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Tutte le recensioni di G. Lamanna

Grande seno, fianchi larghiGrande seno, fianchi larghi
di Yan Mo - Einaudi
  • Prezzo: € 16.00
  • Nostro prezzo: € 10.40
  • Risparmi: € 5.60 (35%)
3.0
Grande seno, fianchi larghi, 26-09-2011
, ritenuta utile da 4 utenti su 7
«E' un romanzo ambientato nella cina tradizionale dall'impianto piuttosto particolare, da una parte c'è una storia che è un fluire continuo di invenzioni, personaggi, disavventure al limite del picaresco, capace di caricarsi di colori, odori e suoni, di un realismo tanto pieno da toccare i toni della fiaba e del grottesco.
Dall'altra c'è un personaggio principale di cui non si capisce il ruolo, inetto fino allo stordimento, incapace di farsi carico della storia, di suscitare simpatia, condivisione, compassione, odio. Al punto che son portato a pensare che sia in parte allegorico e che indecisa, bastarda e maniaca sia la Cina intera che è cresciuta in questi anni a scapito delle sue sorelle, le persone migliori.
Di questi due estremi ad un certo punto il libro ne soffre, quando Jintong resta solo, con il peso della narrazione sulle spalle, ci si annoia pure un po' .
Poi il bellissimo ultimo capitolo e le sparse appendici, che ricapitolano e richiudono vari lembi rimasti aperti quasi mi convincono che questa noia è voluta e necessaria per gustare appieno l'ultima parte.
Qualche dubbio mi resta, però. »

Il Vangelo secondo Gesù CristoIl Vangelo secondo Gesù Cristo
di José Saramago - Feltrinelli
  • Prezzo: € 9.50
  • Nostro prezzo: € 7.60
  • Risparmi: € 1.90 (20%)
5.0
Il vangelo secondo Gesù Cristo, 26-09-2011
, ritenuta utile da 4 utenti su 5
«Beh, che dire? E' il romanzo che ha fruttato il premio nobel al portoghese Josè Saramago. Dicono che un grande romanzo debba parlare di tematiche universali. Be', giudicate voi, questo romanzo parla di un uomo che sa di dover morire e ne ha un po' paura. Parla della paura della morte. Sorseggio il caffè e mi chiedo, esiste altro tema nella storia della letteratura, si scrive mai per qualcosa di diverso dall'esorcismo danzante della paura suprema?
Parla di un uomo che ha un destino a cui tutto sommato preferirebbe sfuggire, ma il destino, che destino sarebbe se no, se lo va sempre a ripigliare.
Parla di un ragazzo che diventa uomo dopo aver capito qualcosa di più del rapporto con suo padre, non succede mai, vero? D'accordo, questo di padri ne ha due, ed è l'unica cosa strana.
Sì, è la storia di Gesù, dalla nascita nella capanna a Betlemme alla morte sul Golgota, dal primo dolore all'ultimo.
Blasfemia, è stato detto. Sinceramente; che le gerarchie cattoliche non riescano a trovare segni del sacro in un testo così è la dimostrazione di quanta poca onestà di pensiero conservino ancora. Cosa ci sia di più sacro del confronto fra l'uomo e la sua morte, fra l'uomo e il suo destino, fra l'uomo e coloro che lo hanno generato io non saprei dire. Ma io non ho fede, e quindi non faccio testo.
Infine; questo libro è una storia triste, che finisce male. E' il diario di un uomo tradito nei suoi sogni, deluso nelle sue aspettative e che in ogni cosa che costruisce vede i sintomi del crollo. Già. Come se le storie prese dalla realtà non contenessero tutte questa stessa storia. »

