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Tutte le recensioni di C. Biondini

SuttreeSuttree
di Cormac McCarthy - Einaudi
  • Prezzo: € 23.00
  • Nostro prezzo: € 19.55
  • Risparmi: € 3.45 (15%)
5.0
La Luce è ovunque, 04-10-2010
«Mi sto ancora chiedendo da dove mi sia uscito questo titolo per il commento.
Per Suttree.
Per un libro che marcia - il più delle volte - tra desolazione, gelo, ubriachezza, botte, fame, ingiustizie, morte, rassegnazione.
Credo di averlo scelto perchè - in fondo - McCarthy non ce la fa. Seppur immerso fino alla radice dei capelli in una trama oscura e complicata, non riesce ad andare a fondo. O meglio, non vuole.
E meno male.
Vedete, questo è Suttree:
"Suttree fra gli scarti come feccia sul fondo di un calice, particella di materia attonita che si essicca nel fango conciante, la terra damnata della defunta alchimia cittadina".
Allegro, sì.
Ma Suttree è anche questo:
"Si accasciò e incrociò i polsi in grembo. Davanti agli occhi un mondo di incredibile bellezza. In qualche cavità recondita del suo cervello il sangue di lontane antenate celte lo indusse a discorrere con le betulle, con le querce. Nei boschi baluginava un freddo fuoco verde e lui riusciva a sentire i passi dei morti. Tutto gli era caduto di dosso. Distingueva a stento i confini tra se stesso e il mondo e non se ne curava. Giaceva supino sulla ghiaia, le ossa attratte dal centro della terra, briosa vertigine momentanea, illusione di essere sbalzato nello spazio azzurro e ventoso, nel fuorigioco del mondo, a precipizio tra gli esili cirri lassù".
Ecco fatto. McCarthy può essere dolce come un poeta romantico o duro come un cazzotto sul grugno.
Per fortuna, sa scrivere, e scrivere di tutto. Di una città intirizzita dal freddo, stremata dal caldo, dove ci si muove in un niente di gesti quotidiani dalla semplicità insulsa.
Dove i pub sono ricavati in abitazioni fatiscenti, i topi di città - esili e intelligenti, svelti e sfortunati - se ne stanno in baracche di fortuna sotto i ponti e si fanno esplodere per rincorrere grandi idee di fortuna.
Dove ci sono ciechi e uomini di colore bloccati nell'ombra di un letto, e amici che ti trascinano in mezzo a risse fumose di alcool, e se ti pigli qualcosa in testa non puoi neppure lamentarti.
Suttree e il suo fiume, pescare, osservare la corrente, osservare - piuttosto - il tempo scivolare via, come cera giù da una candela, il buio si avvicina e tu dove sarai?
"Una vecchia scritta su una vecchia insegna diceva vagamente che era vietato entrare. Qualcuno doveva averla girata perchè indicava il mondo esterno. Tuttavia lui proseguì. Dicendosi che era solo di passaggio".
Precarietà.
Nulla sembra importare abbastanza. Eppure, il modo in cui Suttree percepisce le cose ci parla di un uomo che cova emozioni. Che cerca nonostante tutto: scopi, motivi, spiegazioni.
L'attesa - qui - non è un qualcosa di dinamico. Piuttosto, è uno sciabordio lento, un osservare pacato e profondo, un'esistenza fatta di gesti semplici, resi definitivi dalla loro scontatezza.
Colpi di scena? No.
Lo snervante incantesimo dell'essere. Ora e qui. Ma senza un granchè da fare. A parte vivere, ancora e ancora.

Mi chiedo: perchè libri come questo ci colpiscono tanto? Perchè - quei pochi fortunati di noi che sanno recepirlo - se li sentono fin nelle ossa, in modo quasi fastidioso?
Questa disperazione, questa vita fatta di una misera casa galleggiante, e pesca su un fiume lurido, e amore e morte nel fango, e puttane che - forse - sono qualcosa di più, ma invece no, e illusioni di luce, e buio che incombe.
Perchè sono così vividi, così permeanti, così densi di ciò che sappiamo essere vero?
Perchè - noi, intendo, noi che sappiamo - non preferiamo leggere di vero amore, di vite nella luce e in mezzo ad assolati campi di grano? Perchè cerchiamo la sofferenza, perchè amiamo chi ci dice che siamo attorniati da fango, sabbie mobili, gelo e labirinti dalle pareti vischiose?
Perchè è così.
Perchè, per saper parlare davvero di luce, si deve conoscere meglio il buio. Perchè, per apprezzare davvero la bellezza che è ovunque, bisogna esserne privati.

