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Tutte le recensioni di A. Lopez

Manifesto del partito comunistaManifesto del partito comunista
di Karl Marx, Friedrich Engels - Giunti Demetra
  • Prezzo: € 4.50
3.0
Manifesto del Partito Comunista, 08-08-2011
«L'edizione che possiedo si compone anche di utili appendici sulla storia della composizione del manifesto, Il manifesto in sé, intendiamoci, è scritto con uno stile borghesissimo che adesso potrebbe appartenere, per intenderci, a Vanity Fair. Il bello invece arriva quando per esempio, nei "frammenti di questionario" in calce a questa edizione, Engels si premura di rispondere a chi gli chiede: "Con l'abolizione della proprietà privata non viene nello stesso tempo proclamata la comunanza delle donne?" ("In nessun caso", li rassicura).
Al di là delle belle parole, sempre in appendice sono indicati i passi per ottenere la giustizia in terra come descritta nel manifesto: tasse gigantesche, divieto di successione a fratelli o nipoti, esproprio nei confronti dei dissidenti, educazione in fabbrica dei figli già dopo lo svezzamento. Da qualche parte mi sembra ci abbiano provato. »

L' isola della pauraL' isola della paura
di Dennis Lehane - Piemme
  • Prezzo: € 10.50
  • Nostro prezzo: € 7.88
  • Risparmi: € 2.62 (25%)
5.0
L'isola della paura, 06-08-2011
«Era da parecchio che non leggevo un thriller ricco di pathos e mistero come questo, l'isola della paura mi ha riportato sulla schiena quei brividi che pensavo di aver perso per strada leggendo thriller forse non propriamente nelle mie corde, e si è rivelato un romanzo travolgente e spaventoso, tanto quanto quell'isola sulla quale la sua storia è ambientata. Su quest'isola l'agente federale Teddy Daniels e il suo collega Chuck vengono inviati per far luce sulla misteriosa scomparsa di Rachel Solando, detenuta in una clinica psichiatrica che ospita i pazienti più pazzi e violenti dell'intero paese; nel bel mezzo, un forte uragano che si abbatte sull'isola, rendendo il tutto ancora più sinistro e confuso. Lo stile del romanzo è molto "cinematografico", il ritmo spedito, la vicenda particolarmente accattivante: Lehane sa benissimo ciò che ama il lettore medio assetato di thrillers e non si fa scrupolo a sfruttarlo palesemente. Non per questo, però, il romanzo risulta prevedibile o banale, anzi, il ritmo adrenalinico, l'ambientazione esotica e straniante e il risolvolto medico-psicologico della storia lo rendono un thriller affascinante e di notevole qualità. E il suo punto forte è sicuramente rappresentato dal finale enigmatico, con un colpo di scena al colpo di scena che porta il lettore a rivalutare tutto ciò che pensava di aver capito e a chiedersi dove stia la verità della storia per poi darne la propria interpretazione personale. In conclusione, ottimo thriller che si gusta tutto d'un fiato ma del quale non si deve dare nulla per scontato... Nemmeno l'ultima pagina! »

