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Ragazza in un giardino

Ragazza in un giardino

di Anne Tyler


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Descrizione

Baltimora, 1960. Pamela Emerson è rimasta vedova da poco e vive da sola in una grande casa, piena di orologi di cui il marito era appassionato collezionista. Ha appena licenziato il giardiniere ed è sola nel suo grande giardino, intenta a sistemare le sedie, quando passa di lì Elizabeth Abbot, una ragazza venuta dal Sud in cerca di un lavoretto estivo che le permetta di guadagnarsi qualcosa per il college. Elizabeth dà una mano a Pamela, che subito le offre un posto di tuttofare, nella sua enorme casa bisognosa di mille piccoli interventi. L'arrivo della ragazza nella famiglia Emerson, composta da sette figli adulti che raramente fanno visita all'anziana madre, fa scattare una molla nascosta e la situazione si complica. Soprattutto perché di lei si innamorano Matthew e Timothy, due dei figli di Pamela, che improvvisamente riprendono a frequentare la casa materna, solo per corteggiarla...

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 3 recensioni)


4.0Ragazza in un giardino, 10-07-2011
di G. Brunieri - leggi tutte le sue recensioni

«Non eccede, anche se il pericolo esiste, nelle descrizioni paesggistiche così care alla Tyler. Protagonista è una grande famiglia di Baltimora, composta da sette fratelli e dalla loro madre, rimasta improvvisamente vedova; come in ogni famiglia, ci sono sentimenti contrastanti che legano i figli: gelosie ed invidie che sfociano in eventi tragici, ma il tutto viene esposto con levità e leggerezza, quasi a invitare il lettore a non drammatizzare per le tempeste che la vita ci riserva. Il messaggio che la scrittrice trasmette è positivo, di speranza: sembra che la famiglia si sgretoli sotto i colpi inferti dal destino, ma non è così, alla fine l'affetto riesce ad emergere e a vincere, grazie all'intervento di un'estranea, una ragazza tuttofare che entra in punta di piedi nella famiglia per divenirne poi il perno, il collante che unisce i protagonisti della storia.
La lettura di questo libro mi ha fatto riflettere su un tema che sto vivendo in prima persona, quale quello degli anziani e delle loro esigenze. Capita che un genitore anziano preferisca essere accudito piuttosto che dal proprio figlio da un estraneo, e allora il figlio si interroga su come mai il suo affetto indiscusso sembri non essere riconosciuto dal genitore. Senza pensare che noi figli a volte non sappiamo far altro che esprimerci con rimostranze, borbottii, o infliggendo involontariamente piccole umiliazioni, quando invece la persona anziana chiede solo di essere capita, non chiede gesti impegnativi o eroici, chiede disponibilità, comprensione, pazienza e tanto amore.
»

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4.0Ragazza in un giardino, 21-02-2011
di S. Santi - leggi tutte le sue recensioni

«Libro lento e malinconico, di certo non adatto a tutte le sensibilità. Conosco il suo stile pacato e tranquillo, volto a cogliere attimi di vita di tutti i giorni, con un'attenzione particolare alle vicende familiari. Ed è così anche in questo libro. Protagonista è una grande famiglia di Baltimora, composta da sette fratelli e dalla loro madre, rimasta improvvisamente vedova; come in ogni famiglia, ci sono sentimenti contrastanti che legano i figli: gelosie ed invidie che sfociano in eventi tragici, ma il tutto viene esposto con levità e leggerezza, quasi a invitare il lettore a non drammatizzare per le tempeste che la vita ci riserva. Il messaggio che la scrittrice trasmette è positivo, di speranza: sembra che la famiglia si sgretoli sotto i colpi inferti dal destino, ma non è così, alla fine l'affetto riesce ad emergere e a vincere, grazie all'intervento di un'estranea, una ragazza tuttofare che entra in punta di piedi nella famiglia per divenirne poi il perno, il collante che unisce i protagonisti della storia.
La lettura di questo libro mi ha fatto riflettere su un tema che sto vivendo in prima persona, quale quello degli anziani e delle loro esigenze. Capita che un genitore anziano preferisca essere accudito piuttosto che dal proprio figlio da un estraneo, e allora il figlio si interroga su come mai il suo affetto indiscusso sembri non essere riconosciuto dal genitore. Senza pensare che noi figli a volte non sappiamo far altro che esprimerci con rimostranze, borbottii, o infliggendo involontariamente piccole umiliazioni, quando invece la persona anziana chiede solo di essere capita, non chiede gesti impegnativi o eroici, chiede disponibilità, comprensione, pazienza e tanto amore.
»

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4.0uno strano uomo tuttofare, 18-07-2010
di S. Arena - leggi tutte le sue recensioni

«Incentrato sulla famiglia Emerson, il romanzo si apre con l’incontro casuale tra la signora Pamela Emerson ed Elizabeth Abbot, che si offre di aiutare l’anziana vedova a trasferire i mobili della veranda dentro la rimessa. In cerca di un lavoro estivo per pagarsi gli studi che in realtà non vorrebbe continuare, Elizabeth diventa l’uomo tuttofare della casa. Elizabeth piace alla signora Emerson perché di poche parole e in grado di fare qualunque cosa (tranne uccidere il tacchino per la Festa del Ringraziamento). A volte risponde con domande o frasi che sconcertano il suo interlocutore e fanno sorridere il lettore. Sembra quasi che viva in un altro mondo, dal quale ha una visione totalmente differente delle cose e delle persone che la circondano. La signora Emerson ha vissuto per i suoi figli e adesso che questi sono cresciuti e si sono trasferiti, cerca in tutti i modi di inserirsi di nuovo nelle loro vite. Donna raffinata, tiene molto al suo aspetto fisico e ogni giorno si trucca e si veste con ricercatezza. Indossa sempre i tacchi e la gonna anche se ormai la maggior parte dei suoi capelli sono bianchi e hanno bisogno di essere tinti regolarmente. Elizabeth rappresenta l’esatto contrario. Tiene in ordine la casa ma nella sua stanza regna il caos. Trascura il suo aspetto indossando abiti da lavoro di taglie enormi, pantaloni e scarpe consumate e vestiti informi nelle occasioni speciali.
Nella casa c’è il viavai dei figli, uomini e donne, sposati e non, e qualche nipotino. Elizabeth finisce per conoscerli tutti e diventa spettatrice dei loro diverbi e delle loro stranezze. Nonostante la differenza dei caratteri della giovane e dell’anziana donna, entrambe stravaganti e ognuna con le sue fissazioni (Elizabeth non rifiuta mai un invito, la signora Emerson detta le lettere per i figli ad un registratore prima di scriverle), a distanza di anni le due si ritrovano. Una storia quieta e senza pretese, serena e simpatica, con colpi di scena che fanno invidia ad un romanzo d’avventura. Lo stile scorrevole e descrittivo è piacevole e il finale lascia dentro quiete e serenità.
»

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