Rivoluzione in corso. Il dovere di cambiare dalla parte dei cittadini

Rivoluzione in corso. Il dovere di cambiare dalla parte dei cittadini

3.0

di Renato Brunetta


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Descrizione

In questo libro, Brunetta racconta quel che ha fatto e quel che intende fare: non solo la crociata contro i burocrati che danneggiano cittadini e colleghi, ma anche interventi per connettere in rete uffici che oggi si parlano solo tramite pratiche e carte bollate, misure per stabilire principi di responsabilità e meritocrazia simili a quelli usati nel settore privato, politiche di trasparenza, apertura, efficienza. Dentro a questo vero e proprio diario di bordo si mescolano i dati e le statistiche più aggiornati con i racconti della quotidiana attività, le riflessioni politiche sulla macchina statale con lo stato d'animo e le idee di un ministro che non intende arrendersi, i particolari più significativi di un progetto di grande respiro e gli aneddoti più gustosi della lotta politica, parlamentare, personale. Tutto è presentato con lo stile comunicativo che gli italiani ben conoscono: diretto, efficace e per niente burocratico. "Il succo di queste pagine è: cambiare si può, quindi si ha il dovere di farlo. Uno dei mali che affligge il nostro Paese è proprio la diffusa convinzione che tutto sia difficile, e forse anche inutile. Invece capita di verificare che una forte determinazione porta a risultati importanti, anche immediati. Cambiare si può, ma a patto di sapere come e per ottenere cosa. Altrimenti siamo alle chiacchiere da politicanti, al vociare da comizianti. Queste pagine vogliono essere diverse."

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  3.0 (3 di 5 su 2 recensioni)

4.0Rivoluzione in corso, 30-10-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Mi sono fatta un dovere di leggere questo libro, comprato per curiosità nel 2009 , solo quando è stata aperta una discussione
(degenerata in linciaggio verbale) sulla sua candidatura a sindaco di Venezia; discussione che ho letto con crescente disappunto, per il tono crescente di dileggio cui era improntata: un Galoppino (ino), un mix tra la "Piccola Fiammiferaia e superPippo", "nanoman", "mostro". Ho sempre trovato spiacevoli le canzonature e i linciaggi verbali: quando poi sono rivolte a realtà oggettive,nelle quali uno può solo tenersi quello che natura gli ha fornito (nel caso di Brunetta, l'essere basso, o brevilineo come lui stesso si definisce autoironicamente ) il loro cattivo gusto è palese come è palese la loro estraneità a qualsiasi seria considerazione politica. Il suo libro (lui lo chiama diario di bordo) è pieno di interessanti spunti di riflessione e di personali considerazioni, dettate, mi pare, da sincera volontà di sveltire il Moloch della burocrazia nell'interese dei cittadini. Con questo non voglio dire che Brunetta sarebbe stato un perfetto sindaco di Venezia ,(ha poi perso contro Orsoni), forse che sì, forse che no, ma come ministro dell'Innovazione mi sembra una persona prammatica e spinta da genuino interesse a sveltire la burocrazia e a metterla al servizio del cittadino. Arduo compito , come viene ampiamente spiegato nel libro. Anche perchè è difficile togliere i privilegi a chi ormai nella pubblica amministrazione si è assuefatto a riceverli come parte del pacchetto e a trattare il cittadino come essere inferiore e non come un cliente. Interessanti e spiritose le sue considerazioni sulle critiche che gli vengono rivolte. Non tanto le critiche intelligenti e costruttive, quelle che si prestano ad una discussione, ma la derisione fine a se stessa, plateale e che platealmente suscita un consenso da circo. Una per tutte, nel capitolo VI, : "l'ironia può essere feroce, senza essere offensiva. Il sarcasmo pretende di rendere divertente la ferocia, senza riuscirci" . Come la definizione di "energumeno tascabile", di D'Alema, tanto per intenderci. Cui segue risposta molto appropriata e meditata.
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2.0Un libro programmatico ma abbastanza inutile, 04-10-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Un libro che è il programma del ministro Brunetta. Sinceramente non aggiunge molto a ciò che di solito sostiene nelle interviste televisive.
A prescindere dalle idee politiche di ciascuno di noi è abbastanza pieno di luoghi comuni (tanto per fare un esempio chi è che, a prescindere dalla propria idea, non vorrebbe una pubblica amministrazione efficiente e snella?).
Leggibile, ma alla fine resta ben poco di impresso nel lettore.
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