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Tutte le recensioni di G. Salce

Breve trattato sulla decrescita serenaBreve trattato sulla decrescita serena
di Serge Latouche - Bollati Boringhieri
  • Prezzo: € 9.00
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5.0
Contro la megamacchina: individualmente o insieme?, 19-09-2010, ritenuta utile da 5 utenti su 6
«Alcune ipotesi allettanti per il tempo ri-trovato. Nessuno può permettersi - singolarmente - di morire stupido, la società sì: collettivamente. "In ogni minoranza intelligente c'è una maggioranza di stupidi". Quindi diamo per scontato che la maggioranza sia stupida. Ed è così: vorremmo la compagnia ma detestiamo le persone. I comportamenti individuali fanno il collettivo. Non sempre. Le indicazioni di Latouche sono da prendere cum grano salis: ripulite dal volontarismo di matrice cattosocialista. Eliminate le mozioni degli affetti, la solidarietà, i sensi di colpa: forze flebili e discontinue. Attivate pulsioni vigorose: la sofferenza e l'impeto a sfuggirla, il desiderio e l'attaccamento al piacere. Queste sono forze dominanti. Comprenderle e usarle, osservarle sorgere, crescere e svanire. A questo punto indirizzarle verso quello che è giusto: la rinuncia, la riduzione dei bisogni, l'abbandono dei desideri. La decrescita dell'io. L'abbandono di dio. »

Lire 26.900Lire 26.900
di Frédéric Beigbeder - Feltrinelli
  • Prezzo: € 7.50
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3.0
I pubblicitari erano di moda tanti anni fa , 17-09-2010
«Così fico da essere pubblicato a torso nudo sulle pagine patinate de "L'Homme". Uno Sgarbi in salsa Mornay, meno imbefanito ma altrettanto cattivone. Beigbeder è amico di Michel Houellebecq e come lui è stato inquadrato nell'Extrême contemporain, una linea di pensiero ad alto tasso alcolico. Cocainomani, maniaci sessuali, puttanieri non pentiti. Vorrebbero essere considerati cinici eppur geniali. Non molto di nuovo se vogliamo, ma scritto veramente male. Condensando luoghi comuni, linguaggi di settore (in questo,libro si trova un piccolo manuale di pubblicitese, noioso come quello dei pubblicitari veri), format televisivi, videoclip e altro. Un fondo di verità amarissima li sorregge, altrimenti sarebbe pura spazzatura. Sono i cattivi disperati dell'esercito di Latouche che, essendo buono, predica le stesse cose dal punto di vista della speranza. Non avendo la serenità per decrescere, si ingozzano compulsivamente fino a scoppiare. Per dimostrarci che sono consapevoli di partecipare, con stile inimitabile, all'Inevitabile Decadenza dell'Occidente. »

L' orologiaio ciecoL' orologiaio cieco
di Richard Dawkins - Mondadori
  • Prezzo: € 11.00
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4.0
Dawkins e Hawking, 15-09-2010, ritenuta utile da 3 utenti su 6
«Dawkins è un divulgatore scientifico, Hawking uno scienziato. Segnatamente un astrofisico. Credono entrambe che “scientia vincere tenebras”. In particolare Dawkins, nel suo “orologiaio cieco” confuta l’argomento classico del “disegno divino” di Paley, citando le forze casuali dell’evoluzione naturale, scoperte da Darwin, il cui pensiero non è interamente riconosciuto dai credenti delle diverse religioni (non a caso). Dawkins sostiene che l’universo, a differenza di qualsiasi orologio, non ha bisogno di un orologiaio che, con uno scopo, ne abbia progettato “ab imis fundamentis” tutti i meccanismi. La natura, impersonale, è l’orologiaio cieco che, inconsapevolmente e senza una ragione apparente, guida lo sviluppo delle specie e dei mondi.
Hawking, di parere contrario fino al 2004, oggi ritiene che l’universo possa essere sorto senza l’apporto di un dio creatore. Non ha promesso di non cambiare idea di nuovo.
Cosa accomuna questi due pensatori? L’idea che le risposte alle domande esistenziali che ci poniamo da millenni, siano nel progresso della ricerca scientifica e non nella mente di dio. In questo sono i continuatori di una schiera di Grandi Dubbiosi: Eraclito, Galileo, Savonarola, Newton e lo stesso Darwin. Che le chiese hanno sempre maltrattato.
Anche il buddhismo, a torto considerato una religione teista, è fondato sull’assenza di un io/dio personale e universale (sabbe dhamma anatta) e derubrica Brhama – che pensa se stesso come creatore del mondo – a divinità condizionata, così longeva da dimenticare le cause che l’hanno creata. Inoltre il buddhismo liquida le proliferazioni mentali, relative a dio, all’anima e alle ragioni dell’esistenza, come inutili. Sostenendo che, se vogliamo liberarci dalla sofferenza, dio è irrilevante. Quello che conta è conoscere e praticare la strada che porta fuori da questa miseria. »