Chie-chan e ioChie-chan e io
di Banana Yoshimoto - Feltrinelli
  • Prezzo: € 6.50
  • Nostro prezzo: € 5.53
  • Risparmi: € 0.97 (15%)
3.0
Chie-Chan e io, 06-08-2011
«Lo stile della scrittrice giapponese non mi ha mai convinto pienamente: intelligente o intellettuale? Forte il messaggio in queste brevi pagine: in ogni caso, bisogna vivere nel presente. Kaori, una donna non più giovanissima che vive con una cugina che è anche una cara amica. Kaori sta cenando in un ristorante italiano, ma nel corso della cena arriva un sms sul suo cellulare in cui l'amica l'avvisa che è stata ricoverata in ospedale, nulla di grave ma è evidente che ha bisogno di lei. Kaori esita e pensa se godersi la serata, il cibo, la spensieratezza del momento e poi rispondere, o perdere tutto questo e scegliere di andare dall'amica Chie-chan. Un'esitazione, un pensiero che potrebbe appartenere alla vita di tutti, ma che difficilmente troveremo descritto in un romanzo. Con ritratti di normalità come questo si sviluppa la storia delle due donne, del loro rapporto, con pensieri (anche se le citazioni che mi sono rimaste sono molte di più) come "nel monotono scorrere dei giorni, Chie-chan era diventata una presenza quotidiana, un'immagine così abituale che finivo a volte col dimenticarne il valore"; o "non ho la minima idea se Chie-chan andrà a comprare i semi e le piantine di ipomea, se andrà in giro a cercare un computer di seconda mano, o se resterà tutto il giorno a casa a fare le pulizie. Ma a guardarla, mi sento felice"; "Chie-chan era Chie-chan, un'esistenza neutrale"... Anche in questo caso storia di amicizia, come in altro della giapponese. Qui complicata da due fattori: uno classico (lo sbilanciamento tra un carattere stabile ed uno debole) , uno trasversale (l'arrivo dell'altro sesso). Messaggio finale, comunque, che si può rimanere in uno stato di benessere. L'importante è capire che il benessere è ora, è per me qualcosa di diverso dal tuo, e viceversa. Ma se lo si accetta si può essere sereni. In sotto trama un bell'inno d'amore all'Italia. »

Leggere Lolita a TeheranLeggere Lolita a Teheran
di Azar Nafisi - Adelphi
  • Prezzo: € 10.00
  • Nostro prezzo: € 8.50
  • Risparmi: € 1.50 (15%)
4.0
Leggere Lolita a Teheran, 06-08-2011
«Piu che come romanzo vale la pena leggerlo per farsi un idea dell'Iran degli ultimi vent'anni, a scriverla è una docente universitaria che per anni si batte, con dignità e ostinazione, per i diritti delle donne, la libertà di azione e pensiero e la diffusione della letteratura occidentale nel suo paese, un paese devastato da disordini, odi e violenze di ogni genere: istituisce corsi universitari e circoli letterari con le sue studentesse duranti i quali incoraggia alla discussione e alla critica di alcune delle opere di grandi scrittori occidentali (Nabokov, Fitzgerald, James e Austen) trovando in esse parellelismi con la storia del suo paese. A dimostrazione che la letteratura può essere quel collant in grado di unire menti, cuori e pensieri diversi nei momenti più improbabili e difficili, aprendo la mente, stimolando il confronto, infondendo la forza di andare avanti nonostante tutto il resto. E' l'apertura verso altri mondi, è evasione, è speranza, è vita. Leggere Lolita a Teheran ha tutti gli attributi per essere definito un gran bel romanzo: testimonia le vicende storiche di un paese arricchendo le proprie conoscenze (sebbene, a tal proposito, a mio avviso richieda già qualche nozione propria di base), ha uno stile raffinato ed evocativo, alterna parti descrittive e dialogate in maniera calibrata. E' un libro che parla di libri, di letture, di donne, di dolori, di storia, ed è terribilmente attuale. Quello che mi è mancato è stato quel "pathos" che si crea nell'intima comunanza fra lettore e libro, quell'emozione data dall'empatia e della partecipazione. Mi ha arricchita ma non mi ha emozionata nè appassionata, insomma, non mi è entrato dentro nonostante il prezioso valore che gli riconosco. E, oltre a ciò ho trovato poca unità e continuità fra le parti che lo compongono, con salti temporali e d'azione che non sempre mi sono risultati chiari (il circolo di studentesse reimpie il primo capitolo poi ritorna nel terzo, non è chiaro se ciò che accade in mezzo sia una digressione o meno). Il risultato complessivo è comunque quello di un romanzo più che buono. »

