Sabato

Sabato

4.0

di Ian McEwan


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Descrizione

Il 15 febbraio 2003, un sabato, Henry Perowne si sveglia nel cuore della notte in preda a un'inspiegabile euforia. Si avvicina alla finestra e osserva per qualche istante lo spettacolo della piazza su cui si affaccia casa sua. Improvvisamente si rende conto che il cielo notturno è attraversato da una scia di fuoco. Aerei in fiamme, terrorismo, fantasmi dell'Undici Settembre: è questo forse l'attacco su Londra che tutti aspettano, specialmente ora che il governo Blair appoggia l'invasione americana dell'Iraq? Henry Perowne è un uomo soddisfatto della propria vita. Neurochirurgo in un ospedale londinese, ama il suo lavoro, ama sua moglie, un avvocato affermato, ha due figli adorabili. Cosa può minacciare una felicità conquistata con tanta tenacia?

Note sull'autore

Ian McEwan è nato ad Aldershot il 21 giugno del 1948. Ha esordito nella narrativa nel 1975, con la raccolta di racconti brevi intitolata “Primo amore, ultimi riti”. Nella sua attività di scrittore ha pubblicato anche un’altra raccolta di racconti, “In between the sheets”, del 1978. Per quanto riguarda i romanzi Ian McEwan ha esordito nel 1978 con il romanzo dal titolo “Il giardino di cemento”. A questo romanzo ne sono seguiti altri nove. Per i toni e le atmosfere che caratterizzano quasi tutte le sue opere, Ian McEwan è stato soprannominato Ian Macabre. Molti suoi romanzi sono stati trasposti in film. Nella sua carriera, lo scrittore ha ricevuto numerosi premi letterari. Ian McEwan si è anche dedicato alla sceneggiatura e alla narrativa per bambini.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (3.8 di 5 su 11 recensioni)

5.0Delizioso, 23-04-2012
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Vedo commenti contrastanti su questa opera di McEwan che evidentemente non è stata la più "popolare". Eppure l'ho apprezzata in modo particolare, qui l'autore si esprime in una delle sue prove migliori riguardo alla scrittura "perfetta", qualche volta sublime che lo caratterizza. Inoltre sono d'accordo nel dire che si presta a tante e tante interpretazioni, ci si può trovare di tutto nella paziente descrizione del sabato di questo neurochirurgo dalla vita fortunata, bella casa, bella famiglia... Eppure può accadere l'inimmaginabile "caso" a minacciarla. Io vi ho riconosciuto il conflitto tra la ricchezza e l'opulenza del mondo occidentale e la rabbia di quella parte del mondo è costretto a stare ai margini, trasformandosi in una polveriera. Consigliatissimo, come tutta la produzione di McEwan del resto.
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2.0Non succede nulla, 13-03-2012
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McEwan scrive bene, e si vede; ma in questo libro sembra voler solamente ostentare la sua capacità di scrittura. La trama è quasi totalmente inesistente, e per quasi tutto il libro si viene sommersi da tediosi termini tecnici riguardo la neurochirurgia. Mi chiedo quale possa essere l'utilità di ciò se non quella di esibire il proprio stile...
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4.0Un libro da gustare!, 10-03-2012
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Per le prime 200 pagine il romanzo si caratterizza per la totale assenza di trama: McEwan non dice nulla, ma lo fa in modo magistrale. Il libro è chiaramente un esercizio di stile volto a mostrare le capacità dell'autore. E che stile, dico io! McEwan ti avvolge in una rete di parole, che è funzionale solo alla caratterizzazione del protagonista, e ti libera solamente alla fine, quando la storia effettivamente prende piede.
Consigliato a chi vuole innamorarsi delle parole!
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4.0Sabato, 20-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Dopo l'esperienza non propria delle più esaltanti di Espiazione torna il mcewen che conosciamo. Pu leggere come un instant book (riuscito) sulla Londra pre-intervento in Iraq. Si pu leggere come una riflessione (tipica per Mc Ewan) sul caso e sul suo potere, e anche sulla morale (la contrapposzione salute-malattia, potere scientifico-frustrazione fisica) e in controluce sulla lotta tra classi. Si può addirittura leggere come una riflessione sul ruolo dello scrittore trasfigurato nel personaggio di Perowne, appunto ritratto nel suo "potere" di disporre del cervello del paziente-lettore. Qui si leggano anche alcuni giudizi di Perowne (o di Mc Ewan) su Flaubert e sul realismo magico, ma anche lironica, parodistica affermazione (cito liberamente) "si può vivere senza storie". Si può leggere infine come una prova di virtuosismo da parte di Mc Ewan. Così come esistono attori dei quali si dice "potrebbe pure recitare lelenco del telefono", allo stesso modo Mc Ewan, nel suo consueto stile asciutto e (guarda caso) chirurgico, rende interessanti pagine di descrizioni di operazioni al cervello, partite di squash, nonché lintero armamentario poetico del tronfio John Grammaticus e della figlia di Perowne, Daisy. Insomma Mc Ewan, quando ritrova la penna leggera e felice di "Lettera a Berlino", "Amsterdam" o "Enduring Love", e riesce a far fermare i suoi personaggi una battuta prima del limite dellodioso (cosa non riuscita con "Espiazione") si conferma un buon autore di "mainstream colto" per lettori ben educati, senza troppe ambizioni (lui, non i lettori), in questo tanto diverso dall'altro big della letteratura inglese contemporanea - Martin Amis, ma forse proprio per questo piuttosto divertente e (ma si) avvincente.
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2.0Sabato, 03-04-2011
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Che tristezza... Dovrei concedere un'altra possibilità a questo autore? McEwan scrive bene, ma in questo romanzo sembra che abbia voluto mettere insieme diversi campi del sapere per farci vedere quanti paroloni conosce. Va bene, il protagonista è un medico chirurgo, ma non per questo mi interessa sapere tutti i termini tecnici medici relativi al suo campo e conoscere il dettaglio di una operazione. Inoltre ho trovato la trama irreale, i protagonisti poco delineati, i dialoghi banali e scontati.
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4.0La storia di un neurochirurgo londinese, 30-08-2010
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delle sue certezze scientifiche che vacillano di fronte alla ferocia assoluta che la vita è in grado di produrre, a prescindere dalle buone ragioni di noi tutti. Un aspetto interessante è che McEwans - lo si capisce dalle
riflessioni scientifiche che mette in bocca al protagonista di Sabato - è un ateo neodarwinista: come Dawkins per intenderci.
Uno scrittore che ha come punti di riferimento la comunità scientifica
anglosassone. Una galassia che va dai professori di greco e latino di
Oxbridge (gli ultimi grecisti sopravvissuti), agli scienziati delle
nanotecnologie in California, passando per le ricerche sul DNA, i
brevetti di Taiwan sulle cellule, l'astrofisica e l'etologia
neoevoluzionista appunto. Noi latini viviamo in uno stato
confusionale abbastanza rassicurante da permetterci di non fare più i
conti con dio, la creazione, l'evoluzione e altre generalità che sembra non ci riguardino.
Ma questo non significa che nel resto del mondo abbiano passato in
terza serata, dopo la mezzanotte, i temi della ricerca genetica, le
neuroscienze o la formazione della materia, come da noi delegandoli a Piero Angela & Son. Anzi: proprio su questi temi si scatenano gli scontri multinazionali che condizionano, attraverso guerre guerreggiate o finanziarie, i nuovi assetti degli Stati e di interi
continenti.

