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Tutte le recensioni di P. Ardino

Il mio nome è RossoIl mio nome è Rosso
di Orhan Pamuk - Einaudi
  • Prezzo: € 13.50
  • Nostro prezzo: € 11.48
  • Risparmi: € 2.02 (15%)
3.0
Il mio nome è Rosso, 05-08-2011
«Scritto splendidamente, non c'è dubbio. In alcuni tratti mi ha ricordato l'ultimo Nabokov, non pensavo ci fossero tutti questi aggettivi, al mondo. Poi c'e' anche la storia d'amore, c'e' un po' di thriller, ci sono queste donne (che tra Esther e Sekure non so chi mi stava piu' simpatica), poi queste apparizioni fugaci (Io sono questo, Io sono quello...) che senti parlare una volta poi non le si rivede piu'. Proprio strutturato bene, con grande intelligenza e cultura. E' peso, ma non perche' è lungo, prolisso, e immobile.
Per me è proprio l'argomento che è faticoso, è piu' un saggio che un romanzo, quando smettevano di parlare delle miniature e tornavano a fare discorsi normali tiravo il fiato. Solo che di discorsi normali non ce n'e' poi cosi' tanti... »

Cristiani di AllahCristiani di Allah
di Massimo Carlotto - E/O
  • Prezzo: € 8.00
4.0
Cristiani di Allah, 04-08-2011
«Carlotto qui si cimenta con un giallo che potremmo definire meta-storico, la storia dei corsari di Algeri (mi raccomando non pirati) , del loro essere stati cristiani, per poi passare all'islam (e si vedrà perché) . Operazione complessa, legata anche alla produzione di un CD con alcuni brani degni, come a fare una colonna sonora epica e d'epoca al racconto. All'inizio avevo pensato quasi ad un saggio, ma non lo è, anche se ben documenta un andamento storico ben preciso. La vita di Algeri, nell'attimo d'apice della sottomissione dell'islam ai turchi dominatori. L'utilizzo quindi di corsari (guerriglieri marini ante litteram) che rifornivano le casse dell'impero con le loro imprese (come detto non pirati che pensavano solo al proprio tornaconto personale) . E bella ed intrigante la storia degli omosessuali che per nascondersi (o per manifestarsi in modo diverso) trovano il loro mondo rinnegando quello di nascita e trovandosi a vivere sotto le ali di Allah. Storia complessa, di piccoli intrighi, di sguardi, ma anche di bravate mache, e di amore, grande e profondo. Come quello dell'albanese Reduane con il germanico Othmane. Un po' debole la parte finale, con il canto della donna che viene a lenire il dolore, ma che, per la sua bellezza (di canto) non potrà fare altro che ricordare per sempre quel dolore. Bell'operazione nel complesso, anche se, ma forse mi ripeto, io preferisco sempre il Carlotto dell'Alligatore. »

Il libraio di KabulIl libraio di Kabul
di Åsne Seierstad - BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
  • Prezzo: € 9.90
  • Nostro prezzo: € 9.40
  • Risparmi: € 0.50 (5%)
4.0
Il libraio di Kabul, 04-08-2011
«Un norvegese, scandinavo doc, che parla con perizia della vita in Afghanistan dopo la guerra del 2001. O troppo indulgente o troppo aliena. Qui invece, usando un buon mestiere di scrittura la Seierstad riesce a portarti nell'universo afghano ed a fartelo sentire. Con tutte le sue contraddizioni. Si entra con facilità nel mondo del libraio Sultan Khan, passando man mano dalle prime pagine di ammirazione alle ultime di rabbia impotente. La sua scrittura ci fa facilmente entrare (con tutte le mediazioni di un occhio occidentale) all'interno di un non facilmente decrittabile mondo. Dove valori e concetti che lo governano per noi risultano altri, inconcepibili, in una parola, alieni. Belli i momenti dove si sente con mano il sorgere del conflitto tra l'occidentalizzazione e l'Islam tradizione. L'interessante è tra l'altro vedere come il non schierato intellettuale Sultan Khan, che ha molto sofferto sotto i regimi precedenti la liberazione, non è poi così differente da tutti gli altri afghani, in particolare nel modo vetero-islamico di trattare la donna. Un pensiero finale: com'è difficile essere coerenti quando, liberati dalle costrizioni, possiamo scegliere. »