AmsterdamAmsterdam
di Ian McEwan - Einaudi
  • Prezzo: € 9.50
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3.0
Il finale sorprende: per difetto, 07-09-2010
«Stranamente anche la cerimonia del massaggio di Alan Bennett inizia con un funerale e, guarda caso, il morto si chiama Clive. Come il compositore di Amsterdam. Il tono frivolo dei due funerali si somiglia e il sottostante di scandali gay pure. Pochi anni fa, all’uscita del celebrato Espiazione, Mcwans è stato accusato di plagio per aver copiato intere sequenze dal diario di un’infermiera.
Ma qui il vero peccato grave è la sciatteria con cui si concludono quattro storie intrecciate magistralmente: Molly (come la signora Bloom?), l’amante di tre importanti londoners (un direttore di giornale, un ministro degli esteri e il compositore della sinfonia del millennio) è morta. Lascia un’eredità scandalosa, documentata da tre foto impubblicabili del ministro en travestì. Che il direttore, contro il parere di tutti e specialmente del suo amico musicista, si appresta a pubblicare in prima pagina.
Come sempre il moralismo di McEwans è sufficientemente amaro e sprezzante da sembrare curativo. Il veleno nel flute di champagne invece, che chiude frettolosamente il racconto e le vite dei due amici, trasforma tutta la storia in una ridicola parodia di Billy Wilder. Finita male. »

Piattaforma. Nel centro del mondoPiattaforma. Nel centro del mondo
di Michel Houellebecq - Bompiani
  • Prezzo: € 9.90
  • Nostro prezzo: € 7.43
  • Risparmi: € 2.47 (25%)
4.0
Odiato da piagnoni di destra e di sinistra, 02-09-2010
«Offensivo, misogino, scorretto, Michel Houellebecq è il primo scrittore francese ad avere una certa risonanza fuori dai confini nazionali, dalla morte di Albert Camus nel '60. Il Sunday Times lo boccia come "pretentious, banal, badly written and boring". Eppure i paragoni - anche negativi - sono con De Sade, Gide e Pasolini. Vargas Llosa lo ha definito "insolente". Un apprezzamento, detto da lui. Ci sono libri sardonici e acuti nel loro pessimismo, che sistematicamente affrontano le nostre condizioni di vita e i nostri sforzi mettendoli in ridicolo, facendo apparire ogni criterio morale, presuntuoso e cretino. Il "Candide" di Voltaire potrebbe essere preso come l'esempio perfetto di insolenza letteraria. In un modo diverso, La Rochefoucauld è profondamente insolente; è così Beckett con desolazione e Roth in modo esuberante. L'insolenza trova i suoi obiettivi in concetti quali Dio, l'universo benevolo e ordinato del moralismo borghese, l'altruismo, l'esistenza del libero arbitrio. Troppo inibito per affrontare il lettore direttamente, Houellebecq impiega una serie di stili letterari ready-made: game-show televisivi, opuscoli delle vacanze, la Guide du Routard, pastiche ignobili di scienze sociali senza fondamento, feuilleton, storiografia, la stampa finanziaria, persino gli insulti senza scopo al Corano, ai romanzi di John Grisham, Forsyth e Agatha Christie. Se questa è la brodaglia marcia che ci viene servita ogni giorno - dice Houellebecq in un'intervista - l'unica spinta genuina che ancora ci muove "è il sesso che ha dei valori: la giovinezza, la bellezza e la forza: come il nazismo". Sgradevole anche di persona Houellebecq è mediatique in quanto anti-mediatique: uno che si presenta a ritirare i premi con un'ora in ritardo, puzzando, vestito come un barbone, senza ringraziare. »

