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Sulle regole

Sulle regole

di Gherardo Colombo


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Nell'amministrare la giustizia conta la legge scritta. Se facessimo delle deroghe al codice, non saremmo ingiusti? Diciamo che la giustizia deve essere uguale per tutti, ma forse non abbiamo mai riflettuto sul significato di questo principio: la legge per essere giusta deve essere applicata senza eccezioni. Ma la legge scritta dai parlamenti può contemplare ogni singolo caso umano? La legge è una macchina impersonale, che non guarda in faccia a nessuno. Eppure, per altro verso, proprio il fatto che la legge non guarda in faccia a nessuno, ci protegge dai soprusi dei potenti. La bilancia, come immagine della giustizia, rappresenta proprio questo: gli uomini sono tutti uguali di fronte alla legge. La mia convinzione profonda è che in uno stato di diritto e in uno stato in cui tutti partecipano, anche se indirettamente, alla gestione della cosa pubblica e in cui esistono delle strade per modificare le regole che si ritengono ingiuste, le regole esistenti vanno osservate e basta. Ma è anche necessario fare una specie di gerarchia delle regole, perché ci sono delle regole che hanno un rilievo particolarissimo, un rilievo eccezionale per la convivenza e ci sono altre regole che invece hanno un rilievo molto più limitato.

Note su Gherardo Colombo

Gherardo Colombo è nato a Briosco, un comune della provincia di Monza e Brianza, il 23 giugno del 1946. Dopo aver conseguito il diploma di maturità presso il liceo classico, prosegue gli studi a Milano, dove si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica. Consegue la laurea in giurisprudenza nel 1969 e nel 1974, dopo un periodo in qualità di supervisore della RAS, entra in magistratura. Fino al 1979 è giudice nelle udienze della VII sezione penale della Corte di Milano. Dal 1978 al 1989 lavora come giudice per le indagini preliminari e negli ultimi due anni in cui ha ricoperto tale incarico, entra a fare parte della commissione che esamina i materiale relativi a processi importanti contro il crimine organizzato. Per tre anni, dal 1987 al 1990, è stato osservatore per la cooperazione internazionale nella ricerca e nella confisca dei profitti illeciti. Dal 1989 al 1992 si concentra su incarichi per la lotta al terrorismo e alla mafia, divenendo consulente per la Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e per la Commissione parlamentare d'inchiesta sulla mafia. Dal 1989 è pubblico ministero presso la Procura della Repubblica di Milano. Consigliere presso la Corte di Cassazione dal 2005, ha deciso di ritirarsi dal servizio nel 2007, dopo aver fornito un importante contributo a inchieste storiche, tra cui quella che ha portato alla scoperta della Loggia P2 e Mani Pulite. Gherardo Colombo, dopo aver lasciato la magistratura, si è impegnato nell’educazione alla legalità, tenendo incontri con gli studenti e scrivendo numerosi saggi. Dal 2009 Gherardo Colombo è presidente di Garzanti libri e nel 2012 viene eletto nel consiglio di amministrazione della Rai.

Voto medio del prodotto:  3.5 (3.7 di 5 su 3 recensioni)

4.0-Regole e democrazia, 30-03-2012
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Colombo, Pubblico ministero noto soprattutto per Mani pulite, pubblica nel duemilaeotto questo interessante saggio dove focalizza i concetti di giustizia e legge e dove approfondisce le principali differenze tra una società verticale e di una società orizzontale. Una proposta di meditazione rivolta a tutti i cittadini per arrivare a un nuovo orizzonte di celebrazione democratica della vita pubblica, puntando il dito sui diritti ma soprattutto i doveri di tutti nei riguardi della società.
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3.0Da leggere se si è attratti dall'argomento, 26-03-2012
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Più che essere una riflessione sulla giustizia, il libello di Colombo traccia un progetto politico che si fonda sulla distinzione fra due modelli di società: la società verticale e la società orizzontale. Una proposta di riflessione rivolta a tutti i cittadini per giungere a un nuovo orizzonte di partecipazione democratica alla vita pubblica, sottolineando i diritti ma soprattutto i doveri di tutti nei confronti della società. Il testo scorre veloce anche se in alcuni punti si fa un po' fatica a capire dove vuole andare a parare.
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4.0Il vademecum del perfetto cittadino, 07-03-2012
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Gherardo Colombo, grande professionista della Giustizia italiana, spiega al pubblico dei non professionisti cosa voglia dire lavorare nella giustizia, quali siano i suoi valori fondanti e cosa significhi avere delle regole alle quali guardare.
Un saggio che è una serie di importanti riflessioni sulla politica, la Giustizia, la società, le regole, la cultura e la Democrazia, alla quale l'autore di questo libro non vuole certo rinunciare.
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