Silenzi vietatiSilenzi vietati
di Francesco Ceccamea - Avagliano
  • Prezzo: € 13.00
3.0
Silenzi vietati, 04-08-2011
«Si lascia leggere, tuttavia alla fine sa molto di capolavoro incompiuto. La storia della propria vita, quella del buon Francesco, raccontato attraverso un racconto che una volta sarebbe stato epistolare, ma che ora si svolge sul filo della posta elettronica. Con questo racconto a senso unico, di cui vediamo il lato Francesco ed intuiamo il lato della vita vera. Vita di un aspirante scrittore, che intanto fa il segretario in uno studio di analisi chimiche dopo aver fatto mille mestieri, compreso il becchino. E lo seguiamo nella sua paranoia nei rapporti con gli altri, e soprattutto con l'altro sesso, amato-odiato. Nella costruzione del suo mondo familiare, soprattutto verso l'amata madre. Bello il sottofinale dove sottopone i suoi genitori ad un'intervista incrociata, da dove ne emergono in filigrana le bontà e le malvagità. Ben reso anche il rapporto con lo psicologo, anche se questi sembra un po' troppo interventista. Invece di ascoltare e rimandare, propone e costruisce. Non sappiamo (almeno per ora) come andrà questa costruzione, se riuscirà a dichiararsi alla ragazza già fidanzata. Né sappiamo altro del suo rapporto con il ricevente delle mail, il Massimo Onofri, mentore del ragazzo ai tempi del liceo. Alla fine, come rivelato all'inizio, qualcosa non viene dipanata dal trentenne Francesco, ma la lettura è scorrevole, si arriva verso la fine senza troppa stanchezza. Cosa non da poco di questi tempi. »

Gli anelli di SaturnoGli anelli di Saturno
di Winfried G. Sebald - Adelphi
  • Prezzo: € 20.00
  • Nostro prezzo: € 19.00
  • Risparmi: € 1.00 (5%)
5.0
Gli anelli di Saturno, 04-08-2011
«E' straordinario come Sebald sappia variare così repentinamente i temi dei suoi libri. Da una riflessione banale su di un canneto arriviamo alla vita di Conrad, ai massacri cinesi, alle rovine di possidenti inglesi, alla letteratura piu' alta. Con un tono che raramente ho sentito più gentile, e colto, e raffinato, conduce in una avventura peripatetica che potrebbe durare giorni e giorni senza provare fatica. In mezzo a questo, il senso della naturale distruzione dell'umanità, che non potrebbe essere più lieve ed ovvio. Sopra tutto, una intelligenza inquieta e profonda, con una capacità didattica unica. »

Treno 8017Treno 8017
di Alessandro Perissinotto - Sellerio Editore Palermo
  • Prezzo: € 11.00
  • Nostro prezzo: € 10.45
  • Risparmi: € 0.55 (5%)
4.0
Treno 8017, 04-08-2011
, ritenuta utile da 1 utente su 1
«Gli do il massimo dei voti, anche se a mio avviso si poteva fare un finale più unito al resto della trama. Ma prima di arrivare alla fine, un bell'affresco dell'Italia del dopo-guerra. Con tutti quelli che alla fine si trovano emarginati, solo per essere stati modestamente uguali a sé stessi. Una bella tirata contro l'arroganza e l'arrivismo, e ci sta tutta. La storia è un po' un pretesto, si dipana a mo' di giallo, ma senza che ci sia molto da indagare (o meglio, ci sarebbe, ma è abbastanza scontato il lato poliziesco, anche se intrigante). Il bello è camminare per questa Italia in ricostruzione, sui treni di terza classe per Usmate (ci sarà ancora la stazione? E siamo sempre nell'ate dell'altro romanzo). La Napoli del sottosuolo, e poi si torna sempre lì, nella Bergamo dell'autore (mi sa che ci si dovrà andare, prima o poi). D'affetto il mio rapporto con il protagonista Adelmo (avendo una nonna di nome Adelma, si capisce), proprio perché normale. Accetta quello che viene, disposto a non essere, piuttosto che piegarsi a mostrare. Così come non si piega Irene. Due non colpevoli, anche se non innocenti. Ma tra i due termini ci corre tanta storia. Così come sfioriamo la storia che succede nell'Italia del '43, tra una guerra che c'è ed una miseria quotidiana con cui fare sempre i conti. Il libro ripercorre romanzato la strage di Balvano, ma per parlare d'altro (in fondo quella sempre esserci stata più per incuria che per altro). Ecco, la fine si diceva è un po' di fretta. Il colpevole c'è, si vede e tutta la vicenda arriva al suo nocciolo, ma mentre si stava bene sulle littorine, alla fine sembra di salire su un Freccia Rossa Alta Velocità. Forse, meglio i vecchi vagoni con i sedili in legno. »

