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Il responsabile delle risorse umane. Passione in tre atti

Il responsabile delle risorse umane. Passione in tre atti

di Abraham Yehoshua

4.0

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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Supercoralli
  • Traduttore: Shomroni A.
  • Data di Pubblicazione: ottobre 2004
  • EAN: 9788806170479
  • ISBN: 8806170473
  • Pagine: 258
  • Formato: rilegato
Un terrorista suicida si fa esplodere in un mercato di Gerusalemme. Una donna muore. Era straniera, viveva da sola in una squallida baracca di un quartiere di religiosi. Nessuno va a reclamare il suo cadavere all'obitorio. Eppure la donna aveva ancora formalmente un lavoro, come addetta alle pulizie in un gran panificio della città. Un giornalista senza scrupoli sfrutta il caso per imbastire uno scandalo e denuncia la "mancanza di umanità" dell'azienda che non si è nemmeno accorta dell'assenza della dipendente. Tocca al responsabile delle risorse umane, spedito in missione dall'anziano proprietario del panificio, cercare di rimediare al danno di immagine.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 6 recensioni)

5.0Il viaggio di Julia , 13-05-2014
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Delicatissimo, ma forte al tempo stesso. Tutto ha inizio dall'indifferenza alla morte quotidiana nella Gerusalemme insanguinata da un ennesimo attentato, e la vittima di quell'attentato, povera immigrata senza nome, finisce per essere l'unica persona con un nome proprio nel romanzo, suo vero protagonista positivo, che coinvolge e responsabilizza chi di lei si trova ad occuparsi. Linguaggio ricchissimo. Molto belli i "cori" che accompagnano periodicamente l'azione.
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3.0Mi aspettavo di più, 15-05-2012
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Romanzo particolare, che si sviluppa attorno alla scomparsa di una lavoratrice aziendale dimenticata dai suoi colleghi e al senso di colpa che ne deriva, in particolare dell'addetto alle risorse umane che l'assunse. La trama è ben portata avanti, ma forse un po' troppo prolissa in alcune parti. Un romanzo che non è da tre stelle ma nemmeno da quattro, è il classico caso di voto a metà.
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5.0Il responsabile delle risorse umane, 04-09-2011
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Romanzo emblematico della fulgida scrittura di uno dei più grandi autori del nostro tempo. Un terrorista suicida si fa esplodere in un supermercato di Gerusalemme e da quel momento inizia l'avventura del responsabile delle risorse umane per riportare nella sua terra natia le spoglie di Julia, donna delle puilizie uccisa dall'esplosione. Un viaggio interiore ha inizio nel responsabile delle risorse umane incaricato di riportare la salma ai suoi cari.
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4.0Il responsabile delle risorse umane, 09-08-2011
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Ritorna il tema ricorrente nelle opere di Yehoshua, cioè quello del viaggio, però più interiore che esteriore, il responsabile delle risorse umane (un modo moderno ed altisonante di definire il direttore del personale) di un importante panificio di Gerusalemme si trova tra capo e collo un fastidioso grattacapo, proprio mentre sta per andare a occuparsi di un grattacapo "privato", ovvero la gestione della figlia adolescente e i conseguenti battibecchi con la ex-moglie. Ma l'imprevisto è davvero grave, perché un giornalista "arrembante" accusa la ditta di non essersi nemmeno accorta della sparizione di un'impiegata morta in un attentato suicida, rimasta senza nome e collegata al luogo di lavoro dal tesserino, unico documento che recava con sé. Di fronte all'accusa di crudeltà, il vecchio proprietario incarica il dirigente di risolvere non solo il problema dell'identità della donna, ma soprattutto dell'accusa ingiusta da parte del giornalista.
Julia Regajev, quindi, ebrea slava (russa, si evincerà dal testo) stabilitasi in Israele per cercare di rifarsi una vita economicamente e socialmente, diventa l'ossessione e il tarlo del responsabile, tanto da spingerlo fino ad un paese straniero e freddissimo per riconsegnare la salma in un viaggio che sembra quasi un'espiazione di colpe che nemmeno lui è certo di aver commesso, tranne forse la distrazione e la superficialità nei confronti della donna.
Ho trovato in questo libro dei punti di contatto non solo con Domani nella battaglia pensa a me di Maras e Tutti i nomi di Saramago, ma in buona parte anche con L'attentatrice di Yasmina Khadra, quest'ultimo probabilmente soprattutto a causa dell'ambientazione israeliana in comune e dell'attentato terroristico che dà origine alla "ricerca", qui della vittima e lì del carnefice. Però c'è qualcosa in questo libro che mi lascia un po' fredda, come se Yehoshua abbia voluto mantenersi osservatore troppo distaccato e imparziale; non mi sarebbe dispiaciuto un rilievo maggiore dato all'introspezione della figura del dirigente, che a mio avviso resta vagamente sfumata.
Non sono critiche all'autore ovviamente, solo riflessioni che probabilmente mettono ancora una volta in risalto la mia difficoltà di "sintonizzazione" con gli autori israeliani, di cui riconosco il valore ma che evidentemente continuano a sfuggirmi nella loro essenza più recondita. Dovrò tentare ancora, approfondire, studiare, osservare e addentrarmi un po' di più nel loro mondo. Per fortuna, di scoprire e imparare non si smette mai.
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4.0Il responsabile delle risorse umane, 26-07-2011
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Libro intimista, si potrebbe definire quasi unappendice dell'esistenzialismo dell'autore. Eppure, le parole di Sartre 'non siamo liberi di cessare di essere liberi' potrebbero riassumerlo efficacemente. Ovviamente, quello che c'è in più qui è il confronto crudelissimo fra la Realtà e l'Idea, ovvero fra ciò che Israele è, e ciò che avrebbe dovuto essere. Julia Regajev, infatti, è una donna -non ebrea- che si è lasciata trasportare da un'affezione profonda, da un moto dell'anima, tanto intenso quanto inspiegabile per coloro che l'hanno con indifferenza abbandonata al suo destino.
Ed è per questa via stretta e crudelissima -una via di morte- che il destino individuale diventa poco a poco destino collettivo, estendendosi a macchia d'olio verso tutti coloro che in questa morte si trovano coinvolti. Le responsabilità di ciascuno, allora, emergeranno come i pezzi di un puzzle triste fatto di indifferenza, egoismo, paura, piccole miserie personali. Perchè la società è un immenso gomitolo di lana, e la sorte di un tratto del filo pregiudica lo svolgersi del tutto.
Libro amaro e intenso, sul recupero della vista in una società cieca e indifferente.
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3.0Un autore tutto da scoprire, 20-09-2010
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Il mio primo libro di Yehoshua. Intrigante non solo per la trama originale ma anche per lo stile che caratterizza l'autore.
Soprattutto perchè è questo il momento in cui si deve parlare dei terroristi islamici e delle donne nel mondo arabo. Un perfetto connubio da divorare tutto d'un fiato, io sinceramente l'ho letto in metà mattinata.
Consigliato a chi vuole leggere dignità e compassione negli occhi di uomo ritrovatosi in una situazione spesso imbarazzante per lui.
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