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Richard Wagner. L'Olandese Volante

Richard Wagner. L'Olandese Volante

Regia di Brian Large, Harry Kupfer


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5.0Il ritratto, 02-12-2010
di S. Calzi - leggi tutte le sue recensioni

«La filanda fiorisce al passaggio di Senta nell'allestimento di Kupfer per il Vascello Fantasma nel 1985 a Bayreuth. Ma chi è questa Senta? Nell'Ouverture il ritratto dell'Olandese cade e viene convulsamente raccolto dalla donna che se lo stringe al seno. Per tutta la rappresentazione Senta rimarrà statuaria nell'atto del raccoglimento del ritratto mentre colei che nella scena si muove è altro, un risvegliato altro. L'opera inizia e termina con la caduta del ritratto ed il pietrificarsi della donna. La vicenda seguente è snaturata. Lo stesso Olandese è un volgare mercante identico al padre. Formidabile intuizione: la prora del vascello sono le mani giunte di Senta. L'Olandese è dannato a giungere in terre lontane per poi dovere in terre lontane ritornare. Leggerlo in chiave di sofferto cinismo e addolorata crudeltà è isolarlo romanticamente, farne eroe tragico. Collocarlo in vaghi baluginii nordici o pensarlo strindberghianamente è relegarlo in aorgiche nature matrigne o mere psicopatie dell'eros. E considerare Wagner ancora dentro Schopenhauer. Perché l'Olandese deve ritornare al mare se non trova una donna che gli sia fedele fino alla morte e dunque nella morte? Perché Tristan consacra l'amore per Isolde cercando la morte e il suo sangue scorre gioioso incontro alla morte? Tutti costoro sono annunciatori del ritorno. Sono maledetti annunciatori del ritorno. Ma cosa ritorna il mare, la morte, il ritorno? Ritorna la redenzione dalla colpa nella perdita dell'infanzia che è non-parola nella parola e qui stato prelinguistico nel linguaggio. Ritorna il desiderio che è ricordo della prima gioia. Elsa incontra e ama Lohengrin prima di incontrarlo, nel sogno. Senta incontra e ama l'Olandese prima di incontrarlo, nel ritratto. Eterni fanciulli lasciano ciò che hanno appreso e portano con sé solo ciò che non hanno appreso. Possedibile è solo il perduto e il non avuto. Ogni desiderio è nostalgia dell'infanzia dell'anima. Nell'infanzia dell'anima. »

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