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I racconti della Kolyma

I racconti della Kolyma

di Varlam Salamov


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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Einaudi tascabili. Scrittori
  • A cura di: I. Sirotinskaja
  • Traduttore: Rapetti S.
  • Data di Pubblicazione: giugno 2005
  • EAN: 9788806177348
  • ISBN: 8806177346
  • Pagine: XLVI-1314

 Questo prodotto appartiene alla promozione  Einaudi ET
La Kolyma è una desolata regione di paludi e di ghiacci all'estremo limite nord-orientale della Siberia. L'estate dura poco più di un mese; il resto è inverno, caligine grigia, gelo che può scendere anche a sessanta gradi sotto zero. Lì, dalla fine degli anni Venti, alcuni milioni di persone sono state deportate e sfruttate a fini produttivi e di colonizzazione della regione. Salamov arrivò alla Kolyma nel 1937, dopo essere già stato rinchiuso in un lager degli Urali fra il 1929 e il 1931 a causa della sua opposizione a Stalin. E alla Kolyma rimase fino al 1953. L'anno successivo, subito dopo il ritorno a Mosca, tassello dopo tassello Salamov cominciò a comporre il suo monumentale mosaico contro l'oblio, il suo poema dantesco sulla vita e sulla morte, sulla forza del male e del tempo. "Il lager è una scuola negativa per chiunque, dal primo all'ultimo giorno. L'uomo non deve vederlo. Ma se lo vede, deve dire la verità, per quanto terribile sia. Per parte mia, ho deciso che dedicherò tutto il resto della mia vita proprio a questa verità", così scriveva Salamov a Solzenicyn nel novembre del 1962. In questa discesa negli abissi della memoria i ricordi si snodano come una partitura musicale. L'avvio è graduale, i temi si delineano in parallelo per poi intrecciarsi e sovrapporsi: l'arrivo nei campi, la casistica dei vari tipi di carcerieri, i luoghi e le condizioni del lavoro forzato, la natura ostile e cosi carica di significati simbolici, i compagni di pena.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.5 di 5 su 17 recensioni)