Essere tagliati fuori può darci la falsa prospettiva che la posta in
gioco sia irrilevante: lo è per noi, nel senso che siamo stati
eliminati dalla gara, con i nostri patetici ricercatori universitari o
del CNR che giocano al piccolo chimico con mezzi e paghette che non
basterebbero a comprare uno solo dei brevetti della Monsanto.

La comunità, cui fanno riferimento McEwans e altri scrittori,
divulgatori scientifici e ricercatori veri e propri, crede nella
scienza e nella possibilità che questa spieghi, almeno in parte, quei
"misteri" che i creazionisti (molto più numerosi di quanto sarebbe
lecito aspettarsi) riservano all'esclusiva disponibilità di dio.

Ma, sembra riflettere il protagonista di "Sabato" - finalmente giunto, molto provato, alla sera di domenica - nonostante tutte le certezze scientifiche cui ci appelliamo, in fondo al cuore ci rimane la consapevolezza che tutto è impermanente e destinato a scivolare via.
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3.0Sabato, 09-08-2010
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Pensavo fosse meglio questo romanzo, conoscendo McEwan e date le recensioni. La storia di Henry Perowne sembra avvincente: è un uomo soddisfatto della propria vita. Neurochirurgo in un ospedale londinese, ama il suo lavoro, ama sua moglie, un avvocato affermato, ha due figli adorabili. Ma il testo poi non mi ha coinvolto.
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5.0Il Sabato della perfezione, 25-07-2010
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Assolutamente delizioso questo lavoro di McEwan. Stile, linguaggio, profondità si fondono in modo mirabile facendo d'una trama piuttosto semplice un vero capolavoro d'arte letteraria.
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5.0Sabato, 17-07-2010
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Londra, assistiamo per intero a una giornata di vacanza, non proprio comune, del neurochirurgo Henry Perowne, tra rimembranze e riflessioni su se stesso e i membri della sua famiglia.
Ora, questo romanzo ha diversi meriti a livello di contenuto, tra i quali un’ottima analisi di come siano cambiate le cose dopo il 2001, ma non è di questo che voglio realmente parlare.
Voglio, invece, invitare quante più persone possibili a procurarsene una copia, perché non mi capitava di leggere qualcosa di così avvincente da anni, non riuscivo letteralmente a staccarmene.Pochissimi scrittori a mio avviso riescono a rendere interessante quello che di per sé è ordinario, soltanto con lo stile; McEwan si è rivelato uno di questi, sia che si tratti di una partita a un gioco di cui neanche si conoscono le regole, o di una complessa operazione chirurgica, si segue tutto con la massima curiosità e con il fiato sospeso, tanto sono sublimi le descrizioni e vivide le immagini che evocano.
Per non parlare dell’eleganza con la quale sono portati avanti i monologhi interiori del protagonista e dell’alto livello della caratterizzazione dei personaggi.
Sul serio, uno stile impeccabile e soprattutto non invadente, più unico che raro, caldamente consigliato.
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4.0un giorno in 300 pagine, 12-07-2010
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La pazienza narrativa di McEwan porta a dilatare la narrazione di una sola giornata (molto particolare) nello spazio di un intero romanzo, attraverso i lunghi e divaganti pensieri del protagonista, la descrizione minuziosa e maniacale di luoghi personaggi e azioni, ma senza mai annoiare il lettore (nemmeno in quei punti in cui vengono descritte con terminologia medica le operazioni neurochirurgiche condotte dal protagonista).
La qualità di McEwan sta in questo: essere prolissi ammaliando il lettore.
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4.0Un Sabato singolare.., 06-07-2010
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E' strano immaginare di scrivere un intero romanzo solo su una giornata. In effetti in letteratura questo esperimento era stato gia' fatto. Ma i risultati qui sono stati davvero soddisfacenti. Libro lento e riflessivo... da provare.
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