Questo mondo oscuro, complicato, bellissimo e sofferente è tutto ciò che abbiamo. Non sarebbe giusto mancargli di rispetto dipingendolo colmo di farfalle e margheritine.
Il Buio incombe.
Ma la Luce è ovunque.
»

Jonathan Strange & il Signor NorrellJonathan Strange & il Signor Norrell
di Susanna Clarke - TEA
  • Prezzo: € 9.80
4.0
Maghi gentiluomini, 04-10-2010
«Alla fine si può dire che la Clarke ce l'ha fatta. Ha composto un universo, o forse più d'uno, e ha saputo farlo bene.
Questo libro non parla solo di magia ma anche di storia, costume, società.
E' ricco di note a a piè di pagina, chiaramente frutto dell'inventiva dell'autrice, ma concorrono anche queste a creare il fascino di una grande epopea.
Come altri lettori, ho riscontrato anche io una sorta di pacata lentezza, chi si aspetta incantesimi su incantesimi, cattivi, lotte magiche, azione e quant'altro, può andare a comprare Licia Troisi. Almeno credo. Non l'ho letta.
Qui ci si muove su altri piani.
Primi dell'800.
Inghilterra.
Il Signor Norrell riesce con uno stratagemma a rimanere unico mago in Inghilterra.
Sarà impiegato dal Governo come arma contro Napoleone, ma non avrà vita tranquilla. Farà tornare in vita i morti, ma non tutto andrà per il verso giusto.
Noioso, antiquato, paranoico, pauroso. Incontrerà sulla sua strada (ma non abbiate fretta, succederà dopo 200 pagine abbondanti) Jonathan Strange.
Prima allievo, poi alla pari. Mai davvero rivali, mai davvero complici.
Strange con il Duca di Weelington in trincea, Norrell a Londra chino su libri e carte.
Strange sposato con Arabella, Norrel solitario che si affida a Childermass, ma chissà che può succedere.
Be', in quasi 900 pagine, parecchie cose.
L'ombra del Re Corvo, umano che ha regnato su esseri fatati e gente comune, si allunga sulla trama e ne modifica gli eventi.
Strange vuole inseguirlo, Norrel lo disprezza.
La lettura è lunga, ma credo ne valga davvero la pena.
Certo, si deve amare il genere, ma non si pensi a banalità, per favore.
In questo libro ci sono diversi livelli di lettura, diverse complessità, e il tutto funziona.
Alla grande. »

GlisterGlister
di John Burnside - Fazi
  • Prezzo: € 18.50
5.0
Alienazione, 04-10-2010
«Burnside scrive un qualcosa di grandioso. Il finale non è stato quello che avrei voluto, e forse - ma solo forse - in certi punti la storia sembra adagiarsi su sè stessa, ma si tratta di dettagli minimi. Che intaccano la perfezione dell'opera, sì, ma in fondo queste piccole increspature sono funzionali al romanzo stesso.
Che è un romanzo ferito, frammentato, pieno di crepe. Una lampadina oscilla in un enorme spazio vuoto. Luce, buio. Buio, luce.
L'alternanza dei punti di vista e il moltiplicarsi di voci narranti ci offrono ampio respiro per una trama che si avvolge sul thriller, si adagia sul romanzo psicologico, si insinua nel romanzo di formazione, e ancora scivola in indagine mistica, umana, sociale.
Il poliziotto, la donna, i ragazzi, il solitario, il prepotente. Il Glister.
Questo luogo avvelenato, abbandonato, colmo di misteri, luoghi sconosciuti, enormi barche arrugginite, costruzioni, binari. Un intero mondo, che a volte sembra chiedere un prezzo. Ragazzi scomparsi, ma non è solo questo.
Sarebbe troppo semplice.
Ho amato in modo viscerale la capacità di Burnside di calarci nell'anima di un ragazzino. Ognuno di noi, di un libro, fa suoi dettagli e fatti assolutamente particolari, e io ho fatto mia l'immagine di Leonard che vaga per sentieri oscuri, boschi avvelenati. Leonard intelligente, spaccone, imbarazzato. Leonard preda della rabbia. Leonard preda della meraviglia.
Ci sono molte cose che possono catturare una mente, in "Glister". che sia un bene o no, a deciderlo sarete voi.
Tu racconta, Leonard, continua a raccontare. »


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