Il rosso e il nero

Il rosso e il nero

4.0

di Stendhal


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Descrizione

"Il punto di partenza è offerto da un fatto di cronaca: tra il 28 e il 31 dicembre 1827 "La Gazette des Tribunaux" pubblica, in quattro puntate, il resoconto del processo ad Antoine Berthet, un ex seminarista che nella chiesa di Brangues, piccola città dell'Isère, aveva sparato, durante una funzione religiosa, a M.me Michould de la Tour, madre dei ragazzi di cui era stato, per qualche tempo, istitutore. La condanna a morte fu eseguita a Grenoble il 23 febbraio 1828. Più tardi Stendhal dichiarerà con spavalda civetteria, di non aver inventato proprio nulla. In realtà - anche se la cronaca giudiziaria gli fornisce uno spunto più significativo di quanto non si riconosca abitualmente - Stendhal ha inventato "tutto"." (dall'introduzione di Mario Lavagetto)

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  4.0 (3.9 di 5 su 23 recensioni)

4.0Bellissimo., 07-11-2013
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È tra i romanzi più belli che ho letto. Nonostante la mole del libro, le pagine scorrono veloci e si arriva alla fine rapidamente. La storia è avvincente: è un romanzo appassionante d'amore, di intrighi, di ascesa sociale. Julien Sorel è un personaggio affascinante che non si può non amare, così come Madame de Rênal e Mathilde de la Mole. Il romanzo si presta a numerose interpretazioni, grazie al ricco simbolismo e allo spessore pasicologico che caratterizza ogni singolo personaggio. Da leggere assolutamente.
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4.0Da leggere tutto d'un fiato, 28-02-2012
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Questo romanzo è uno dei pochi che meritano di essere chiamati tali. La storia de Il rosso e il nero, sebbene ricavata da un vero fatto di cronaca, non è altro che un fumettone rosastorico, i caratteri descritti sono puro melodramma, la conclusione scontatissima, le vicende storiche che fanno da contorno oscure e ininfluenti, eppure il genio di Stendhal, la sua inimitabile ironia, il buon gusto con cui prende in giro a un tempo i suoi personaggi e il lettore, ne fanno un libro divertentissimo. Altra cosa che mi è piaciuta molto è lo sporadico intervento dell'autore che ogni tanto mostra di dover dare delle spiegazioni al lettore sul valore da attribuire al romanzo.
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4.0Tra il clero e Napoleone, 28-09-2011
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Una vera storia d'amore e di tradimento nella quale non sempre si capisce se è amore vero o amore d'interesse. In una Francia ottocentesca dove i giovani hanno perso la fiducia nella possibilità di emergere e di cambiare condizione sociale, Julien fa una scelta molto calcolata. Ma quello che non aveva messo in conto è che l'innamoramento può giungere, prepotente, a rompere lo schema prestabilito con freddezza.
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5.0 Il rosso e il nero., 26-09-2011
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Molto più che per la trama il capolavoro di Stendhal si distingue per l'immensa mano dello scrittore, pagina dopo pagina, la straordinaria abilità dell'autore nel tratteggiare le contraddizioni del cuore, nel sondare con mano leggera, ma precisa, l'animo dei personaggi, talmente ben delineati che sembrano scorrere via via dinanzi ai nostri occhi, in un caleidoscopio di eventi apparentemente normali, ma che sono il frutto del costante divenire delle volontà contorte dei protagonisti.
Non vi sono mai cadute di ritmo, anche quando frequenti sono gli interventi del "Dio narrante" (una straordinaria invenzione di Stendhal, in veste di divinità che conosce i più nascosti pensieri dei personaggi) , e anzi sono inseriti con una precisione e una tempestività eccezionali, al fine appunto di snellire il testo, che in altre mani sarebbe probabilmente risultato ampolloso e prolisso.
L'abilità di Stendhal è di calare gradualmente il lettore nella vicenda, sì da farlo divenire un testimone diretto, con un coinvolgimento emotivo di rara efficacia e bellezza.
Così le pagine scorrono l'una dopo l'altra con una piacevolezza che ci fa dimenticare il passare del tempo; non si creda, però, che si tratti di un romanzo da divorare, da leggere nell'arco di poche ore, perché tante sono le riflessioni a cui muove e che necessitano di opportuni, anche inconsci, approfondimenti.
Resta, comunque, il fatto che la narrazione continua a sorprendere per spontaneità, coerenza e logica, tre elementi che da soli ne sancirebbero il successo.