L' ombra di Mao. Sulle tracce del Grande Timoniere per capire il presente di Cina, Tibet, Corea del Nord e il futuro del mondoL' ombra di Mao. Sulle tracce del Grande Timoniere per capire il presente di Cina, Tibet, Corea del Nord e il futuro del mondo
di Federico Rampini - Mondadori
  • Prezzo: € 15.00
  • Nostro prezzo: € 6.75
  • Risparmi: € 8.25 (55%)
3.0
L'ombra di Mao, 26-09-2011
, ritenuta utile da 3 utenti su 4
«Uno bello sguardo sulla Cina contemporanea, senza pregiudizi di sorta. C'era una volta un paese che conteneva una intera civiltà, avanzatissima ed orgogliosamente isolata. Un impero. Questo impero è stato travolto dalla storia, diventando preda degli appetiti delle altre civiltà, venendo governato da altri, straziato. Ha attraversato povertà e guerra civile. E' stato artefice delle sue disgrazie. Molti sintomi indicano che stia recuperando strada molto velocemente e che potrebbe tornare ad essere un impero vincente domani. Sarebbe il caso di buttare a mare i nostri stereotipi e cercare di capire, sempre di più. Magari facendosi aiutare da persone come Rampini, ancora capaci di scrivere un libro senza sentirsi in obbligo di forzare la realtà a dimostrare la propria tesi. »

Il mostro e la simmetria. Una delle più grandi scoperte della matematicaIl mostro e la simmetria. Una delle più grandi scoperte della matematica
di Mark Ronan - Cortina Raffaello
  • Prezzo: € 22.00
  • Nostro prezzo: € 17.60
  • Risparmi: € 4.40 (20%)
3.0
Il mostro e la simmetria, 26-09-2011
, ritenuta utile da 3 utenti su 4
«Piccola tiratina d'orecchi per un linguaggio fin troppo specialistico, la storia matematica che racconta è ricca e bella. Ricca di storie personali e di possibili riflessioni filosofiche e sociali. Cosa succede quando un'intera comunità scientifica esaurisce completamente il proprio campo di ricerca, o quando restano a disposizione solo problemi difficilissimi e che tutti considerano già risolti anche se non lo sono? Perché in matematica compaiono alcune eccezioni alla regolarità che restano fuori da ogni altro schema e perché spesso sembra che i modelli fisici prediligano queste eccezionalità? E così via.
Però ho avuto l'impressione che l'autore non abbia saputo scegliere bene cosa raccontare e come farlo, si sia disperso in mille rivoli, non abbia saputo rinunciare a nessuna degli spunti e abbia così finito per rappresentare un magma disordinato che lascia un po' freddini. Le parti divulgative (o tecniche, a seconda del punto di vista) sono un po' farraginose. La terminologia usata in traduzione, infine, a mio parere non contribuisce in positivo. »

Le pietre volantiLe pietre volanti
di Luigi Malerba - Mondadori
  • Prezzo: € 9.50
  • Nostro prezzo: € 7.60
  • Risparmi: € 1.90 (20%)
1.0
Le pietre volanti, 26-09-2011
, ritenuta utile da 3 utenti su 4
«Il prezzo contenuto non basta a salvare questo pessimo, sotto tutti i punti di vista, romanzo, in prima battuta a darmi fastidio è stato lo stile. Tante metafore abusate, parole consunte, immagini stranote. Poi ci ho pensato un po' su. E' questo il rischio dello scrivere di contemporaneità. La difficoltà di uscire dal chiacchericcio, di staccarsi dal rumore di fondo, di dare valore a termini e stilemi che ci si riversano addosso ogni giorno. Dev'essere per questo che in molta letteratura presente convivono due strategie di fuga: il barocchismo stilistico e lo storicismo letterario. Forse ci sono epoche in cui si può essere contemporanei senza correre il rischio di usare parole già dette. Oppure solo il passare del tempo ridarà vita a libri che adesso sembrano nati vecchi.
Detto questo in generale, nello specifico questo libro soffre di un personaggio che non prende mai vita e ci impone le sue riflessioni stantie, i suoi pensieri ammuffiti. Può essere che questo sia un ricercatissimo effetto. Nel qual caso questo sarebbe un bel libro e io non avrei capito nulla. »