Noi, i ragazzi dello zoo di BerlinoNoi, i ragazzi dello zoo di Berlino
di F. Christiane - BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
  • Prezzo: € 9.90
  • Nostro prezzo: € 8.42
  • Risparmi: € 1.48 (15%)
4.0
Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, 06-08-2011
«Mi ha colpito, non mi aspettavo che fosse un romanzo così crudo e disperato, la voce narrante è quella di Christiane F, l'eroinomane più famosa della Germania degli anni '70, divenuta ben presto simbolo di tutti i giovanissimi di quegli anni (e non solo) caduti in questa voragine miserevole. Figlia di un padre violento e di una madre permissiva e assente, Christiane inizia, all'età di 12 anni, a fumare hashish e a prendere pasticche, per poi scivolare nel brutto mondo dell'eroina. La sua testimonianza, raccontata con un lessico tipico e rappresentativo della gioventù sbandata di quegli anni, è un continuo cadere, uscire e ricadere in questa voragine: "bucare", "farsi un trip", "sballare", "stare a rota", e poi prestarsi a servizi sessuali per ribucarsi ancora e ancora. Tanto che viene spesso voglia di entrare nel libro e urlare a quei poveri ragazzi: "Ma perchè avete bisogno di tutto questo? Perchè non trovate la forza di abbandonare tutto e dedicarvi ad altro, dato che la vita è una e vale la pena di essere vissuta? ". Ovviamente si è relegati al ruolo passivo di lettori e non si può che restare nel proprio angolino, a scioccarsi ma anche a riflettere. Concordo con ciò che Vittorino Andreoli scrive nel saggio dell'edizione Bur: questo è un libro per pensare, non solo alla droga, ma prima ancora al senso della vita. Quella di Christiane e dei suoi amici è una non-vita, un'esistenza vuota, marcia, buttata via, ma al contempo un urlo di dolore, un richiamo a se stessi, un tentativo, ovviamente discutibile, per ribellarsi alla società passiva e burattina che li circonda. Christiane esprime un disagio evidente, e, soprattutto alla fine del libro, quando torna alla normalità (che non trova meno grigia di quella dell'eroina) dimostra di voler avere dei principi precisi, ama chi si batte per i suoi ideali, sdegna i "piccoli borghesucci", come li chiama lei, dediti alle compere e alla famigliola e rifiuta il sesso facile al quale molte delle sue coetanee non drogate si prestano (è infatti sintomatico il fatto che, nonostante tutto ciò a cui si abbassa, gli unici rapporti sessuali che ha nel libro li ha col ragazzo che ama, Detlef, e rifiuta tutti gli altri). Insomma, è tosta, tanto che, quasi quasi, tutto ciò che fa pare avere il suo perchè... Ma solo apparentemente. In definitiva un documento importante, per informarsi, per riflettere, per pensare. »

Racconti bianchi, racconti neri, racconti della pazziaRacconti bianchi, racconti neri, racconti della pazzia
di Guy de Maupassant - Adelphi
  • Prezzo: € 11.00
2.0
Racconti bianchi, 05-08-2011
«Quando mi capita di leggere una raccolta di racconti non posso fare a meno di paragonarli a Cortazar, e non ho ancora trovato nessuno che possa eguagliarlo vero è che il periodo storico è del tutto imparagonabile, ma tant'e' . M. Non regge, nel suo complesso, neppure il confronto con Cechov o Poe. Tra i venti racconti presentati alcuni sono effettivamente piacevoli, ma non mi convincono fino in fondo. Poi la modalità del racconto per interposta persona, anche se di moda nell'800, risulta un clichè abbastanza noioso.
Il saggio introduttivo di Savinio è buffo e da' informazioni interessanti, ma dopo un po' stucca. Da leggere a piccole dosi, man mano che procedono i racconti. »

La narice del coniglioLa narice del coniglio
di Paola Mastrocola - Guanda
  • Prezzo: € 10.00
  • Nostro prezzo: € 8.50
  • Risparmi: € 1.50 (15%)
3.0
La narice del coniglio, 05-08-2011
«Lo lessi in un solo pomeriggio folgorato dalle prime entusiasmanti pagine, l'impianto, però, mi sembra sempre ormai quello della Barca nel bosco. Un diverso per un qualche motivo, ed il suo disadattamento nel mondo. Certo, trovo irresistibile che la diversità sia in quel vibrare la narice alla moda del coniglio della sua infanzia. Non a caso, infatti, gli unici momenti di allegria sono con il bambino (innocenza? ) e la sua incontenibile allegria. Dopo un po' , qualcosa stufa, e sembra avviarsi alla fine tanto perché si deve. Rimane la domanda se si deve restare sempre fedeli a sé stessi. Verranno guasti e dolori, ma la mia risposta è sempre affermativa. »

