Rumore bianco

Rumore bianco

3.5

di Don DeLillo


  • Prezzo: € 14.00
Prodotto momentaneamente non disponibile
Inserisci la tua e-mail per essere informato appena il libro sarà disponibile:
 


Spedizione a 1€ Spedizione con Corriere a 1€ sopra i 24 euro!   Scopri come

Descrizione

Il "rumore bianco" del titolo è il suono che ossessiona il protagonista del romanzo: forse è una semplice emissione della "partitura panasonica" in cui siamo immersi ogni giorno, oppure un minaccioso messaggio in codice. Jack Gladney, studioso di Hitler e direttore di un dipartimento di studi hitleriani nella sua università, tiene un corso sul fascino ipnotico esercitato dai discorsi del Fuhrer, dai canti e dagli inni del Terzo Reich; e finisce per calarsi nella materia delle sue ricerche al punto di ricavarne una specie di nicchia da cui non vuole più uscire. Il romanzo è appunto lo studio di questa perversione. Sino al giorno in cui una nuvola di gas tossico lo costringe a uscire dal suo rifugio...

Altri utenti hanno acquistato anche:

I libri più venduti di Don DeLillo:


Dettagli del libro


Recensioni degli utenti

Scrivi una nuova recensione su Rumore bianco e condividi la tua opinione con altri utenti.

Voto medio del prodotto:  3.5 (3.4 di 5 su 16 recensioni)

