Racconti matematici

Racconti matematici

2.5

di C. Bartocci (a cura di)


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Descrizione

Alcuni scrittori di valore sono anche stati matematici di professione: da Omar Khayyam a Bram Stocker, da Lewis Carroll a Alexander Solzenicyn. E non è raro che in alcuni romanzi ci siano pagine dedicate alla matematica o con matematici protagonisti. In questa antologia vengono però raccolti solo quei racconti che per intero ed esplicitamente si sono ispirati al mondo della matematica (per tema o struttura del racconto). Due storie di Borges ispirate a quei "libri di logica e matematica letti ma non perfettamente compresi", l'integrazione matematica come integrazione razziale in Pynchon o il rapporto tra uomo e donna sotto forma di anello di Moebius in Cortázar. Tra gli altri racconti si ricordano quelli di Calvino, Buzzati, Huxley, Cheever e McEwan, Saramago, Del Giudice, Voltolini, Musil. Uno spazio particolare è riservato alla fantascienza, che con la matematica ha spesso mostrato grandi affinità.

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  2.5 (2.5 di 5 su 4 recensioni)

2.0Non mi hanno colpito più di tanto, 09-05-2012
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Piccolo rammarico per questa raccolta di racconti. In una raccolta è evidente che non tutti i racconti siano ad un grande livello ma visto che questa è una raccolta di autori diversi pensavo che fossero tutti racconti di una certa importanza. Ed invece no: alcuni sono piacevoli ma altri sono proprio scialbi. Una nota di gradimento va ai racconti di Calvino e al racconto di Borges.
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3.0Raccolta.., 03-02-2012
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... Di racconti di diversi autori che hanno in comune fra loro la matematica. Nomi importanti come Borges, Eco, Asimov. Un libro di piacevole lettura per gli amanti della matematica e non, non si entra troppo nello specifico, qualche racconto che rendono argomenti che possono far paura, delle storielle semplici e divertente. Consigliato anche a chi di matematica non sa nulla!
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2.0Racconti matematici, 11-08-2011
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Mi ha dato l'impressione di una raccolta estemporanea, peraltro con molte carenze, errori di stampa (Eudide in vece di Euclide; il personaggio della storia di DFWallace che in una pagina si cita al femminile e nel resto no). Mancanza assoluta di dati spazio-temporali (è il caso di dirlo) sulle opere: quando sono stati scritti? (è vero che abbiamo mini bio degli autori, ma in fondo al libro). E, soprattutto (mio vecchio pallino contro i curatori): qual è il titolo originale? Ne riparleremo.
Anche perché sul versante scrittura Asimov con la reinvenzione del calcolo con la penna e Capek con la vera storia della morte di Archimede sono da favola. (Ma perché non citare uno degli indubbi anche se non notissimi meriti di Capek: l'aver introdotto nel linguaggio letterario la parola robot, utilizzandola in un racconto degli anni venti, per indicare degli automi che facevano del lavoro, ed anche altro, prendendo in prestito il vocabolo ceco per lavoro à robota?). Giusto un gradino sotto Lem e i suoi alberghi infiniti e McEwan ed il suo modo incruento di usare la geometria solida per sbarazzarsi della moglie. Gli altri non sono all'altezza, quando sono sotto l'altezza. Diviso in diverse sezioni, può essere migliorato in successive uscite. Le prime tre sezioni corrispondono grosso modo alle zone critiche che, nella metafora di Bartocci sulle corrispondenze tra linguaggi, connotano la faglia lungo la quale collidono Matematica e Letteratura e in cui si concentra quindi l'energia della collisione: l'infinito, lo spazio e la complessità. Ciò spiega perché il volume si apra con Il libro di sabbia di Borges, che non ha inizio né fine.
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3.0Intersezioni tra letteratura e matematica, 25-02-2011
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Una raccolta di ventisei racconti aventi argomento stile struttura in qualche modo riconducibile alla matematica.
Sono rappresentati certamente tra i più grandi scrittori della narrativa breve (Borges, Cortazar, Buzzati, Calvino...). Il racconto che mi ha colpito di più è stato "Continuità dei parchi" di Cortazar, che narra di un uomo che legge un romanzo nel quale si parla di un uomo che sta per essere presumibilmente ucciso mentre sta leggendo un romanzo: dovrebbe definirsi ricorsività, non è vero?
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