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Tutte le recensioni di G. Sherwood

Un gioco da bambiniUn gioco da bambini
di James G. Ballard - Feltrinelli
  • Prezzo: € 7.00
  • Nostro prezzo: € 5.60
  • Risparmi: € 1.40 (20%)
5.0
I bambini ci guardano, 11-05-2011
, ritenuta utile da 1 utente su 2
«Secondo James Graham Ballard (1930-2009), lo strato di discutibile civiltà spalmato su di noi dalla onnipresenza dei media non è più spesso di un micron e basta pochissimo a far riemergere l'antropoide assetato di sangue. Il racconto lungo "Un gioco da bambini" ("Running wild", 1988) inizia dalla pagina del diario del dottor Greville, consulente psichiatrico della polizia, datata 28 agosto 1988. L'uomo è ancora confuso per i tragici fatti accaduti due mesi prima a Pangbourne, un complesso residenziale di Londra lussuoso ed esclusivo: i 32 abitanti, tutti adulti, sono stati massacrati e i loro 13 figli sono spariti. Nell'ultimo capitolo, datato 8 dicembre 1993, Greville, che della vicenda ha capito tutto, a differenza degli inquirenti, tira sconsolate conclusioni: la mania di controllo e di separatezza, l'ossessione di escludere da Pangbourne persino il concetto di sporcizia e disordine ha dato origine a un mostro inarrestabile. Il tutto narrato dall'affascinante penna controllata e tersa di Ballard. »

A History of ViolenceA History of Violence
Regia di David Cronenberg - Rai Cinema - 01 Distribution
  • Prezzo: € 9.99
  • Nostro prezzo: € 8.90
  • Risparmi: € 1.09 (11%)
5.0
Violenza rivelatrice , 11-05-2011
, ritenuta utile da 2 utenti su 3
«La mania Usa di ricavare film da fumetti per ovviare alla mancanza di idee degli sceneggiatori non sempre viene per nuocere, come attesta "History of violence" diretto nel 2005 da David Cronemberg. Il tranquillo barista Tom Stall, da vent'anni stimato cittadino di un paesotto dell'Indiana nasconde un passato terribile. Quando uccide per legittima difesa ma con insolita perizia due criminali diventa l'eroe del giorno e le televisioni si occupano di lui, attirando così l'attenzione di qualcuno che non si è dimenticato di quando Stall si chiamava Joey Cusack. Quanto ne consegue va ben oltre le regole del noir. Perché il problema di StallCusack non è solo difendere se stesso e la famiglia da nemici spietati, ma anche governare la violenza che, promanando da lui, contamina ciò che lo circonda. Ottimamente recitato da Viggo Mortensen in continua ascesa attoriale dopo l'exploit del "Signore degli anelli" e da Maria Bello, perfetta nel rendere l'attrazionerepulsione che su di lei esercita la mutata figura del marito e da caratteristi di lusso quali il sempre immenso Ed Harris e William Hurt, il film vale anche come metafora di una nazione nata dalla violenza e da essa irrimediabilmente segnata. O come riflessione sugli umani che, per quanto normalizzati dalla civiltà possano sembrare, alla minima occasione sono pronti a farsi a pezzi. Ma molti sono i temi e le riflessioni che il film suggerisce. Il tutto scandito da una regia curatissima. Capolavoro senza né ma né se. »

I figli degli uomini (Blu-ray)I figli degli uomini (Blu-ray)
Regia di Alfonso Cuaron - Universal Pictures
  • Prezzo: € 14.99
  • Nostro prezzo: € 12.90
  • Risparmi: € 2.09 (14%)
5.0
Un futuro arido, 11-05-2011
«Uno dei migliori e più sottovalutati film di fantascienza di inizio millennio. Uno dei meno irrealistici, anche. Tratto da un romanzo di P. D. James (ma sembra scritto da Wyndham o Ballard) "I figli degli uomini" ("Children of men", 2006) è una cupa distopia ambientata nell'Inghilterra del 2027, divenuta uno stato totalitario fascista. Regnano miseria e ingiustizia e i profughi di colore vengono braccati e rinchiusi in centri di detenzione. Ma è la condizione disperata di tutto il pianeta. Aggravata dal fatto che da vent'anni non nascono più bambini. Il protagonista (un efficiente Clive Owen) riceve l'incarico di scortare una giovane africana rimasta incinta un miracolo, date le circostanze sino all'approdo di un nave che la porterà in una zona libera nelle Azzorre. Sarà un viaggio denso di pericoli e lutti. Il regista Alfonso Cuaròn ha detto di aver voluto fare un film che rispecchiasse le infamie della realtà odierna (com'è della migliore fantascienza) . Se la metafora non è particolarmente originale, resta indiscutibile la qualità della messa in scena. In particolare, gli ultimi minuti, tutti in piano sequenza con la telecamera a mano, lasciano a bocca aperta. »

