La rivoluzione dimenticata. Il pensiero scientifico greco e la scienza moderna

La rivoluzione dimenticata. Il pensiero scientifico greco e la scienza moderna

4.5

di Lucio Russo


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Descrizione

La scienza moderna non nasce con Galileo e Newton. Le sue origini vanno retrodatate di almeno 2000 anni, alla fine del IV sec. a.C. La Rivoluzione scientifica del XVIII sec. riscopre la Rivoluzione ellenistica di figure come Euclide, Archimede, Erarstotene, Aristarco di Samo e di tanti altri raffinati scienziati. Lo studio della "rivoluzione scientifica", cioè della nascita dello sviluppo scientifico, è indispensabile per la comprensione della "civiltà classica". Inoltre, l'esame del ruolo svolto dalla scienza nella civiltà ellenistica è essenziale per la valutazione di alcune questioni di capitale importanza per la storiografia, dal ruolo di Roma alla decadenza tecnologica medievale alla "rinascita scientifica" moderna.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.6 di 5 su 5 recensioni)

4.0C'era una volta una scienza, 21-05-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Ricco di note e scritto benissimo, preciso, con numerosi riferimenti. Non saprei che altro aggiungere alle recensioni già pubblicate. Lo consiglio a tutti quelli che abbiano un minimo di curiosità nella storia della scienza e nella cultura ellenistica (e Cultura non vuol dire solo musica, pittura, letteratura: la scienza è cultura, nonostante molti umanisti non condividano)
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4.0Interessante , 07-05-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Uno dei testi più interessanti che abbia mai letto, l'autore riesce a rendere il pensiero scientifico greco molto più vicino a noi. Di solito si è sempre pensato che non si debba considerare la civiltà greca come una civiltà che abbia dato un impulso al nostro modo di vedere la scienza, ma l'autore riesce a ribaltare questa visione.
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5.0Documentato e scritto benissimo, 15-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Si tratta di uno dei testi attinenti al mondo antico più interessanti che io abbia letto negli ultimi anni. Russo porta avanti l'idea che in realta' la scienza greca e piu' propriamente ellenistica, fosse molto piu' progredita di quanto possiamo immaginare, e che fu la conquista romana del II-III secolo a. C. A infliggere un colpo mortale alla scienza, da cui ci si riprendera' solo con Galileo e Newton, che pero' potranno basare le loro intuizione proprio su quei testi ellenistici che da poco erano stati riscoperti. Certo la materia non è delle più semplici, ma avendo delle basi di matematica e fisica il libro scorre che è un piacere.
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5.0Affascinante più di un romanzo, 29-04-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Per un campione di ignoranza scientifica - come il sottoscritto - la comprensione è ardua.
Ma l'ipotesi storiografica sull'origine del metodo scientifico, collocata a ridosso della storia dei miti greci, e una scrittura appassionata, fanno della lettura del libro una esperienza assolutamente avvincente.
Anche senza avere coscienza di quanto la tesi può essere valida, resta l'impressione di avere vissuto, attraverso un libro, tutto quello che non era mai stato raccontato.
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5.0La rivoluzione dimenticata, 22-02-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Solo per lettori esigenti e con molto tempo a disposizione.
Veramente il libro che aspettavo, una storia della scienza che non si occupa solamente degli aspetti tecnici della materia, ma che cerca di spiegare come è avvenuta la crisi della stessa sia in epoca antica che in quella contemporanea. Le informazioni forniteci dall'autore sono veramente tante ma il linguaggio usato è sempre della massima chiarezza. Peccato che ci venga detto solamente il come e non tanto il perché della decadenza della scienza antica; la mia idea e che la colpa si possa addebitare per intero alla seconda navigazione platonica, ovvero la scoperta del soprasensibile. E a conferma di ciò posso addurre la certezza avanzata da Russo stesso, che la scienza è diventata tale solo durante l'epoca ellenistica, guarda caso l'epoca delle scuole (epicurea, stoica, scettica, cinica) che dimenticarono proprio la seconda navigazione. Solo con l'avvento del cristianesimo e del neoplatonismo e quindi del recupero del soprasensibile, la scienza è andata di nuovo in crisi, per riemergere guarda caso ancora quando i vari rinascimenti e Cartesio, ma soprattutto l'illuminismo, iniziarono a dubitare proprio della certezza dell'esistenza del soprasensibile. Poi non vengono spiegate come sono state possibili le intuizioni degli atomisti, di Democrito, di Talete etc, che Russo non considera scienza ma che colgono degli aspetti che poi la scienza convaliderà con il metodo dimostrativo che le è proprio; solo un caso o prima dell'epoca ellenistica (pre-scientifica) qualcuno aveva strumenti concettuali che noi non conosciamo ancora? Poi la rivalutazione di Leonardo, da genio considerato universale, a poco più che amanuense che copia manoscritti antichi senza sapere quello che sta facendo: urge assolutamente un libro che faccia chiarezza su degli aspetti fondamentali per (ri)valutare il genio (?) fiorentino.
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