5.0Indimenticabile, 09-07-2013, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Terribile, un terribile diario-verità scritto sulla base delle esperienze personali di Salamov Varlam, sulla vita nei "paradisi staliniani". Cinquantuno storie (consigliabile leggerne due o tre per volta), tante piccole storie di vita quotidiana nei gulag siberiani dove arrivare vivo alla fine della giornata era già una grande vittoria, trovare una crosta di pane ammuffito, una grande soddisfazione, riuscire a restare qualche minuto in una stanza riscaldata, una beatitudine infinita. Una grande lezione di vita, la prova di quello a cui può giungere un essere umano per la sopravvivenza, e non importa se nobile o plebeo, se ricco o povero, se sapiente o analfabeta, se buono o cattivo, nei gulag la vita è livellata verso il basso, lo scopo è uno solo, restare vivi, non importa a quale prezzo, anche a costo della vita di un altro. Dopo Solgenitsin e Sacharov ci mancava un Salamov.
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3.0MOLTO FORTE, 30-05-2012
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"I racconti della kolyma" è un libro forte, che ti prende per mano e ti accompagna per lungo tempo. Va assaporato, capito e goduto con lentezza perchè ogni pagina ha molto da dire e raccontare. Non è un volume che va preso alla leggera. Se si vuole iniziarlo bisogna dedicargli tutta la nostra attenzione
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5.0Piacevole, 07-05-2012
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Mi è piaciuto soprattutto per l'ironia e la drammaticità con cui lo scrittore narra gli evenenti, con un realismo tale che ne siamo fin da subito presi. Infatti il ritmo per quanto lento possa sembrare è molto avvincente, per cui non si avverte alcun segno di pesantezza durante la lettura. Consigliato!
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3.0Piacevole, 07-05-2012
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Un testo autobiografico che mi ha destato qualche motivo di piacere ma che non mi ha convinto pienamente per via del carattere storico e giallistico. Tuttavia la scrittura è molto persuasiva, incolla il lettore alla vicenda e lo sprona a proseguire fino alla fine. Sicuramente piacevole e anche divertente!
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4.0Piacevole, 30-04-2012
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Una serie di racconti autobiografici che raccontano con ironia e delicatezza contemporanea una storia molto avvincente e intrigante, con un ritmo abbastanza incalzante e una scrittura spoglia, asciutta e dunque immediata, capace di richiamare l'attenzione fin da subito. Sicuramente un testo consigliato!
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4.0Meraviglioso, 28-04-2012
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Un testo molto piacevole e godibile sotto qualsiasi punto di vista. Infatti è una sorta di racconti attraverso cui lo scrittore ci racconta di eventi noti all'umanità, eventi che abbiamo vissuto e forse dimenticato, tramite la licenziosità di uno stile immediato e ricercato che cattura il lettore. Consigliato!
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4.0Una lettura imperdibile., 12-08-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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In questa emozionante raccolta di racconti Salamov è capace di coinvolgere i lettori a tal punto da far sentire loro il freddo siberiano.
Attraverso una scrittura scorrevole, propone una serie di scenari di vita realmente vissuta nel gulag più difficile del regime comunista stalinista.
Grazie a questo capolavoro, possiamo definire Salamov un degno rappresentante della letteratura russa di tutti i tempi.
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4.0I racconti di Kolyma, 11-08-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Salamov è un maestro nel raccontare i fatti nudi e crudi, così come li vede, nessuna pretesa di giudizio morale, nessuna critica alla società: solo il racconto di quanto facilmente si degrada un essere umano, trascinandolo negli abissi della disperazione, della negazione dei bisogni fondamentali, portandolo al disprezzo della propria dignità e al disinteresse per la vita stessa.
Nella Kolyma morte e vita sono due facce della stessa medaglia, i dochodjagi (morti viventi, moribondi, relitti umani) si aggirano in un limbo indistinto tra l'inferno della vita e l'inferno della morte, senza sapere che strada prendere, senza desiderarne una in particolare.
Il gelo della Kolyma (regione siberiana vicina alla Kam269; atka) nasconde forse milioni di corpi sepolti nel gelo, sotto le pietre, a temperature insopportabili che raggiungono anche i -55C. Le vittime delle purghe staliniane resteranno in gran parte sconosciute al mondo; le purghe ammassarono malavitosi comuni, intellettuali trotzkisti, controrivoluzionari, infimi ladruncoli, nemici del popolo, pigiandoli in un unico calderone a combattere una lotta tra poveri, all'ultima crosta di pane, all'ultimo pezzo di straccio per coprirsi le membra congelate. Alamov annaspa in questo mare magnum di sofferenza per decenni, anche lui alla deriva senza un punto di riferimento, aspettando la morte senza pensare all'indomani. Alla Kolyma invece alamov sopravviverà, tornando nel mondo a raccontare la sua storia. Non per combattere il comunismo come fece Solzhenitsyn (autore che alamov non apprezzò, che conobbe e che avversò apertamente) , non per fare storia, non per educare i posteri. Alamov scrive solo per raccontare la sua vita, le vicende che lo videro spettatore oltre che protagonista, per fissare sulla carta i suoi ricordi con ciò che definirei un distacco lirico.
Non essendo un romanzo concepito come un unicum, manca una linea narrativa singola, un trait d'union spazio-temporale; spesso il medesimo episodio si ripete in più d'un racconto, lo stesso personaggio appare nella storia visto da prospettive diverse. Globalmente, considero Vita e destino di Vasilij Grossman superiore come architettura narrativa, completamente diverso per forza empatica, spessore dei personaggi e delle vicende, organicità, pathos. Ma, bisogna ammetterlo, è uno scontro tra titani.
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5.0I racconti della Kolyma, 25-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Da abbinare idealmnente allo scritto fiume di solgenitsin, va letto sempre e comunque. Vi prego solo di leggerli, questi racconti. E di tenerli sempre dentro di voi perché se quel tempo è storicamente lontano, l'umanità che dolorosamente li ha vissuti non era diversa da noi.
Anzi, leggiamo, riflettiamo, annotiamo, consideriamo 'che questo è stato' come scrisse Primo Levi, e facciamone tesoro. Il presente è il prodotto del passato, ma il futuro comincia da ciò che facciamo nostro oggi.
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5.0I racconti della Kolyma, 12-05-2011
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"I racconti della Kolyma" è un libro forte e crudo da leggere a piccole dosi per poterne cogliere la bellezza e la particolarità. Racconta del comunismo e della violenza subita sopratutto dalle donne, della crudeltà e bestialità degli uomini. Offre numerosi spunti di riflessione, consigliato.
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5.0Per non dimenticare mai, 29-03-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 3
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I gulag sovietici come vita ordinaria nell'ambito della follia umana. Oltre che un forte documento politico un'idea dell'adammento degli uomini in qualsiasi contesto. Dopo Levi, con la stessa forza ed uguale potenza lirica, la storia di un prigioniero che, al di là del bene e del male, riesce a mantenere la propria dignità di uomo.
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5.0Lager è una parola russa, 14-09-2010
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Tanto di cappello a chi, come Salamov, dopo aver vissuto la violenza, la repressione, l'umiliazione del comunismo, trova la forza di raccontare al mondo la verità. Un libro che non dovrebbe assolutamente mancare nelle biblioteche di tutte le scuole del mondo.
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