La sparatoriaLa sparatoria
Regia di Monte Hellman - Koch Media
  • Prezzo: € 9.99
4.0
Pistole e misteri, 10-05-2011
«Strano oggetto questo "La sparatoria" ("The shooting", 1966) a partire dalla genesi. Girato contemporaneamente a "Le colline blu" ("Ride in the whirlwind") per contenere i costi e coprodotto dal regista Monte Hellman e da Jack Nicholson (che ha anche sceneggiato i due film) si presenta come un western pauperistico, ma narra una vicenda di ingarbugliata oscurità il cui contesto è ininfluente. Inizia con due minatori ingaggiati da una donna perché li aiuti a trovare un uomo (un assassino si capisce poi). Ai tre si unisce un killer, si susseguono vari colpi di scena e il finale, inatteso, lascia alquanto stupiti. La cosa curiosa, però, è che da quello che poteva risultare un insopportabile giochetto sperimentale promana un fascino difficile da spiegare, ma indiscutibile. Merito dei panorami polverosi, delle facce (c'è anche il grande Warren Oates), del regista o del capriccio degli dei? Saperlo! Resta il fatto che il film che negli Usa non ha trovato un distributore, ha raggiunto in breve lo status di cult. E qualunque cosa possa significare la parola cult, è certo che "La sparatoria" merita appieno la definizione. »

L' invasione degli ultracorpiL' invasione degli ultracorpi
Regia di Don Siegel - Cecchi Gori Home Video
  • Prezzo: € 14.99
  • Nostro prezzo: € 12.90
  • Risparmi: € 2.09 (14%)
5.0
Simili agli umani, 10-05-2011
«Tratto da un romanzo di Jack Finney, "L'invasione degli ultracorpi" ("Invasion of the Body Snatchers", 1956) diretto nel 1956 da Don Siegel è, per Goffredo Fofi, forse il miglior film di fantascienza degli anni '50. Anche Siegel lo considerava la sua opera più riuscita. In una tranquilla cittadina della California molte persone si lamentano perché non riconoscono più amici e parenti, che hanno preso a comportarsi stranamente. Come capisce ben presto il dottor Miles Bennel (Kevin McCarthy) non è solo paranoia: si tratta davvero di persone sostituite, è in atto una subdola e genocida invasione aliena attuata per mezzo di enormi baccelli dai quali sorgono copie esatte delle persone da sostituire (gli originali fanno un brutta fine). Mentre il numero degli alieni in fattezze umane aumenta, Bennel cerca invano di contrastare gli extraterrestri. Poi, rimasto l'unico ancora umano, fugge disperato, mentre camion carichi di baccelli sciamano per tutta l'America. Ci sarà un lieto fine, ma talmente casuale e incongruente con la storia (infatti fu imposto dalla produzione), da non cancellare la sensazione di inquietudine che il film trasmette. A disturbare è la descrizione del mutamento della cittadina, solare e felicemente banale come ne abbiamo viste mille nel cinema Usa, in un luogo alieno, per il comportamento legnoso e innaturale dei replicanti. E il fatto che i replicanti assicurino che la loro condizione, simile a quella degli insetti sociali, assicura completa felicità. Potrebbero aver ragione. Metafora di un dubbio esistenziale fondamentale, il film è stato interpretato come parabola sia anticomunista che antimaccartista. Interpretazioni limitate, perché legate a un preciso contesto storico, di un'opera che, anche per la pluralità di spiegazioni possibili, è un capolavoro. Se ne registrano tre remake di valore degradante. »

