La saggezza nel sangue

La saggezza nel sangue

3.5

di Flannery O'Connor


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Descrizione

La saggezza nel sangue, uscito nel 1952, fu dalla stessa autrice definito "un romanzo comico che tratta di un cristiano suo malgrado". Al centro del primo romanzo di Flannery O'Connor è la figura di Hazel Motes, il giovane reduce che predica la "Chiesa della Verità senza Gesù Cristo Crocefisso". Hazel è assillato dall'incontro con un suo doppio, seguito da un ragazzino petulante, concupito da una matrona, attratto da una piccola prostituta... Il suo itinerario per strade e pensioni, bar e treni del Sud, è quello di un cercatore di assoluto, incapace di governare i propri istinti e la propria vocazione. "La religione del Sud", precisa l'autrice in una lettera, citata da Fernanda Pivano nella prefazione, "è qualcosa che, come cattolica, trovo... Cupamente comica... Non avendo nulla che corregga le proprie eresie, la gente le elabora drammaticamente".

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  3.5 (3.3 di 5 su 3 recensioni)

4.0Bellissimo, 27-04-2012
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Mi sono approcciato a questa scrittrice perchè ho visto il suo nome accostato ad uno dei miei autori preferiti: Cormac McCarthy.
Devo dire che l'accostamento è giustissimo. Il libro non è semplice da leggere ma il tratteggio del protagonista Hazel Motes è uno dei migliori che mi sia mai capitato di leggere
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4.0La saggezza nel sangue, 11-08-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
Prima di leggere tale romanzo, il nome della O' Connor mi era completamente sconosciuto, mi interrogavo su come fosse possibile che anche solo il nome di questa scrittrice mi fosse del tutto ignoto, dati i termini in cui ne parlava la docente: un'innovatrice, una rivoluzionaria quasi, una donna eccezionale e a suo modo trasgressiva, dotata di uno humour caustico e di un tratto violento nella descrizione dei personaggi.
Lessi il libro, ma in mezzo a decine di altri in vista dell'esame e, complice forse la giovane età, non riuscii a penetrarne la corteccia. Adesso sono tornata a incrociare la strada di Flannery, grazie ad un'amica che ne ha letto recentemente i saggi sulla scrittura e dopo la lettura di Carson McCullers, altra scrittrice sudista.
Innanzitutto una premessa: non è un libro che lascia una sensazione piacevole, rilassante e serena, e questo è uno dei motivi per cui la O' Connor non fu mai molto amata, oltre al suo cattolicesimo fondamentalista. Descrive un mondo fosco, inquietante, con personaggi spregevoli e umanamente repellenti, a volte quasi immorali; è animato da un'ironia tanto profonda quanto nera e possente. Pervaso di simboli spesso oscuri, legati alla Bibbia e alla tradizione cattolica più integralista, racchiude un mondo di perdenti e miserie umane, animato da un Dio terribile, che genera stizza e rabbia, non certo amore né indifferenza.
Non si tratta qui di religiosità convenzionale, ma semmai di ciò che si agita e ribolle al di sotto di essa, una sorta di redenzione grottesca operata da un Dio che ha creato il mondo ma che lo ha lasciato alla mercé del demonio, che tutto lo pervade e lo anima. Per questo che Hazel Motes, il suo protagonista, è un predicatore che rigetta ogni forma di cristianità dal mondo (fondando la Chiesa senza Cristo) e allo stesso tempo emblema di imprescindibile presenza della divinità nel mondo e nelle vite degli uomini: rigettandolo egli lo afferma senz'ombra di dubbio.
Questo è sicuramente un libro difficile, duro da digerirsi, ma scritto in modo sorprendente e intenso. Straordinario come la sua autrice, donna coriacea, combattiva, purtroppo troppo presto vittima del male che la condannò alla morte a nemmeno 40 anni.
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2.0Deludente, 26-07-2010
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Avevo letto diverse critiche positive di questo libro, ma proprio non mi è piaciuto: storia al limite dell’assurdo, con tratti vagamente cupi, personaggi a mio parere, poco credibili (ed ancor meno interessanti). Riconosco che l’autrice scrive molto bene (e quindi si merita un 2), ma ho fatto molta fatica a finire questo libro.
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