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Riciclaggio e crimine organizzato transnazionale

Riciclaggio e crimine organizzato transnazionale

di Simone Faiella


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L'Italia, come gran parte dei Paesi maggiormente sviluppati, è gravemente colpita dal fenomeno del riciclaggio di ingenti capitali di provenienza criminosa, eppure il reato giunge assai raramente alla cognizione del giudice. Il numero dei processi in atto per fatti di riciclaggio è risibile, soprattutto se si considera che la stragrande maggioranza di essi non riguarda denaro derivante dal crimine organizzato e, perciò, da gravi reati quali quelli del narcotraffico, dell'usura, del racket delle estorsioni, della tratta di esseri umani, ma da fatti di scarso allarme e danno sociale, quali quelli relativi al cambio delle targhe o del telaio dei veicoli di provenienza illecita.
Il volume si fa, dunque, carico di segnalare le ragioni tecniche per cui l'Italia risulta ancora oggi priva di effettiva tutela penale, rispetto ad un fenomeno che sta stravolgendo e contaminando i presupposti e gli equilibri fisiologici dell'economia di mercato.
Le distorsioni e le disfunzioni recate dall'attuale assetto di disciplina sono causa ed effetto di un'applicazione randomica della fattispecie, con buona pace di garanzie come quella della tutela del legittimo affidamento dei terzi: tra questi vi sono, infatti, gli operatori di banca e di borsa, i professionisti e, in genere, tutti gli obbligati alla cd. "adeguata verifica del cliente". Essi, come in fondo anche il semplice cittadino che acquisti o riceva la res di illecita provenienza, tendono ad essere automaticamente attratti nella sfera di applicazione della norma incriminatrice, in quanto surrettiziamente richiesti di una probatio di innocenza.
La ragione di un simile "stato dell'arte", normativo ed ermeneutico, va ricercata nella genesi stessa della fattispecie. L'art. 648 bis c.p. è stato sviluppato mutuando i tratti essenziali dello schema tipo del delitto di ricettazione (art. 648 c.p.). È mancata ab origine un'esatta identificazione della reale portata del fenomeno riciclaggio, ben lungi dal riguardare la semplice tutela del patrimonio. Simili problematiche non ricorrono in altri Paesi, in particolare di matrice anglosassone, fautori di un ben diverso approccio nello sviluppo degli strumenti di tutela antiriciclaggio. Negli Stati Uniti la fattispecie criminosa è addirittura inquadrata nel contesto della cd. "War on drugs".
Il fine ultimo del libro è, pertanto, quello di offrire suggerimenti per un'impostazione ermeneutica più consona della norma incriminatrice ed anche di fornire gli strumenti per la definizione di una disciplina penale che risulti più chiara, più equilibrata e più efficace, segnatamente nell'ottica della integrazione transnazionale.


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