Il dolore perfettoIl dolore perfetto
di Ugo Riccarelli - Mondadori
  • Prezzo: € 9.50
  • Nostro prezzo: € 6.18
  • Risparmi: € 3.32 (35%)
4.0
Il dolore perfetto, 05-08-2011
«Quello che rimane dopo la lettura è un sentimento di profonda, abissale, malinconia, lascia fotografie in bianco e nero, seppiate, lascia ricordi di persone mai incontrate ma vive, tutte lontane nel tempo - e per questo mitiche. Forse è la Storia dei nostri bisnonni, che si è persa nell'indifferenza di questi tempi liquidi e virtuali. Sono ciottoli duri e pesanti, di fatiche e figli, di botte e guerra, di stupore; sono i nostri Padri e le nostre Madri, radici perse in un passato remoto di una Italia sparita, sopratutto negli animi.
Riccarelli da' il senso delle vite utili e di quelle da comparsa - e tutte si spegneranno in un amen, o anche meno; da' il senso di dolori perfetti che ci sottintendono e che, come muscoli eterei, ci disegnano nei nostri destini. Quei dolori perfetti a cui non riusciremo a sfuggire e grazie ai quali possiamo comprendere queste storie, grezze e rare come dolomia. »

In Sardegna non c'è il mareIn Sardegna non c'è il mare
di Marcello Fois - Laterza
  • Prezzo: € 9.00
  • Nostro prezzo: € 7.65
  • Risparmi: € 1.35 (15%)
4.0
In Sardegna non c'è il mare, 05-08-2011
«Fois lo seguiva già da parecchio perchè in fondo amavo i suoi gialli ricchi di pathos, e perché dice una cosa che mi ripeto da quando trent'anni fa andai per la prima volta in Sardegna. Cioè che non è un'isola. Perché un'isola a un rapporto con il mare per collegarsi ad altro. Lì, il mare serve per tenere fuori gli altri. Anche se tutto ciò ingenera equivoci e stereotipi, che il buon Marcello, didascalicamente, analizza e sfata. Terra da sempre usata come conquista, senza tener conto di chi là è nato e cresciuto. Inoltre, la parte finale mi ha preso (di testa e di cuore) lì dove si parla degli scrittori sardi. Ma sardi in quanto nascita, e scrittori scrittori come direbbe Fois. Con il pregio in più di usare la propria localizzazione per scriverne e non per farne un ghetto. Della Deledda, ovviamente, ma anche di Satta, di Fiori (sulla cui Vita di Gramsci preparai la maturità) , e di Atzeni (con quel bellissimo "Passavamo sulla terra leggeri", che mirabilmente epitaffia come auspicio e non come affermazione). Dovendo però trovare qualche neo (e che, mica siamo dalla parte dei capolavori, ma solo delle belle cose do ottimo gusto), mi domando: perché ripetere due volte le stesse frasi su nani e ballerine in due punti diversi? Distrazione? Sottolineatura? Non lo so. Peccato veniale, ma godiamoci un bel mirto bianco gelato. »

Diario di un doloreDiario di un dolore
di Clive S. Lewis - Adelphi
  • Prezzo: € 8.00
  • Nostro prezzo: € 6.80
  • Risparmi: € 1.20 (15%)
2.0
Diario di un dolore, 05-08-2011
«Bene a metà, di solito non mi piace leggere i diari intimi di scrittori che amo, piu' che di un dolore, è il diario di un attaccamento: ad un dio assente, che i voli pindarici dell'intelletto non riescono a giustificare - se non agli occhi di un credente, e ci vuole comunque una bella propensione all'illusione; ad una relazione - di cui non posso dire nulla, ma di cui non sento il cuore - ma solo la testa.
Per il resto, un diario giustappunto frammentario, utile al paziente nel suo percorso di elaborazione del lutto, un po' meno al lettore vouyeristico che può ricevere maggiori gratificazioni e informazioni dai libri di Gibran, o dai testi di Gaber. »


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