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Sabato sera, domenica mattina

Sabato sera, domenica mattina

di Alan Sillitoe

4.0

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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Nuovi Coralli
  • Traduttore: Bossi F.
  • Data di Pubblicazione: 1982
  • EAN: 9788806534707
  • ISBN: 880653470X
  • Pagine: 290

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 3 recensioni)

4.0Un romanzo di formazione, 26-05-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Sillitoe ci offre un personaggio indimenticabile e capitoli di grandissimo impatto (e stupefacente attualit) su temi "a rischio stereotipi" come anticonformismo, ribellione, alienazione, socialità; cé poco da fare: nessuno studio e nessun romanzo a tesi pu arrivare dove giunge un protagonista come Arthur, che si illumina di luce propria e si muove nel romanzo chiarendo tutto ci che altri scrittori meno talentuosi proverebbero a spiegare.
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4.0Sabato sera, domenica mattina, 06-04-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Una lettura godibile, ma lui ci aveva abituato a ben altro. Potrebbe forse essere considerato una sorta di Dickens del Novecento. La descrizione della vita degli operai inglesi infatti è precisa, e siamo lì con loro alla catena di montaggio, vivendone i ritmi, respirando gli stessi miasmi che ci danno alla testa e ci prendono allo stomaco.
Si guadagna in proporzione a ciò che si produce. Si è pagati a settimana. I soldi vengono usati a seconda della vita che si conduce. Chi ha famiglai deve starci dentro con le spese di mogli e figli. L'obiettivo, oggi come allora, è avere la televisione, che oggi come allora, sembra servire più per spegnere le coscienze che per mantenerle deste. Si va poi al pub a bere, per stare con gli altri, per incontrare le donne, o sempliecmente per dimenticarsi di se stessi e di quel lavoro ripetitivo e snervante.
Questo più meno è lo sfondo, e su questo sfondo si muove un giovane operaio all'apparenza spensierato, che usa soldi duramente guadagnati per vestirsi bene e far colpo sulla moglie del suo compagno di fabbrica che l'ha sposata. Ma lui è spesso fuori, accetta i turni di notte, così è possibile vivere un amore part time, spensierato e senza impegno.
Ma ad un certo punto accade, perchè accade a tutti, che qualcosa ci spinge a prendere in cosiderazione quello che si sta facendo della propria vita. Ci spinge a crescere. E ciò accade pure al protagonista bello e spensierato di questa storia, che sarà indotto dagli eventi a cambiare ad scegliere una vita forse più monotona, ma sicuramente più piena, dove non c'è solo la fabbrica ma dove c'è anche qualcuno di cui doversi prendere cura.
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4.0Sabato sera, domenica mattina, 31-03-2011
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Affidatevi allo stile fresco e pulito di questo romanzo. Il romanzo di Sillitoe si apre un "sabato sera, il momento più felice e festoso della settimana, uno dei cinquantadue giorni di vacanza sulla lenta ruota panoramica dell'anno, un violento preambolo alla domenica di prostrazione. Senza dubbio cattura per tutte le pagine l'attenzione del lettore. Il sabato sera esplodevano le passioni accumulate, e uno scoppio di vitalità ripuliva l'organismo degli effetti di una settimana a sgobbare in fabbrica".
Un sabato sera che Arthur trascorre sbronzandosi fino a svenire e che si conclude con una nottata assieme a Brenda, moglie di un suo collega che in fondo gli sta pure simpatico.

Le sbronze, le relazioni adulterine, le risse sono la risposta di Arthur ad un mondo cane in cui "a diciott'anni ti sbattono un'uniforme addosso, e quando ti lasciano andare finisci a sputare sangue in una fabbrica, facendo i salti mortali per poter bere qualche birra in più, andando a letto il venerdì e il sabato con le donne che hanno il marito che fa il turno di notte, lavorando con lo stomaco a pezzi e il mal di schiena solo per guadagnarti i soldi che ti permettono di tornare là ogni lunedì mattina". Un meccanismo perverso che decreta un eterno ritorno.
Certo, tutto ciò non ha conseguenze indolori: ci può scappare un aborto artigianale (come accade nel capitolo più angosciante del romanzo), può capitare la volta in cui ti aspettano fuori da un bar e ti massacrano in una rissa in due contro uno.

Alla fine ad Arthur tocca in qualche modo uniformarsi, anche se non troppo: sotto un'apparenza rispettabile continuano a covare le braci della ribellione (auto) distruttiva. Peccato. Io ho fatto il tifo per lui durante tutto Sabato sera, domenica mattina, anche quando è palesemente in torto. Nella finzione, che per quanto sia realistica non è il mondo reale, è bello vedere qualcuno davvero incazzato, che rifiuta i compromessi.
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