Linea goticaLinea gotica
di Cristoforo Moscioni Negri - Il Mulino
  • Prezzo: € 10.00
  • Nostro prezzo: € 8.00
  • Risparmi: € 2.00 (20%)
4.0
Linea gotica, 26-09-2011
, ritenuta utile da 4 utenti su 5
«Se avete voglia di leggere un romanzo anticonformista sulla lotta partigiana in Italia questo titolo fa per voi, dico subito che Linea Gotica è un libro di estremo interesse, perché sono le memorie di Moscioni Negri del periodo intercorrente fra i giorni immediatamente successivi all'8 settembre 1943 e l'avvenuta liberazione delle Marche e di Pesaro, lasso di tempo durante il quale operò nelle formazioni partigiane.
Non starò a raccontare i numerosi episodi di questa guerra per bande, in cui la figura dell'autore è di primo piano, essendo stato comandante di una brigata Garibaldi, ma preferisco soffermarmi sulla valenza storico-politica del testo, peraltro caratterizzato da una scrittura asciutta, raramente incline a ceselli letterari - ma quando ci sono risultano opportuni e pregevoli -, e che mi ricorda un po' il Cesare Pavese de La luna e i falò.
L'importanza del libro sta in ben altro, cioè è costituita dall'analisi dell'autore dei motivi che l'hanno spinto ad aderire alla Resistenza, compendiati sinteticamente nella completa sfiducia nei confronti del regime fascista e dei nostri comandi militari per la disfatta subita in Russia, nonché nell'amara constatazione dell'incapacità del Re e dei suoi generali di organizzare almeno l'armistizio, con tutte le conseguenze che si ebbero.
C'è da dire anche che l'uomo Moscioni ha un alto senso dell'onore e non può quindi che criticare il disinteresse degli anglo-americani per le formazioni partigiane, mal viste, anche se le stesse dimostravano valore e ampia disponibilità di collaborazione.
Inoltre, e questo è tanto più importante nell'imminenza della ricorrenza del XXV aprile, l'autore marchigiano dimostra lungimiranza nel prendere atto che, a liberazione avvenuta, ritornarono in auge e al posto di comando i vecchi antifascisti che, con il loro comportamento passivo, molto avevano contribuito all'ascesa di Mussolini; a questi si unirono ben presto i soliti profittatori, che avevano fatto lauti affari durante il fascismo e sotto l'occupazione tedesca, nonché figure notoriamente di spicco nel ventennio, insomma si era combattuto e sofferto solo per sollevare un vero e proprio polverone senza che nulla cambiasse.
E così lo spirito della Resistenza, le sue speranze, i suoi ideali cominciarono subito a disperdersi, affondando nella palude putrida del dopoguerra grazie al vecchio ordine che riprendeva i posti di comando.
Ai giovani che avevano combattuto, che sognavano un'Italia nuova e diversa, non rimase altro che constatare con amarezza che l'avevano fatto invano.
E il senso dell'onore di Moscioni non è quello retorico che si richiama in tante cerimonie, ma è la dignità offesa di ogni essere umano che si sente considerato una semplice pedina di un gioco, per lo più sporco, realizzato da pochi altri. »

I lunghi fucili. Ricordi della guerra di RussiaI lunghi fucili. Ricordi della guerra di Russia
di Cristoforo Moscioni Negri - Il Mulino
  • Prezzo: € 10.80
  • Nostro prezzo: € 8.64
  • Risparmi: € 2.16 (20%)
4.0
I lunghi fucili. , 26-09-2011
, ritenuta utile da 3 utenti su 4
«Bello, magari da leggere accanto alle opere del grande Mario Rigoni Stern, questo paragone, però, finiva con l'essere inevitabile: stessa ambientazione, stessa trama, stessi protagonisti. Di questa possibilità di considerarlo "una copia" si era reso conto Italo Calvino che stimava il libro e che giustamente nel risvolto aveva chiarito le differenze fra la voce del semplice e tenace alpino che si fa interprete dei sentimenti di piena umanità della moltitudine e la trasformazione di un giovane ufficiale borghese che diventa uomo, maturo e consapevole, libero da pregiudizi e più attento ai fatti concreti e reali, scendendo fra i suoi alpini.
Personalmente, dico che è veramente inevitabile fare un accostamento fra un'opera e l'altra, con la prima che inoltre presentava il vantaggio della novità, ma il raffronto ha un senso nella misura in cui si considerino due opere dello stesso genere. Ora, Il sergente nella neve è prevalentemente un lavoro letterario, mentre I lunghi fucili è marcatamente un'ndagine storica, pur se presenta pagine, poche in verità, di notevole impatto e di ottima letteratura.
Se si tiene conto, pertanto, di questa pregiudiziale, è possibile apprezzare il libro di Cristoforo Moscioni Negri che, con le stesse caratteristiche, si ripeterà in Linea Gotica sulla sua esperienza partigiana e con un'amara conclusione sui valori traditi della Resistenza.
Paradossalmente, si potrebbe dire che Il sergente nella neve ebbe anche più successo perché Rigoni Stern riuscì a rappresentare l'abnegazione, il sacrificio e la solidarietà di tanti uomini emersa per effetto delle incredibili incapacità e manchevolezze, sia a livello politico che a livello militare, quegli elementi negativi che ne I lunghi fucili sono oggetto di una meticolosa, severa e anche rabbiosa critica e che determinarono in Moscioni Negri una trasformazione che lo condusse a sentirsi fratello dei suoi uomini.
E' per questo motivo che ritengo che questo libro abbia una particolare rilevante valenza tale da raccomandarne la lettura, magari unitamente a quella de Il sergente nella neve. »