Le particelle elementariLe particelle elementari
di Michel Houellebecq - Bompiani
  • Prezzo: € 10.90
  • Nostro prezzo: € 8.18
  • Risparmi: € 2.72 (25%)
3.0
Il vantaggio di essere uno scienziato, 30-08-2010
«In fin dei conti i due fratellastri non si somigliano affatto: soprattutto l'autore ci spiega che avere un'educazione scientifica permette di comprarsi una BMW mantre essere maniaci sessuali ci confina dentro una Golf scassatissima. Altri vantaggi sono: trovi lavoro facilmente, il tuo primo amore ti ama ancora anche se non l'hai mai baciata, prima o poi i sentimenti verranno a galla. D'altro canto per il maniaco non c'è speranza: non riesce a baciare la studentessa, ci prova ma gli va sempre male. Quando finalmente si innamora, lei si ammala e muore suicida. Dal ché si deduce una morale definitiva: meglio studiare che farsi le pippe. »

Fuga senza fine. Una storia veraFuga senza fine. Una storia vera
di Joseph Roth - Adelphi
  • Prezzo: € 8.50
5.0
Franz Tunda è il primo eroe contemporaneo, 30-08-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
«"Non ho nulla da perdere. Non sono ne coraggioso ne curioso di avventure. Un vento mi spinge, e non temo di andare a fondo" il pensiero di Roth è centrato sullo scorrere di tutte le cose, come Tarabas e tutti noi, lo crediamo o no, Tunda si sente un ospite su questa terra. La deriva schopenhaueriana del pensiero mitteleuropeo aveva già profondamente solcato, con Siddharta e le Perle di Vetro di Hesse la linea di confine che divideva l'Austria Felix dal caos contemporaneo. A Musil compiere il passo definitivo e incardinare le nuove porte dell'occidente europeo. »

La ragazza che giocava con il fuocoLa ragazza che giocava con il fuoco
di Stieg Larsson - Marsilio
  • Prezzo: € 21.50
  • Nostro prezzo: € 18.27
  • Risparmi: € 3.23 (15%)
2.0
il secondo e peggiore dei tre, 30-08-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
«Indubbiamente espandere in 500 pagine alcuni modesti concetti e avvenimenti che si sarebbero potuti risolvere meglio in 30, ha parecchi vantaggi: ne esce un libro di panna montata che ha lo stesso prezzo degli altri e quindi garantisce un solido guadagno all'autore e agli editori. »

L' uccello che girava le viti del mondoL' uccello che girava le viti del mondo
di Haruki Murakami - Einaudi
  • Prezzo: € 17.50
  • Nostro prezzo: € 14.88
  • Risparmi: € 2.62 (15%)
2.0
un po' cervellotico, 30-08-2010, ritenuta utile da 1 utente su 3
«Non sempre la fantasia ci aiuta a capire il mondo. Alcuni romanzi procedono secondo schemi che semplicemente non funzionano. Accade in Saramago, De Sade, Murakami e molti altri. Anzichè tornare indietro e chiedersi perchè la formula magica non spalanca la porta del fantastico, si accaniscono a ripeterne le parole, facendo sfoggio di una coerenza impropria, nel regno del sortilegio. Finiscono spesso per annoiare, sgonfiandosi in una serie programmatica di formule, tutte inefficaci. Come un uomo che, nonostante sappia di avere l'acciarino bagnato, speri nel miracolo di una scintilla, che lui stesso non riesce a far scaturire. »

Norwegian wood. Tokyo bluesNorwegian wood. Tokyo blues
di Haruki Murakami - Einaudi
  • Prezzo: € 12.00
  • Nostro prezzo: € 10.20
  • Risparmi: € 1.80 (15%)
4.0
Perchè Norvegian Wood?, 30-08-2010
«Dal titolo di una canzone dei Beatles che sembra affascinare il protagonista del libro. Ecco il testo:

I once had a girl or should I say she once had me: una volta avevo una ragazza, o meglio sarebbe dire che lei aveva me.
She showed me her room isn't it good Norwegian wood: mi mostrò la sua stanza - bella no? Legno norvegese.
She asked me to stay and she told me to sit anywhere: mi chiese di fermarmi e mi disse di sedermi dove volevo.
But I looked around and I noticed there wasn't a chair: ma io mi guardai intorno e notai che non c'erano sedie.
I sat on a rug biding my time drinking her wine: mi sedetti sul tappeto aspettando con pazienza, bevendo il suo vino.
We talked until two and then she said it's time for bed: parlammo fino alle due e poi lei disse - è ora di andare a letto.
She told me she worked in the morning and started to laugh: mi disse che lavorava al mattino e iniziò a ridere.
I told her I didn't and crawled off to sleep in the bath: le dissi - io no. e andai carponi a dormire in bagno
And when I awoke I was alone this bird had flown: e quando mi svegliai ero solo, l'uccellino era volato via.
So I lit a fire isn't it good, Norwegian wood. Così accesi il fuoco - bello no? legno norvegese.
»


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