le vendette partigiane. Sono d'accordo sul fatto che la scelta del romanzo a quella del saggio non è stata la migliore, anche perché in questa maniera si perde un po' di serietà storica. Ritengo comunque utile il libro proposto perché ha riaperto temi "scottanti". Lo stesso Pansa comunque si autodefinisce "un dilettante della storiografia", non essendo uno storico accademico. Si poteva però fare di più.
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2.0Il lato oscuro della resistenza ., 05-10-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Pansa fa una cosa in sé condivisibile: mette in luce le vittime innocenti della resistenza. Tuttavia non si cada nell'errore di fare del revisionismo storico.
Pessima l'idea di non adottare la forma del saggio, il risultato è uno pseudo-romanzo.
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1.0Per quanto vero, pessimo, 13-07-2010
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Non discuto gli episodi, non ne ho nè i ricordi nè le cognizioni. Certo sono esposti male, in un modo monotono e senza passione che non rende comunque giustizia alle vittime. Anche l'espediente degli incontri tra il narratore e la bibliotecaria, affiatati dalla medesima sete di verità, appare debole e deprimente. In ogni caso credo che la storia non vada revisionata, ma raccontata tutta. Ma bisogna saperla racconatare e in questo libro Pansa dimostra di non saperlo fare.
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1.0C'E' MOLTO DI MEGLIO, 12-07-2010
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La Resistenza italiana, così importante nella lotta al Nazifascismo, ha avuto delle ombre oltre a molte luci, su questo non si discute. Tuttavia il libro di Pansa non è un saggio storico, è privo di note e in molti punti è deliberatamente capzioso. In questo sito si può acquistare di meglio
http://www.libreriauniversitaria.it/repubblica-partigiana-ossola-10-settembre/libro/9788842812814

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1.0Evitabilissimo, 06-07-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Pansa denuncia enormi limiti di conoscenza storica con un libro che si basa solo su dicerie, senza alcun riferimento storico provato. Spero si limiti a fare il giornalista senza la faziosità che pervade tutto il libro.
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