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Flatlandia. Racconto fantastico a più dimensioniFlatlandia. Racconto fantastico a più dimensioni
di Edwin A. Abbott - Adelphi
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5.0
Flatlandia: ogni dimensione è paese!, 06-07-2010, ritenuta utile da 4 utenti su 6
«Quella di Flatlandia è una società poligonale classista il cui ordine gerarchico risponde alla “Legge di Natura” di Regolarità attribuendo prestigio ai poligoni proporzionalmente all'ampiezza dei loro angoli (attributo che rende conto delle facoltà intellettive e delle capacità raziocinanti di cui eccelle l'Ordine Circolare o Sacerdotale, che “amministra ogni Affare, Arte e Scienza”, e di cui sono totalmente prive le donne, poco più che semplici segmenti).
Ma una maggiore ampiezza angolare (o equivalentemente un maggior numero di lati) conferiscono anche una maggiore caducità alle alte sfere esponendo gli individui agli angoli più acuti e temibili dei triangoli isosceli (per non parlare delle rette perforanti delle donne!). È necessario quindi un controllo delle classi meno abbienti attraverso una pubblicizzazione dell'Evoluzione della Configurazione, evoluzione ostacolata dalla stessa Legge di Natura che prevede un processo più rapido tra gli individui già appartenenti a ranghi elevati, lasciando agli altri l'amarezza di una lenta crescita angolare, che porta i più ambiziosi a scelte estreme come il ricorso ai Medici di Stato che con un intervento estetico di espansione/compressione (per lo più delle volte letale) tentano di “regolarizzare” il malcapitato. In secondo luogo è indispensabile il controllo demografico (da sempre si sa, il proletariato è più prolifico!) e la Sicurezza dello Stato (a riguardo ne sappiamo qualcosa anche noi abitanti di Spacelandia!) che in conformità alle “Leggi penali sugli Irregolari”, avviene attraverso il genocidio degli Irregolari e degli Isosceli più acuti (perché l'Irregolarità geometrica è Irregolarità morale, togliendo così di mezzo ogni questione sul libero arbitrio) e sopprimendo quei rivoluzionari che non si vendono per qualche lato in più (come Cromatiste che con la Rivoluzione del Colore voleva rendere i poligoni tutti uguali).
In definitiva l'auspicato cambiamento non avverrà, sebbene il viaggio in Spacelandia del Quadrato protagonista della vicenda sembrerebbe essere un valido pretesto di riflessione sulla necessità di adottare nuove prospettive per capire meglio il mondo in cui viviamo e l'ostinata stoltezza con cui alimentiamo certe credenze attribuendo alle Leggi di Natura un significato socio-politico che gli approfittatori elevano a Leggi di Stato e gli “ignoranti” accettano come Verità inconfutabili.
Il messaggio è chiaro, all'ottusità del Gran Circolo che crede di essere in possesso della Verità è preferibile la passionalità e l'emotività delle donne-segmento e chi decide d'intraprendere il viaggio alla ricerca della Verità non lo può fare se non accompagnato dalla modestia e dal rifiuto di ogni preconcetto perché la conoscenza non ha i limiti della società umana e non fa distinguo di classe, sesso o età e rappresenta l'unica ancora di salvezza per non trasformare l'Umanità in un Re di Pointlandia felice di Essere il Tutto e che non vi sia nulla al di fuori di Esso. »


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