Il condominioIl condominio
di James G. Ballard - Feltrinelli
  • Prezzo: € 7.50
  • Nostro prezzo: € 6.00
  • Risparmi: € 1.50 (20%)
5.0
Riti tribali sul pianerottolo, 10-05-2011
, ritenuta utile da 1 utente su 2
«James Graham Ballard (1930-2009) era convinto che la valanga mediatica con cui la modernità travolge i singoli, anestetizzasse, senza cancellarla, la vera natura degli umani. Basta isolarci, magari in un ambiente sofisticato e studiato per garantire il massimo confort a chi se lo può permettere, perché anche il più civilizzato degli individui regredisca a uno stato ferino o torni a essere ciò che è sempre, inconsapevolmente, stato. "Il condominio" ("High-Rise", 1975) porta alle estreme conseguenze questo assunto. Si costruisce nel centro di Londra un centro residenziale composto da cinque grattacieli di 40 piani dotati di un numero impressionante di comodità: supermercati, una banca, una palestra, la piscina, scuole, saune, ristoranti. Nel primo a essere abitato, i borghesi upper class che ne occupano le migliaia di appartamenti non hanno la minima idea di ciò che li aspetta. Per la delizia del lettore, ammaliato dallo stile cristallino e lucido di Ballard. »

Il villaggio dei dannatiIl villaggio dei dannati
di John Wyndham - Mondadori
  • Prezzo: € 11.36
4.0
Avventi alieni, 09-05-2011
, ritenuta utile da 2 utenti su 2
«John Wyndham (1903-1969), al secolo John Wyndham Parkes Lucas Beynon Harris, è stato uno dei grandi della fantascienza inglese. Autore di pochi e meditati romanzi, ha saputo quasi sempre colpire nel segno grazie a uno stile colto e a una ispirazione capace di affrontare in modo innovativo i più sfruttati cliché del genere. Prendiamo questo "Il villaggio dei dannati" ("The Midwich Cuckoos", 1957). Che c'è di più banale del tema dell'invasione aliena attuata in modo subdolo? Nulla, diremmo. Ma Wyndham ha un'idea del tutto nuova, che ha fatto giustamente epoca, e la racconta nel migliore dei modi. Non accade mai niente di interessante a Midwich, placido villaggio della Scozia, sinché un bel giorno tutti gli abitanti non cadono a terra addormentati. L'inspiegabile fenomeno dura solo poche ore e lascia gli abitanti sbigottiti e apparentemente incolumi. Almeno gli uomini, perché in breve tutte le donne del villaggio scoprono di essere incinte. Dopo otto mesi nascono bambini dotati di poteri inquietanti e minacciosi. Considerato da subito un classico, il romanzo ha fornito lo spunto per tre film, almeno uno dei quali, "Il villaggio dei dannati" ("The Village of the Damned") diretto nel 1959 da Wolf Rilla, ha ottenuto anch'esso lo status di classico. »

Il risveglio dell'abissoIl risveglio dell'abisso
di John Wyndham - TEA
  • Prezzo: € 5.16
4.0
Non svegliate l'abisso che dorme!, 09-05-2011
, ritenuta utile da 2 utenti su 2
«Ci sono molti modi di sloggiare i legittimi proprietari di un pianeta e la fantascienza li ha esaminati tutti. John Wyndham (1903-1969), uno dei decani della fantascienza inglese, nel 1953 ci propone il suo con "Il risveglio dell'abisso" ("The Kraken Wakes"). Narrato com'è abitudine dello scrittore in prima persona da un testimone dei fatti, racconta del tentativo di impadronirsi della Terra attuato da extraterrestri marini. All'inizio, il mondo assiste perplesso a una strana stagione di stelle cadenti che si inabissano negli oceani. Mesi dopo, iniziano gli attacchi contro navi e località costiere. Ma ci vorrà del tempo prima che l'umanità colga appieno la portata della minaccia. Sebbene meno noto di altri titoli di Wyndham, la qualità della scrittura e la solida costruzione rendono "Il risveglio dell'abisso" un romanzo assolutamente raccomandabile. »