La vita eternaLa vita eterna
di Ferdinando Camon - Garzanti Libri
  • Prezzo: € 6.46
  • Nostro prezzo: € 5.17
  • Risparmi: € 1.29 (20%)
4.0
La vita eterna, 26-09-2011
, ritenuta utile da 3 utenti su 4
«Camon è scrittore di razza, riesce a passare da uno stile all'altro senza risentirne minimamente: le pagine sulla ribellione alla dura repressione tedesca non sono celebrative, ma tendono solo a onorare la memoria di quanti, e non furono pochi, si scossero da un lungo torpore, anche a prezzo della vita, per poi ritornare, ombre nella notte, nel loro lungo silenzio, fino agli anni sessanta, quando la luce elettrica e la televisione svelò loro un altro mondo, meno di fatica, più di soddisfazione materiale, a cui finirono per abbandonarsi, perdendo la loro identità.
Questa comunità di poveri, dove il povero, secondo Camon, è l'uomo che non ha scampo ed è tale perché pure i suoi antenati non hanno avuto scampo, non ha personaggi che si staccano sugli altri, ma c'è un solo protagonista: essa stessa.
Se c'è un libro che ha reso giustizia a una civiltà, facendola conoscere alle generazioni attuali e a quelle future, è proprio questo e credo di poter dire che l'autore è stato un cantore di ciò che per tanto tempo fu e mai più sarà.
La vita eterna non è solo un romanzo molto bello, è molto di più, è un capolavoro. »

La scomparsa di MajoranaLa scomparsa di Majorana
di Leonardo Sciascia - Adelphi
  • Prezzo: € 9.00
  • Nostro prezzo: € 7.20
  • Risparmi: € 1.80 (20%)
4.0
La scomparsa di Majorana, 26-09-2011
, ritenuta utile da 3 utenti su 4
«E' un omaggio al genio quello che Sciascia mette in scena in questo breve reportage, basandosi sul famoso episodio di cronaca della presunta morte, raccogliendo a distanza di anni notizie anche incomplete, frammentarie, e dichiarazioni di persone che lo conobbero e gli furono vicine. Il risultato è un ritratto talmente realistico che Majorana stesso ne sarebbe rimasto impressionato. Ma, sarebbe fare un torto a Sciascia se si limitasse la peculiarità del suo libro a una semplice connotazione, se pur di valore, del personaggio, perché ci sono anche altre finalità, che esulano dalla soggettività del caso specifico. Lo scrittore siciliano, così attento a scrutare l'uomo nella sua struttura dinamica mentale, affronta anche il problema della scienza e del suo interagire con chi la coltiva, e Majorana sembra proprio l'individuo adatto a personificare la sete del sapere e la paura delle conseguenze che potrebbero derivare da una scoperta.
Sotto questo aspetto il libro è un autentico capolavoro, con pagine di riflessioni dell'autore che lasciano trasparire la possibilità che le stesse fossero già state effettuate dal matematico siciliano.
In particolare, non posso esimermi dal riportare un passo illuminante "Chi conosce la storia dell'atomica, della bomba atomica, è in grado di fare questa semplice e penosa constatazione: che si comportarono liberamente, cioè da uomini liberi, gli scienziati che per condizioni oggettive non lo erano; e si comportarono da schiavi, e furono schiavi, coloro che invece godevano di una oggettiva condizione di libertà. Furono liberi coloro che non la fecero. Schiavi coloro che la fecero. " Sciascia si riferisce nel primo caso al gruppo degli scienziati tedeschi che facevano capo al professor Heisenberg e che nulla misero in atto per arrivare a produrre la bomba atomica, mentre nell'altro caso il riferimento è a Enrico Fermi e a quanti collaborarono con lui nel progetto Manhattan.
L'applicazione dell'etica alla scienza sembrerebbe un'ossessione, peraltro condivisibile, dello scrittore siciliano, che però ravvisa anche il tormento del ricercatore di fronte alla scoperta e alle sue possibili nefaste applicazioni, contrasto interno non sempre presente, ma che quando si verifica impone delle scelte sempre difficili e con inevitabili strascichi.
E' in quest'aspetto che Sciascia individua il motivo della scomparsa di Majorana che, nonostante alcune lettere in cui accennava al suicidio, avrebbe architettato un piano perfetto per sparire lasciando un mito, sia che si sia lasciato travolgere dalle acque del Mediterraneo, sia che lo abbia voluto far credere, ipotesi questa che lo scrittore privilegia e non è un caso quindi se il libro termina con una visita in un monastero di certosini, dove un colloquio con uno di loro non fornisce certezze, ma nemmeno approda a smentite. Ettore Majorana semplicemente nel 1938 ha preferito l'etica alla scienza, ha abbandonato i numeri e le formule per abbracciare la pace dello spirito. »

