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I racconti della maturità

I racconti della maturità

di Anton Cechov

5.0

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"Li ho riletti, questi sei racconti, tutti d'un fiato. Con un unica preoccupazione: capire se e quanto sono invecchiati, se e quanto i cento e passa anni che ci separano da loro hanno lasciato traccia. Che sollievo. Nessuna traccia. E che rinnovata consonanza, che piacere, che felicità nella lettura. Cent'anni? Andiamo! Sono storie di oggi, aggiustate certe situazioni, che tutti viviamo in prima persona, che ci sentiamo raccontare, che osserviamo intorno a noi. Mogli, mariti, amanti, padri, madri, figli, figlie: siamo noi, niente è cambiato. Mi sono anche chiesto il perché di questa inesauribile modernità di Cechov. Forse una ragione me l'ha data Orhan Pamuk nel suo recente discorso per il Nobel: 'Un autore parla di cose che tutti sanno senza averne consapevolezza. Esplorare questo sapere e vederlo crescere dà al lettore il piacere di visitare un mondo al contempo familiare e miracoloso'. In fondo anche Gor'kij diceva la stessa cosa di Cechov: 'Non dice nulla di nuovo, ma ciò che dice è così convincente, semplice, chiaro, da far paura'." (dall'Introduzione di Fausto Malcovati)

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Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 1 recensione)

5.0Cechov, 21-11-2010
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Leggi le opere del teatro di Cechov e vedi che non ci sono fatti, non vi sono intrecci. I vari personaggi entrano ed escono sulla scena, parlano, ma di fatto non succede nulla. Se qualcosa accade (la nascita e la morte del bambino di Nina e il suicidio di Konstantin ne "il gabbiano" ad esempio) in realtà se ne ha notizia soltanto, il fatto succede fuori scena. Ma alla fine, quando si guarda dall'alto alla vicenda narrata, si comprende che quanto narrato in realtà è la Vita reale di una borghesia annoiata, senza valori, attratta da fama e onori che sono di fatto una illusione, dedita a cose credute importanti e che non lo saranno più di li a poco dopo, o che ha dedicato parte della sua vita a cose non più importanti, caratterizzata da una incomunicabilità inquietante, per cui ognuno è solo, parla di fatto a se stesso, senza essere ascoltato, senza che qualcosa di quello che dice arrivi al cuore dell'altro, come se parlasse a se stesso, come se semplicemente esprimesse ad alta voce personali pensieri. Ogni sogno, aspirazione o tentativo di fuga da questo vuoto fallisce. L'incomunicabilità, la solitudine, il vuoto interiore, la noia di vivere, l'assenza di un concreto progetto di vita, sono i veri protagonisti del teatro di Cechov.
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