Respiro corto

Respiro corto

4.0

di Massimo Carlotto


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In sintesi

Lo scrittore padovano Massimo Carlotto decide di ambientare in Francia il suo ultimo romanzo, dal titolo Respiro corto. Questa volta il maestro del noir ci porta tra i sordidi vicoli del porto più grande di Francia, a Marsiglia. La città rappresenta la porta d'accesso dell'occidente per chi arriva dal Nord Africa, è un crocevia strategico di affari, un luogo ricco di contraddizioni dove la criminalità spadroneggia e dove la politica e l'economia si mescolano con le mafie. Qui il destino di quattro individui, molto diversi tra loro, è destinato ad incrociarsi. Le quattro persone sono un mafioso di San Pietroburgo, un criminale paraguayano di Ciudad del Este, un giovane aristocratico proveniente da Alang e un truffatore di New York. Contemporaneamente il commissario della narcotici Bernadette Bourdet è determinata a combattere la criminalità, con ogni mezzo a sua disposizione. Per raggiungere il suo scopo comanda una squadra composta da agenti che sono stati cacciati da altri commissariati. Il suo modo di agire va contro le regole, ma i superiori lasciano correre, perchè i suoi metodi, pur non essendo legali, risultano efficaci. Bernadette è amica di un anziano boss della mala corsa, con il quale condivide l'opinione che la Marsiglia di una volta fosse un posto migliore in cui vivere. Respiro corto, di Massimo Carlotto, è un romanzo ad alta tensione che trascina il lettore in una vicenda criminale dagli esiti imprevedibili.

Note sull'autore

Massimo Carlotto è nato a Padova il 22 luglio del 1956. La sua vita viene sconvolta da un evento tragico. Era il 1976 e lui era uno studente universitario. Una sera, tornando a casa, sente delle urla provenire dall’edificio dove abita sua sorella. Trova aperta la porta d’ingresso di uno degli appartamenti, entra per controllare cosa è successo e rinviene il cadavere di Margherita Magello, una giovane di venticinque anni uccisa da 59 coltellate. In un primo momento fugge, spaventato, e poi si reca volontariamente a testimoniare. La polizia però lo accusa dell’omicidio. Nonostante la Corte d’Assise di Padova lo avesse assolto per insufficienza di prove, la Corte d’Assise d’appello di Venezia lo condanna a 18 anni di reclusione, pena che nel 1982 viene confermata anche dalla Corte di Cassazione. Dopo il processo d’appello decide di fuggire, dandosi alla latitanza all’estero. Si reca prima in Francia e poi in Messico. La sua latitanza dura tre anni, nel 1985 viene arrestato dalla polizia messicana e rimpatriato in Italia. Al momento del rientro in Italia, nasce il Comitato Internazionale Giustizia per Massimo Carlotto, che si muove per sensibilizzare l’opinione pubblica e per richiedere la revisione del processo. Alla campagna di informazione aderiscono anche autorità e intellettuali, tra cui lo scrittore Jorge Amado, che nel 1986 lancia un appello dalle pagine di Le Monde. Intanto Massimo Carlotto, in carcere, si dedica alla scrittura, anche per cercare di superare il trauma della vicenda in cui è stato coinvolto. In carcere inoltre si ammala, accendendo nuovamente le proteste dell’opinione pubblica che continua a muoversi per la sua scarcerazione. Nel 1989 la scoperta di nuove prove determina la revisione del processo, dopo numerose peripezie burocratiche e legali, nel 1993 il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro concede la grazia a Carlotto. Una volta ottenuta la libertà, Massimo Carlotto si dedica alla scrittura. Il suo primo romanzo, del 1995, si intitola “Il fuggiasco”, un’autobiografia romanzata sulla sua latitanza. A questa prima opera ne sono seguite molte altre, spesso di genere noir, alcune delle quali sono state trasposte sullo schermo. Attualmente Massimo Carlotto vive e lavora a Flumini di Quartu Sant'Elena, in Sardegna.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 3 recensioni)

4.0Notevole, 27-04-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 5
di D. Casella - leggi tutte le sue recensioni
Lo stile di Massimo Carlotto è sempre stato spiccio e diretto senza farsi remora alcuna di usare un linguaggio particolare che ben si adatti alla vicenda narrata. Questa sua ultima fatica ne è la conferma e a mio modestissimo giudizio, ha firmato probabilmente la sua migliore opera fin qui pubblicata.
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4.0Bellissimo, 20-04-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 11
di L. Camuti - leggi tutte le sue recensioni
Massimo Carlotto ha lasciato la EO, che aveva pubblicato tutti i suoi precedenti romanzi, per approdare alla ben più prestigiosa Einaudi che pubblica questa ultima sua fatica. Inutile dire che Carlotto ha fatto di nuovo centro regalandoci un thriller al cardiopalma che si legge tutto d'un fiato.
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4.0Coinvolgente, 19-04-2012, ritenuta utile da 1 utente su 2
di R. Fazio - leggi tutte le sue recensioni
Molto intrigante e appassionate la storia di quattro destini "criminali" che si incrociano e che incontrano nella loro strada un unico tutore della legge.
Lui nonostante abbia organizzato una squadra di ultimi e agento ai limiti delle regole delle forze dell'ordine viene lasciato libero dai superiori perche i suoi metodi funzionano.
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