E anche il finale, che ovviamente non anticipo, giunge con una naturalezza sorprendente; benché lo si indovini, riesce a stupire per il calcolo esatto dei tempi: nessuna forzatura, nessun stravolgimento, ma la conclusione logica del divenire delle cose, come voluto dal protagonista.
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4.0Secondo me..., 01-04-2011
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Romanzo scritto nel lontano 1830, può essere letto ancora oggi, non solo con lo stesso proposito di evasione con cui si guarda un film in costume, ma anche perché alla rappresentazione di quell'epoca unisce una buona resa della psicologia dei personaggi e delle loro passioni. L'ambizione di Giuliano Sorel e la sua sete di potere, riscatto e scalata sociale rendono verosimile e comprensibile da parte del lettore un mondo che, ormai, non esiste più.
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4.0Il rosso e il nero, 31-03-2011
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D'altronde l'autore ha il palato fino. Romanzo realista raffinato e elegante, praticamente un quadro di una società di quasi due secoli fa. Con i rapporti fra gli uomini non poi tanto diversi da adesso.
Letto molti, molti anni fa, quando mi dissero che somigliavo al protagonista. Non ricordo se sia davvero così...
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4.0Il rosso e il nero, 23-02-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Una straordinaria epopea che sfida il tempo. Lo spirito reazionario e l'ambizione di una carriera militare (il rosso) da una parte... La formazione teologica in seminario (il nero) dall'altra... Queste diverse e conflittuali spinte interiori - unite a un'ambizione sociale poco in sintonia con l'immobilismo della società francese del dopo Rivoluzione - fanno di Julien Sorel uno dei personaggi più affascinanti e completi della storia della letteratura.
Lo stile è poderoso, la storia avvincente... Peccato che in alcuni passaggi il libro perda un po' di mordente... Sembra quasi sonnecchiare in attesa di futuri accadimenti.
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3.0Un libro strano!, 30-12-2010
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Un romanzo strano, bello ma che non convince mai fino in fondo!
Difficile capire quale sia il problema, ma non è certo all'altezza della "Certosa"...
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2.0Lettura pesante, 19-11-2010
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Sarò troppo banale ma la lettura di questo romanzo è stata per me una vera fatica, tanto che ho dovuto interrompere circa alla metà. Magari al suo tempo era un successo letterario, ma personalmente non sono rimasto molto affascinato dalla narrazione. Un vero peccato.
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5.0La Francia della Restaurazione, 23-10-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Bellissimo affresco della Francia post napoleonica. Stendhal è un maestro nel raccontarci colori, atmosfere, intrecci del periodo storico. Il tutto attraverso una trama avvincente e emozionante.
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2.0Lettura pesante, 18-10-2010
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Sarò troppo banale ma la lettura di questo romanzo è stata per me una vera fatica, tanto che ho dovuto interrompere circa alla metà. Magari al suo tempo era un successo letterario, ma personalmente non sono rimasto molto affascinato dalla narrazione. Un vero peccato.
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5.0Il rosso e il nero, 08-10-2010
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Uno dei libri più belli mai letti.
La storia di una volontà, di un'ambizione, del sentimento.
Il forte realismo del "setting": la polemica contro la restaurazione, la socialità obsoleta pre-rivoluzionaria, è una radura in cui la persona del protagonista è trascesa dalla propria "volontà di potenza".
L'affermazione sociale, il sentimento sconsiderato rivolto verso atti estremi, la massima suscettibilità dei personaggi pronti a cambiare idea in senso radicale. Alcune caratteristiche dell'opera dell' "ultimo fra gli psicologi francesi".
E' la storia di un ambizione (o forse dell'Ambizione?) e della sua ipocrisia, è la storia del povero alter ego dell'autore pronto a tutto, che nel suo fragile aspetto nasconde anche quando si rivela. Un personaggio che si fa ricettacolo ideale dei desideri di un autore disadattato, che non per questo si riserva un lieto fine.
Realista per ambientazione, romantico per i caratteri e le vicende, con uno stile, per nulla curato, caustico e sarcastico fino all'ultimo.
Un'opera monumentale, da leggere, da amare e sulla quale riflettere.
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