Il sarto della stradalungaIl sarto della stradalunga
di Giuseppe Bonaviri - Sellerio Editore Palermo
  • Prezzo: € 10.00
5.0
Il sarto della stradalunga, 26-09-2011
, ritenuta utile da 3 utenti su 4
«Bonaviri non si smentisce mai e ci offre anche stavolta un affresco storico degno di un picasso, Il sarto della stradalunga è un diario di famiglia, costruito intorno alle figure emblematiche di Pietro, il padre, di Pina, la zia, e di Peppi, Giuseppe, ognuna delle quali si fa parte narrante, a integrazione del racconto.
La figura di Mastro Pietro, il sarto, uomo che, per l'ambiente, è un letterato, sapendo leggere e scrivere, è il ritratto di una speranza delusa, di quel tentativo di uscire dal cerchio della miseria, lasciando la campagna per l'artigianato; intorno a lui ruota un piccolo mondo di diseredati, che gli si rivolgono per chiedere di scrivere lettere d'amore, con esiti anche ameni, ma è solo un momento di elevazione, perché poi la realtà di quello stomaco da saziare riprende il sopravvento e l'impossibilità di farlo in modo adeguato segna indelebilmente l'animo, rende l'uomo taciturno, spento, perché la speranza di un cambiamento è definitivamente tramontata.
Non meno importante è la figura della zia Pina, zitella non per vocazione, ma per necessità economica, una donna rassegnata che ritrova la sua femminilità e quasi un senso di maternità nell'amore per i nipoti.
Quanto a Peppi il tutto viene visto con gli occhi di un ragazzo, a cui troppo presto si chiede di essere uomo per contribuire al magro bilancio familiare.
Intorno a questi personaggi chiave gira una piccola umanità, in preda a superstizioni, a ignoranza e a un'atavica fame. Nessuno è più importante degli altri e nessuno è importante se non nella misura della sua presenza con cui fornisce il contributo a darci un'idea di un mondo crudele, con i più poveri, uniti non solo dalla loro condizione, ma anche dalla solidarietà, da quell'amore per il prossimo ormai così raro a trovarsi.
E le parole fluiscono incessanti, con un ritmo blando, una cronaca che si anima ogni tanto dai voli di fantasia di Pietro che per lui costituiscono l'unica evasione dalla realtà.
Il linguaggio utilizzato è veramente encomiabile, perché l'autore riesce sapientemente a innestare nel quadro di desolazione umana le splendide immagini della natura del suo luogo natio, con tramonti, albe, campi di grano che scorrono davanti agli occhi increduli, ma soprattutto con un estro poetico di rara efficacia e che mi porta a concludere che questo più che un romanzo, è un poema, è il canto di uno che c'era e che riuscì a venirne via, oltrepassando quel confine che, tuttavia, per certi aspetti, vorrebbe ora ripassare per ritrovare quell'umanità di cui serba solo il ricordo. »


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