Una piccola storia ignobileUna piccola storia ignobile
di Alessandro Perissinotto - BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
  • Prezzo: € 9.00
  • Nostro prezzo: € 8.55
  • Risparmi: € 0.45 (5%)
4.0
Una piccola storia ignobile, 04-08-2011
«Considerate le mie ultime pessime esperienze con i giallisti italiani, qui siamo una spanna sopra la media. La scrittura è scorrevole, mi ha fatto appassionare alla vita di Anna Pavesi, psicologa disoccupata che per caso si trova a fare il detective. Inserita a forza nella ricerca di un cadavere sparito, per poi a poco a poco anche in modo ingenuo da non investigatrice, trovare cosa si cela dietro tutto questo velo. Passando di paure in delusioni, di gioie in momenti di serenità, per sbando lare la matassa di una piccola storia ignobile. Ma qui non c'entra la gucciniana memoria, se non perché la storia è piccola e coinvolge la gente normale di quei paesi dell'ate milanese (Lambrate, Vimercate, Novedrate, e via dicendo) . Passando per alcune descrizioni di Bergamo che mi fanno domandare se forse non vada la pena di vederla, anche questa strana città del mio amico Federico. Alla fine forse la storia in sé si regge poco, anzi risulta un po' scontata, ma la psicologa mi piace, mi piace la sua gatta, ed il suo ritrovarsi con uomini a condividere brandelli di felicità. In fondo sempre lì si finisce. Siamo soli, e forse va bene così. Ma è bello riuscire a condividere alcuni momenti della propria vita. Così come diceva il mio amato Maalouf, per fare dei tratti di strada in comune. Non si sa da dove si viene né dove si va. Ma lì (o qui) è bello stare. Anche se può riaprire antiche ferite. Come il far di nuovo l'amore con una persona che ci si è lasciata alle spalle, capendo che in quel momento si può stare bene. Ma capendo anche che è proprio alle spalle, che non farà più parte del nostro progetto. E se ci si è lasciati, non è stato un capriccio, ma una conseguenza del nostro essere. Mi sa che devo trovarne altri di libri di Perissinotto.
"ti trovi in una situazione che sembra per forza portare al sesso. Sei lontano da casa e nasce una complicità, un desiderio reciproco al quale non puoi resistere; anche se lo sai che il giorno dopo non rimarrà più nulla. Anzi, lo fai proprio perché sei sicuro che non resteranno strascichi. " »

Mal di pietreMal di pietre
di Milena Agus - Nottetempo
  • Prezzo: € 13.00
4.0
Mal di pietre, 04-08-2011
«Sì, mi sento di consigliarlo, anche se è un po' un giallo sui generis non adatto a tutti i palati. Delicato, dolente, triste ma non cupo. Al fondo, anche allegro. Storia di gente sarda, ma soprattutto della nonna, fuori dai canoni del suo mondo, avanti tanto che l'unica giustificazione alle sue stravaganze è la pazzia, anche se una pazzia buona. Ma che la porterà a far contento il nonno, a far nascere il padre anche se ha i calcoli ai reni (il mal di pietre), ad allevare una nipote stravagante come lei. In fondo la bellezza è che nessuno è poi come ce lo aspettiamo. In bene? In peggio? In fondo non è questo il problema. Il problema è l'accettazione, il rispetto verso l'altro. Cosa che nessuna ha mai fatto "bene" per tutte le 100 pagine del romanzetto. Ma che la Nonna aveva radicato nel profondo dei suoi capelli neri, delle sue tette morbide, dei quadernetti dove scriveva della sua vita e delle cose della sua testa. Tanto da chiedersi (chiederci) poi: verità? Finzione? Ma importa davvero se si vivono dei sentimenti forti e belli? Mi piacciono questi bozzetti cagliaritani e la lievità con cui la Agus ci passa sopra. A volte vien voglia di urlare "stai attenta! Non è così che si fa". Ma anche ci viene di star zitti a guardare le cose che accadono, cercando di capire cosa ci accade a noi. »

