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Roma. L'arte romana nel centro del potere

Roma. L'arte romana nel centro del potere

di Ranuccio Bianchi Bandinelli

5.0

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Il volume tratta l'arte romana nel centro del potere, e cioè in Roma stessa. Tutta l'arte romana sorge da un incontro intellettualistico con l'arte greca su una base sociale nuova e non come espressione di un profondo sentimento radicato nello spirito di gruppi sociali determinati. Perciò il suo carattere fu subito eclettico, e potè presentarsi subito con alcuni aspetti programmatici a servizio di un'ideologia di governo, prodotta in gran parte da artisti che avevano con i loro committenti relazioni del tutto particolari, talvolta di prigionieri di guerra, o addirittura servili e comunque di inferiorità civile, come stranieri che non possedevano cittadinanza romana.

Note su Ranuccio Bianchi Bandinelli

Ranuccio Bianchi Bandinelli nacque a Siena il 19 febbraio del 1900. Apparteneva ad una figlia benestante di nobili origini, i conti Bianchi Bandinelli Paparoni. Mario, suo padre, era un proprietario terriero e per diversi anni svolse l’incarico di sindaco della città di Siena. La madre, Margherita Ottilie von Korn, era tedesca e proveniva da una famiglia nobile. La formazione di Ranuccio Bianchi Bandinelli iniziò in casa, con lezioni private, e poi proseguì presso il liceo Guicciardini di Siena. Nel 1918 si iscrisse alla facoltà di Archeologia presso l’Università di Roma, dove conseguì la laurea nel 1923. L’anno successivo si sposò con Maria Garrone, dalla quale ebbe due figlie, Marta e Sandra. Dopo gli studi iniziò a lavorare presso il Museo archeologico di Firenze. Tra il 1927 e il 1928 seguì gli scavi archeologici di sovana per poi ottenere, nel 1929, la cattedra della facoltà di Archeologia dell’Università di Cagliari, dove rimase un anno prima di trasferirsi all’Università di Pisa. Dal 1931 al 1933 fu inviato ad insegnare archeologia classica in Olanda per poi tornare a Pisa. Nel 1935 fondò la rivista “La Critica d’Arte” e nel 1938 ottenne la docenza presso l’Università di Firenze, che però durante la guerra sospese le attività accademiche. Nel 1945 si trasferì a Roma per l’incarico di direttore generale delle antichità e belle arti, nel 1948 fu nominato socio dell’Accademia dei Lincei e nel 1949 riprese ad insegnare, prima all’Università di Firenze e poi, nel 1956, a Roma. A partire dal 1964 lasciò l’insegnamento universitario per dedicarsi completamente alla ricerca e alla redazione di saggi e volumi. Morì a Roma il 17 gennaio del 1975.
 

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Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 1 recensione)

5.0L'arte romana nel centro del potere, 01-03-2012, ritenuta utile da 15 utenti su 15
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Un testo complesso ma avvolgente, con un approccio sia dal punto di vista prettamente artistico che storico.
Interessante il primo capitolo dedicato alla nascita della cultura romana, con particolare attenzione a quelle espressioni artistiche, etrusche e greche, che ne hanno influnzato la formazione.
Il secondo capitolo, il più corposo del volume, mette in risalto le due correnti dell'arte romana, quella patrizia e quella plebea, arrivando, nel capitolo seguente, all'analisi della pittura e dell'architettura.
Interessante la sezione dedicata al neoellenismo e poi alle produzioni artistiche del periodo di Traiano e Adriano, per terminare con l'età Antoninina.
Nel complesso, un testo che rappresenta una pietra miliare del genere e un punto di riferimento fisso per lo storico dell'arte romana.
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