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A sangue freddo

A sangue freddo

di Truman Capote


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Descrizione

Pubblicato nel 1966, "A sangue freddo" suscitò una serie di polemiche di carattere letterario ed etico-sociale. L'autore venne accusato, tra l'altro, di voyerismo cinico, per aver voluto registrare "oggettivamente" un fatto di cronaca nera, anzi di violenza gratuita, avvenuta nel cuore del Middle West agricolo: lo sterminio brutale di una famiglia da parte di due psicopatici. Nel libro, la visione puntuale delle dinamiche della vicenda, ottenuta grazie all'assidua frequentazione dei due colpevoli, giustiziati dopo un processo durato sei anni, è filtrata e riscattata attraverso una sapiente rielaborazione stilistica.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.8 di 5 su 8 recensioni)


5.0A sangue freddo, 21-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
di A. Iolandi - leggi tutte le sue recensioni

«Unica grande opera dell'autore, che qui inventa da zero addirittura un nuovo genere lettaerario. Distaccato eppure partecipe nelle straordinarie descrizioni della famiglia Clutter e nel tracciare i ritratti psicologici dei due killer, in particolare di Perry Smith, Capote ha speso tante energie psichiche in quello che è il romanzo della vita da abbandonare quasi completamente la scrittura subito dopo e in questo sforzo supremo ha realizzato uno dei lavori più belli e importanti della letteratura mondiale. Imperdibile!»

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4.0A sangue freddo, 13-05-2011
di G. Volpi - leggi tutte le sue recensioni

«Ispirato a una storia tanto cruenta quanto vera. Tagliente su ogni particolare, acuminato. Deterso da ogni carità. Un delitto senza scopo, gratuito, quattro vite spente nel nulla, nel più spaventoso buio. Truman Capote scorge il bandolo, l'esile graffio che apre il sentiero dell'abisso, nella coda dell'occhio il bagliore che apre al male, quel male che un giorno potrebbe, impietoso, prenderci tutto. A sangue freddo.
Truman Capote li ha visti i colpevoli, due balordi da nulla. La loro girandola di solitudini, senza rimorsi, le loro infantili bugie evaporate al primo duro interrogatorio.
Si avverte la sua attrazione per Perry, Perry che suona la chitarra e canta come un angelo, Perry che disegna, e la sua attrazione è forse anche nostra. Dirà trascinandoci in un labirinto di domande, dirà Capote "E' come se io e Perry fossimo usciti dalla stessa casa. Io dalla porta davanti lui dalla porta sul retro".
Ed il caso, probabilmente, tanto tempo fa, li ha resi diversi. Perry è il suo specchio oscuro. Dopo questo romanzo per Capote ci saranno le notti di insonnia, quel labirinto, appunto, dal quale non è più tornato.
»

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5.0Una fotografia letteraria, 23-11-2010
di M. R. - leggi tutte le sue recensioni

«Capote riesce a selezionare i dettagli della vicenda reale, nel miglior stile giornalistico, ma riesce senza dubbio ad arricchire il suo racconto con un'indiretta e attenta simbologia, combinando fini giornalistici ed interessi narrativi: la credibilità dei dialoghi, tratti dai discorsi e dai ricordi dell'umana esperienza, l'accuratezza nella descrizione dei personaggi e un nuovo tipo di suspense, data dal fatto che il lettore sembra partecipare in prima persona alle vicende narrate. Una fotografia letteraria in grado di cogliere luoghi, oggetti, persone e di fondersi con la tecnica drammatica, restituendo la vita a quegli stessi luoghi, oggetti, persone.
Il merito artistico di Capote è indubbio ed è evidente nella capacità di caratterizzazione, attraverso monologhi e dialoghi, dei due killer, delle vittime, dei detective coinvolti e degli abitanti della città di Holcomb. La caratterizzazione dei personaggi trascende così le convenzioni del giornalismo tradizionale attraverso un'attenta e instancabile descrizione psicologica' dei protagonisti.
»

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4.0A sangue freddo, 12-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
di M. Guadagni - leggi tutte le sue recensioni

«Con questo libro pubblicato nel 1966, Truman Capote diede il via ad un nuovo genere letterario: il romanzo-reportage o romanzo-verità.
Il fatto di cronaca che diede lo spunto all'autore, fu il brutale assassinio di una famiglia agiata e rispettabile a Holcomb nel Kansas, un omicidio senza motivo apparente e che sconvolse l'opinione pubblica.
Il libro parte da lì, Capote ci porta dentro la storia, raccontandoci i fatti, le ultime ore della famiglia che verrà massacrata, le vicende di chi ha commesso la strage, i pensieri, le emozioni di tutti coloro che per motivi diversi, si sono trovati ad incrociare o condividere la vita dei protagonisti....
Ciò che colpisce è l'abilità dell'autore nel ricostruire la storia in modo oggettivo, ma non freddo, "rimanendone fuori" e senza mai esprimere giudizi!
»

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5.0Narrare a sangue freddo, 21-10-2010, ritenuta utile da 3 utenti su 3
di L. Costa - leggi tutte le sue recensioni

«Con questo romanzo Capote si è inventato addirittura un genere, quello del romanzo documento. Le indagini sull'omicidio della famiglia Clutter si compone infatti freddamente sotto i nostri occhi, con unanarrazione che lascia poco se non nullo spazio alle emozioni ma che prprio per questa scelta riesce ad avvincere fino all'ultima pagina. Meritevole.»

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5.0A sangue freddo, 06-10-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
di I. De rossi - leggi tutte le sue recensioni

«Considerato il capolavoro di Capote, forse lo è davvero. Il genio di Capote c'è tutto ed è immenso. Di certo è l'invenzione di un genere: il giornalismo di cronaca che diventa inchiesta e poi altissima letteratura. Perfezione stilistica. Io narrante da manuale dello scrittore. Struttura che è una presa di perfetta efficacia nel tenere attaccata la spina del cervello del lettore. Modello del modo in cui si può osservare il generarsi e mostrarsi del male (oggettività, rigore, partecipazione) . Da leggere per poi vedere il film, dove Philip Seymour Hoffman è Capote più e meglio di come sarebbe riuscito ad essere Capote. Tutto miracolosamente vero. »

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5.0indimenticabile, 30-09-2010
di A. Buoncore - leggi tutte le sue recensioni

«Truman Capote fa un racconto lucido e dettagliato di un fatto di cronaca vera, una famiglia di un tranquillo paese del Kansas sterminata per mano di due assassini. Capote ricostruisce i fatti, raccoglie i pezzi e guarda nell'animo dei due assassini scoprendo un baratro che lo toccherà per tutta la vita. E questo racconto, questa discesa nell'animo buio dei due killer rimane vividamente impresso nei lettori così come poche storie sanno fare.»

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5.0Consigliatissimo, 09-09-2010, ritenuta utile da 1 utente su 3
di S. Curro - leggi tutte le sue recensioni

«Ottimo libro "documentario", forse leggermente troppo "farcito", ma scritto bene e in modo assolutamente distaccato. Non è un romanzo, piuttosto lo definirei la telecronaca di un giornalista che riporta questo atroce fatto di cronaca (realmente accaduto). Bello davvero!
»

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