Venuto al mondoVenuto al mondo
di Margaret Mazzantini - Mondadori
  • Prezzo: € 14.00
  • Nostro prezzo: € 11.90
  • Risparmi: € 2.10 (15%)
5.0
Venuto al mondo, 04-08-2011
, ritenuta utile da 1 utente su 1
«Cercate qualcosa di commovente, ma che non sia il solito feuilleton scipito? La Mazzantini al meglio riesce ad inzeppare in queste cinquecento pagine tutti i migliori motivi per far uscire le lacrime. Rapporto con i figli, rapporti con i padri, l'amore, il dolore della (mancata) maternità, l'invecchiamento, il darwinismo, fino alla guerra, lo stupro, la morte. Penso che abbia lasciato fuori solo l'incesto e la pedofilia. Innegabile che sappia scrivere e che tenga intorno alla pagina senza mollarti. Però rimane un che di "artificioso". Si sente già il film che ne farà Castellitto. Ed io mi domando cosa mi vuole dire? Certo la bellezza di certe scritture è anche la libertà di coglierne i tuoi frutti, senza essere "imbeccato". Io qui ne ho presi un paio: quando è che si è innamorati? Cosa influisce sulla nostra crescita, l'ambiente o il dna? Domande forti, su cui aprire dibattiti. La seconda mi è discretamente chiara (almeno mi è chiara la mia risposta) . Un ambiente pacato porta ad una crescita personale che prescinde da qualsiasi dna sepolto. Mentre lì dove vedo conflitti, sento le persone ritirarsi, e vedo rinascere quello che chiamerei bisogno atavico di sicurezza, questo si scolpito nella nostra memoria ancestrale. E l'amore? Ah, questo invece rimane aperto. Qui la Mazzantini lo mescola con il sentimento femminile del bisogno della maternità, sentimento che per questioni genetiche non riesco a comprendere (con la testa sì, ma non con il corpo). E forse Diego decide di lasciarsi andare proprio per amore, e non per la sua mancanza come pensa Gemma. Quando ti trovi di fronte ad un bivio, è facile decidere? Bisogna fare un cammino dentro di sé che non sarà mai semplice. Ritornano sempre le velate parole di mio padre, tanti rimorsi e pochi rimpianti. Ma sarà mai facile? E Giuliano è solo un conforto, un ripiego, o c'è qualcosa in più che neanche Gemma comprende sino in fondo. Allegorie, tante allegorie. Per finire con un altro filone sotterraneo, su quella guerra per Sarajevo che io non ho mai capito bene come sia nata. Qui c'è, è un dato quasi scontato, ce lo si domanda, ma con molta lontananza. Certo non è un saggio, ma rimane un ferro rovente che si è voluto rigirare nella piaga senza capire il perché. Insomma, tanta carne al fuoco, tante domande (e non affrontiamo il rapporto con i genitori, che sarebbe altro terreno fertile), ed in fondo nessuna risposta, se non che ad immaginare il peggio, si fa sempre bene. Alla fine, ci ho messo comunque due giorni per riprendermi da tutto quello che mi ha buttato addosso. Datemi una cioccolata (anche calda nonostante l'estate), se no non sopravvivo.
"perché nella vita capita di rinunciare alle persone migliori a favore di altre che non ci interessano, che non ci fanno del bene, semplicemente ci capitano tra i passi, ci corrompono con le loro menzogne, ci abituano a diventare conigli? "
"'voglio un figlio con questi piedi qui' che cosa hanno di bello questi piedi? 'sono i suoi' " »

Il giorno prima della felicitàIl giorno prima della felicità
di Erri De Luca - Feltrinelli
  • Prezzo: € 13.00
  • Nostro prezzo: € 12.35
  • Risparmi: € 0.65 (5%)
4.0
Il giorno prima della felicità, 04-08-2011
«Il problema con De luca è che negli ultimi suoi lavori tira una brutta aria di ripetizione, qui c'è un miscuglio tra Montedidio e Tre cavalli. Ovviamente c'è Napoli, in tutto il suo essere partecipe della vita quotidiana. Un po' trama a tesi (il ragazzo orfano cresciuto non si sa da chi, il portinaio orfano che lo adotta moralmente) . Poi c'è il clima della fine della guerra. Saltando all'oggi del ragazzo (che pur sempre si colloca una trentina di anni fa), con il suo ricordo-presenza di un amore, di una ragazza amata "sin dal primo sguardo". E quella luce negli occhi e nell'essere che viene quando si sa che arriverà qualcosa di buono, quell'estasi appunto del giorno prima della felicità, sia essa l'amore, sia essa la liberazione. Che a volte riempie più della felicità stessa. Ripeto, però, che sembra riscrivere pezzi di altre storie. Da Montedidio viene tutta la fisicità della città, tutta la solitudine di un ragazzo in questo mondo "brutto e alieno". Da Tre cavalli il senso di un amore più grande di tutto il resto. Tra l'altro toccando quella corda di un amore pieno, sentito, ma dove si ha "paura" dell'oggetto amato. Perché irraggiungibile? Perché non ne siamo all'altezza? Saranno tante le domande e forse nessuna la risposta. Ma anche l'accenno all'America del Sud, non si sa quanto reale o agognata. La scrittura, ora dopo tante prove, si fa più docile all'ascolto. Ci si lascia guidare e non si viene fermati dalle asperità che un po' troppo riempivano le prime prove. Ora è un compiuto scrittore. Certo, qui in una prova che non è il massimo per me, che non mi lascia senza fiato come altre letture di questo periodo. Ma va bene anche così. Ci vuole tanto per riempire il nostro mondo. E De Luca ne tratteggia pezzi che non mi dispiacciono. »


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