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Riccardo III

Riccardo III

di William Shakespeare

4.5

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 Questo prodotto appartiene alla promozione  Einaudi
Uno dei capolavori teatrali di tutti i tempi. Il gobbo, sciancato Riccardo, duca di Gloucester, per ottenere la corona è disposto a tutto. A perfide macchinazioni, misfatti e persino a uccidere il proprio fratello. Ma una volta conquistato, il potere va mantenuto, e ai primi crimini se ne devono sommare altri. Finché proprio chi li ha compiuti non ne diventa la vittima. La tragedia di Richard III, uno dei capolavori teatrali di tutti i tempi, è incentrata su questa potentissima figura di eroe negativo. Un sinistro superuomo rinascimentale malato di egocentrismo e brama di potere. E racconta l'orrore senza tempo della crudeltà e la fascinazione perversa del sangue. La tragedia, a cura di Paolo Bertinetti, viene qui presentata con testo a fronte nella traduzione di Patrizia Valduga e con il puntuale corredo di note di Mariangela Mosca Bonsignore.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.3 di 5 su 3 recensioni)

3.0Riccardo III, 29-03-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Duca di Gloucester prima, incoronato Riccardo III poi, il suo destino era stato delineato fin dall'Enrico IV. In questo dramma storico ci sono molti riferimenti, indubbiamente, alla vita politica inglese dei tempi del conflitto interno detto 'delle Due Rose' , ma anche molta strategia e persino un po' di romanticismo. Un mix di sicuro interesse!
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5.0Riccardo III, 24-07-2011
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Sul giudizio complessivo dell'opera un profano come me fa fatica a esprimersi. Voglio invece sottolineare la bellezza della traduzione della Valduga, fedele alla metrica originale. Man mano che andavo avanti nella lettura sono stata sempre più conquistata da questa versione per il suo specchiarsi nella cadenza, prima e oltre che nelle parole.
Il confronto verso per verso è possibile e pienamente apprezzabile grazie alla presenza dell'originale a fronte.
La attenzione piena di rispetto e di amore per il testo spinge la Valduga a creare a volte dei neologismi, laddove un giro di parole avrebbe alterato il ritmo.
Le note della traduttrice danno conto dei punti più ostici offrendo anche il confronto con le soluzioni usate nelle precedenti versioni.
Un breve esempio di questa simmetria di ritmi, frutto di un prezioso equilibrio nel perseguire un rigore che non vada a scapito dell'armonia.
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5.0Riccardo III, 14-07-2011
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Non che si voglia incensare a tutti i costi un grande come shakespeare. Il problema è che anche nelle sue opere giovanili, come questa (scritta che aveva poco più di vent'anni) , il Bardo sta tre spanne sopra gli altri della sua epoca, e anche sopra a quelli successivi. Se a qualcuno non piace il linguaggio, si chieda: ma è colpa di Shakespeare o non del traduttore? Nell'originale, che certo non è facile, e comunque è inglese del 1590 circa, e che tra le opere shakesperiane è una delle più virtuosistiche dal punto di vista retorico, la lingua è antica, ma non vecchia. C'è una differenza tra le due cose. E a rileggerlo, anche la seconda, la terza, la quinta, la decima volta, ci trovi sempre qualcos'altro, ci trovi sempre di più. E soprattuto, questo è il medioevo dipinto da qualcuno che ne scriveva solo cent'anni dopo...
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