Gli invasori spazialiGli invasori spaziali
Regia di William Cameron Menzies - Eagle Pictures
  • Prezzo: € 10.90
3.0
Il soviet di Marte, 09-05-2011
«Che il cinema sia una potente arma di propaganda lo sapevano tutti i dittatori del XX secolo. Ma anche le democrazie lo hanno usato e lo usano massicciamente per manipolare le menti e creare odi o consenso. A cavallo tra gli anni '40 e '50 del '900, dunque in piena guerra fredda, gli Usa hanno arruolato anche il cinema di fantascienza allora un genere di successo nella crociata contro il comunismo. Oltre agli inevitabili esiti grotteschi, vanno registrati alcuni titoli riusciti in sé, per merito degli autori, che rendono quasi accettabile la rozzezza dell'ideologia. Senz'altro il caso de "Gli invasori spaziali" ("Invaders from Mars", 1953). Pure, la trama non ha in sé nulla di originale. Una notte, una luce cala nei boschi. La vede un bambino dalla sua cameretta. Poi i suoi genitori cambiano carattere, diventando irascibili e violenti. Il bambino nota sulla loro nuca delle cicatrici. Man mano è tutta la città a essere condizionata. Ma il bambino trova finalmente qualcuno che gli crede. Intervento finale dell'esercito. Interessante è notare il motivo dell'intervento degli alieni da Marte: gli umani hanno messo a punto un razzo che minaccia il loro predominio sullo spazio. Ancora più esplicitamente allusiva è la loro società guidata da cervelli che controllano enormi bruti altrimenti inerti: quale migliore metafora dell'Unione Sovietica, avranno pensato gli autori. Eppure, scenografie, inquadrature e Cinecolor conferiscono al film una fascinosa dimensione fiabesca - accentuata dal finale in cui si adombra il sospetto di aver assistito a un sogno del bambino - che lo hanno fatto diventare un cult per gli appassionati. Al punto da generare nel 1986 un remake diretto da Tabe Hooper, quello sì inguardabile. »

Il giorno dei TrifidiIl giorno dei Trifidi
di John Wyndham - Fanucci
  • Prezzo: € 14.00
4.0
Il giorno delle pseudocarote antropofaghe, 09-05-2011
, ritenuta utile da 2 utenti su 2
«La fantascienza inglese è affascinata dal tema delle catastrofi, naturali o provocate dall'uomo che siano. Il filone deriva dal successo riscosso da "Il giorno dei trifidi" ("The Day of the Triffids") apparso a puntate nel 1951 sulla popolare rivista americana Collier's, sebbene ne fosse autore l'inglesissimo John Wyndham (1903-1969). Successo meritato perché il romanzo è un classico sin dal celebre incipit: "Quando un giorno che secondo voi dovrebbe essere mercoledì vi sembra fin dall'inizio domenica, potete stare certi che qualcosa non va". In realtà, a non andare più è tutta la civiltà, messa in ginocchio da due catastrofi coincidenti: una fantasmagorica luminaria celeste ufficialmente causata da uno sciame di meteore, ma secondo il protagonista provocata da qualche arma segreta sfuggita di mano che acceca l'umanità e la successiva aggressione dei trifidi, vegetali creati forse per caso in laboratorio e coltivati a fini alimentari che lasciati a sé stessi manifestano capacità deambulatorie e uno smodato appetito per la carne, compresa quella umana. Hanno anche i mezzi per procurarsela, essendo intelligenti e muniti di letali pungiglioni. Ai pochi umani che per caso hanno conservato la vista, l'ardua impresa di mantenersi vivi, fuggendo da una Londra spettrale infestata dalle micidiali presenze vegetali. E la speranza di restituire un giorno la Terra all'umanità. Che Wyndham sia europeo, lo si capisce dallo sviluppo della trama, pietosa con le vittime della catastrofe e priva di eroi. Anzi, il protagonista costretto dalle circostanze a compiere atti che gli ripugnano, ha continue crisi di coscienza. Un capolavoro, dunque, che ha il pregio di ammonire, con notevole anticipo, dei terribili rischi che comporta l'uso dissennato della scienza, specie se piegata a fini bellici e consumistici. L'unico guaio, ma Wyndham non c'entra, è che da un simile libro sia stato tratto nel 1963 un film di inaudita bruttezza. »


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