3.0Letteratura distillata, 10-05-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
De Lillo sa scrivere ottimanete, non c'è dubbio. Le prime pagine le ho sfogliate velocemente, divorate mi permetto di dire, goloso di sapere cosa sarebbe successo. E poi, poi invece non accade nulla o quasi. E' un quadro sulla paura che coinvolge l'essere umano, che riguarda tutti per un motivo o per l'altro. Tra rapporti e riflessioni simil-esistenzialiste, sembra però non farcela a spiccare il grande salto tra i romanzi che non dimenticherò.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
4.0Il rumoroso nulla, 28-02-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Uno dei più famosi romanzi di DeLillo. Rumore Bianco racconta la famiglia di un professore che studia Hitler. Il periodo della guerra fredda e il professore, J. Gladney, deve abbandonare la propria città a causa di un gas nocivo che ha intossicato l'aria. Isolati, i personaggi, non possono far altro che parlare, dialogare, sparlare. I temi delle conversazioni vanno dalla paura, alla sedentarietà, a una cura farmaceutica. Tutto questo parlare si affievolisce, soprattutto tra i coniugi, che non riescono più a trovare un'intesa, qualcosa, che gli unisca come un tempo. L'unico rumore proveniente dal mondo, ormai, è quel sordo rumore bianco, quel vuoto nulla, cosi assordante e devastante per le menti umane.
DeLillo con un romanzo solo all'apparenza statico inquadra, come al solito, la società di massa, il problema della comunicazione, del timore di morire e della guerra. Un affresco ultra reale, benché condito da frasi surreali, sulla mancanza di reciprocità ed empatia.
Assolutamente consigliato.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
3.0Rumore bianco, 28-02-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
L'autore riesce a mettere in evidenza le manie e le fobie contemporanee, o forse semplicemente descrive quelle che caratterizzavano la borghesia americana di vent'anni fa. Dubito che un romanzo possa rappresentare in maniera più potente, mitica e profonda il mondo moderno. Indubbiamente unico nel suo genere. Consigliato
Ritieni utile questa recensione? SI NO
5.0Rumore bianco, 28-09-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Capolavoro, molto meglio dei romanzi tanto osannati dell'ultimo DeLillo, che partendo da una trovata geniale - un professore di studi hitleriani che non conosce il tedesco - De Lillo non gioca la carta dell'umorismo alla Lodge o della comicità crudele e parossistica dei Simpson, ma traccia uno spaccato antropologico nel quale giganteggia l'umanità ai tempi del postmoderno.
Tutta la prima parte andrebbe letta come un vero e proprio saggio sui costumi degli umani della fine del XX secolo - dove il ritmo lento della diegesi è sostenuto dalla capacità di rendere i personaggi attraverso il rapporto che intrattengono con il mondo.
La seconda parte presenta il nucleo narrativo vero e proprio: la fuga di gas e le sue conseguenze nella piccola comunità. Qui De Lillo è tutto narrazione con un crescendo di catastrofi di una forza che solo la Science Fiction mostrerebbe di possedere. La terza parte - "Dylarama" - oltre ad essere la più pensosa è anche quella che azzarda il coraggio di chiudere con una vera e propria anticlimax che ci lascia storditi e angosciati - com'è giusto che sia il nostro destino di lettori. Alcuni personaggi indimenticabili, alcune situazioni esemplari, dialoghi (anche intergenerazionali) di puro spirito caustico e perturbante.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
4.0Descrive la società americana anni '80, 26-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
In "Rumore Bianco" DeLillo tocca due argomenti: la deriva consumistica della società (le persone nei supermercati cercano continuamente prodotti che dovrebbero renderli felici) e la paura della morte sommersa durante la Guerra Fredda ("L'Evento Tossico Aereo" non è altro che una distorsione di un evento nucleare). Assolutamente da leggere!
Ritieni utile questa recensione? SI NO
4.0Rumore bianco, 23-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Ottimo romanzo uscito dalla penna di Delillo, forse il suo libro più kafkiano nel senso buono del termine. La paranoia dell'uomo contemporaneo e la sua paura della morte raccontate con maestria. Adoro il modo in cui DeLillo si sofferma su alcuni dettagli per poi scavare in profondità. Una lettura da fare.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
4.0Rumore bianco, 14-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
E' il libro che ha dato fama di grande scrittore all'italoamericano. Dentro ci ha anche messo cosa resta della vita di una famiglia nel mondo mediatico ed esaurito in cui ci troviamo a vivere, la paura della morte, l'intrinseca debolezza e morbosità di una società che avrebbe tutto e non capisce niente di quel che ha. Aggiungiamo un sano sarcasmo nei confronti delle mitiche università americane, con l'invenzione brillante degli Hitler Studies da parte di un accademico venditore di fumo che neanche è riuscito a imparare il tedesco. Un quadro impietosamente onesto, tracciato con una padronanza della lingua da vero maestro. Scusate se è poco.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
3.0Rumore bianco, 31-03-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
Era nota già la fama di questo autore, e non sono stata smentito. De Lillo è freddo e cerebrale nel fotografare una famiglia americana che ha digerito un'infinità di matrimoni e cambiamenti come se niente fosse, assolutamente allineata ad un progresso che fa dell'immagine, soprattutto televisiva, il tutto. Perfino i bambini recitano secondo copione, ognuno diverso, ma tutti perfettamente inseriti. Poi arriva un certo Murray, e le sue riflessioni bizzarre inducono a qualche dubbio sulla propria esistenza. Fino a quando il grande evento tossico non disarciona ogni sicurezza, facendo affiorare la paura della morte, che improvvisamente si rivela esosa, opprimente, non mascherabile da televisioni, quotidianità, perfezionismo e perbenismo. Esplode tutto, la gelosia, la violenza, l'incomunicabilità. Ecco cos'era il Rumore Bianco, tutto ciò che è l'uomo, sotterrato da una patina plastificata.
Bel libro, indubbiamente, scritto in maniera forse un pò troppo didattica e pulita (non c'è lirismo, non c'è epicità, e anche l'ironia è molto leggera. Insomma, non si prova mai nè sgomento, nè commozione e neppure ilarità). Nel saggio "Tennis, trigonometria..." Wallace analizzò un brano (la stalla più fotografata d'America) e da lì si evince quanto questo libro dovrebbe essere letto puntigliosamente, quasi scandagliato, paragrafo per paragrafo.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
2.0Antipatia..., 25-02-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Non so proprio cosa sia... Ma fin dalle prime pagine ho sviluppato una forte antipatia per tutti i personaggi di questo romanzo. Sembra tutto involontariamente falso, artefatto, perfino i dialoghi, sempre un po' troppo arguti per sembrare veri. Vorrebbe denunciare il disagio sociale in cui viviamo, ma secondo me il libro non coglie il bersaglio.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
3.0Rumore bianco, 11-11-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Le paure e le grettezze dell'America, forse di noi tutti, ma la voce di DeLillo non mi arriva completamente, ne' a livello emozionale, ne'
razionale.
Corale
Ritieni utile questa recensione? SI NO
4.0Rumore bianco , 01-10-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Un altro scrittore che amo visceralmente.Questo è stato il mio primo libro di DeLillo e rimasi talmente colpito da innamorarmene.I tratti che caratterizzano DeLillo sono la feroce critica verso la nostra società contemporanea,un surrealismo di classe,uno stile ricercato ma anche tanta amara ironia a volte però così sarcastica da far sorridere nonostante non ci sia niente da ridere.Perchè i personaggi sembrano forti,caratteriali ma fondamentalmente sono macchiette prodotte da una società insipida.Vivono una vita surreale non rendendosene pienamente conto;un pò come tutti noi.Il bello di questo scrittore è l'innumerevole mole di chiavi di lettura che "tempestano" il suo stile narrativo.E' impossibile non rifletetre fra le sue righe,non pensare alle innumerovoli verità nascoste di un sarcasmo ridanciano per sminuire l'atroce realtà delle "cose".Lo consiglio a tutti ma sò che a molti non piacerà.E' considerato il padre di Palahniuk a causa dei temi trattati ma la crudezza e la "materia" dell'allievo è distante dalla sottile grandiosità del maestro.Ma alla fine di cosa parla il libro?Di una squallida famiglia americana con a capo il pater familia insegnante della facoltà sugli studi del Nazismo...e questa breve trama vi spiega tutto ciò che è DeLillo alla luce di quello che ho detto prima...Fate voi...
Ritieni utile questa recensione? SI NO
3.0denso, 20-09-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Per niente facile. Un libro che ripaga lentamente, una scrittura virtuosistica fatta di piccole gemme disseminate lungo il cammino. Dettagli che devono essere estratti dal rumore di fondo che attraversa le nostre vite perché possa emergere, forse, un segnale coerente.
Ritieni utile questa recensione? SI NO

Leggi anche le altre recensioni su Rumore bianco (16)