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Rabbia. Una biografia orale di Buster Casey

Rabbia. Una biografia orale di Buster Casey

di Chuck Palahniuk

4.0

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  • Editore: Mondadori
  • Collana: Piccola biblioteca oscar
  • Traduttore: Colombo M.
  • Data di Pubblicazione: settembre 2008
  • EAN: 9788804581338
  • ISBN: 8804581336
  • Pagine: 357
  • Formato: brossura
"Rabbia" prende la forma di una storia (romanzesca) orale di Buster "Rant" Casey, nella quale un assortimento di amici, nemici, ammiratori, detrattori e familiari dicono la loro su questo personaggio malvagio (ma forse no), morto in circostanze tanto misteriose quanto leggendarie, che forse è stato il più efficiente serial killer di questa epoca. Buster era il tipico ragazzino di una cittadina nel bel mezzo del nulla, alla ricerca di emozioni forti in un mondo di video games e di film di avventure e di azione. Dopo le prime ribellioni al liceo scappa dal suo villaggio natale di Middleton e va nella grande città, dove ben presto diventa il leader di un gruppo di giovani dediti a una sorta di rito-gioco di demolizione urbana chiamato Party Crashing: nelle notti prescelte i partecipanti decorano in modi bizzarri le loro auto e quando arriva il momento cominciano ad attaccarsi a vicenda cercando di cozzare colle proprie vetture contro quelle degli altri. In occasione di una di queste violente cacce notturne Casey incontra la morte al volante. E dopo la sua morte spettacolare, i suoi amici raccolgono le testimonianze necessarie a ricostruire una storia orale della sua breve vita. Ma Casey è morto davvero?

Note su Chuck Palahniuk

Chuck Palahniuk è nato a Pasco, nello Stato di Washington, il 21 febbraio del 1962. Dopo il divorzio dei genitori, lui e i suoi fratelli sono stati affidati ai nonni materni, con i quali hanno vissuto in un ranch nello Stato di Washington. A vent'anni, Palahniuk studia presso l'Università dell'Oregon, dove nel 1986 consegue la laurea in Giornalismo. Dopo la laurea, si trasferisce a Portland, dove lavora come giornalista per i quotidiani locali. Dopo poco però, lascia l’attività per lavorare a tempo pieno come meccanico specializzato in motori diesel. Tornerà ad occuparsi di giornalismo solo dopo essere diventato uno scrittore affermato. A partire dal 1988 inizia a fare il volontario, maturando quelle esperienze che poi si potranno ritrovare nelle sue opere. Aiuta i senzatetto e lavora nelle case di riposo, provvedendo al trasporto dei malati terminali e portandoli ai gruppi di sostegno. In seguito alla morte di un paziente a cui si era affezionato, decide di abbandonare l’attività come volontario. Superati i trent’anni, decide di frequentare un laboratorio di scrittura tenuto da Tom Spanbauer. I suoi primi racconti, “Negative Reinforcement” e “The Love Theme of Sybil and William”, vengono pubblicati nel 1990 sulla rivista mensile Modern Short Stories. I suoi primi romanzi furono inizialmente respinti dalle case editrici a causa dei contenuti forti ed inquietanti. Nel 1996, però il suo editore decide di pubblicare “Fight Club”. Il romanzo inizialmente non ebbe un grande successo commerciale, ma in seguito alla trasposizione nell’omonimo film diretto da David Fincher e interpretato da Edward Norton, Brad Pitt ed Helena Bonham Carter, il romanzo acquistò fama e divenne un successo internazionale. A questo primo successo, ne seguirono molti altri, tra cui “Survivor” (1999), “Invisible Monsters” (1999), “Soffocare” (2001), “Cavie” (2005), “Pigmeo” (2009) e “Dannazione” (2011). Lo stile di Palahniuk è asciutto e grottesco, le trame sono caratterizzate da un ritmo incalzante. La libertà, intesa come rifiuto e fuga dalle oppressioni della società, dalla competizione e dai mass media, rappresenta il punto cruciale della sua scrittura. Attualmente Chuck Palahniuk vive a Vancouver, quando non scrive romanzi, lavora come giornalista free-lance. 

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.8 di 5 su 8 recensioni)

5.0Insolito ma fenomenale, 28-04-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Quella di Rant Casey è una biografia orale raccontata dagli abitanti della sua piccola città, che sostengono di averlo conosciuto e di averci parlato prima che lui morisse. In tanti giurano di essere stati i suoi migliori amici, le ragazze mettono in giro la voce di essere state baciate da lui e di aver quindi contratto il virus della rabbia, ma non si saprà mai fino a che punto tutto questo possa essere vero, dato che Rant non c'è più o forse si è solo trasferito in un'altra dimensione, in un'altra epoca.
Come ogni biografia che si rispetti, anche quella di Rent inizia dalla sua nascita, coperta anch'essa da un alone di mistero. Da ragazzino scopre quanto gli piaccia farsi iniettare veleno da vedove nere e serpenti a sonagli, tanto da divenirne dipendente. Durante gli anni della scuola inizierà il business della Fatina dei Denti, per poi dedicarsi al party crashing da adolescente e finire la sua vita in un incidente d'auto probabilmente studiato a tavolino. Sullo sfondo di tutto questo, un'epidemia di rabbia travolgerà gli abitanti cosiddetti "notturni" della città. Inutile dire che Rant sia visto da tutti come il generatore colpevole di questo virus di rabbia e che grazie a ciò sia considerato un personaggio leggendario.
Ci troviamo davanti ad un romanzo decisamente fantascientifico, raccontato in maniera insolita e divertente. Lo consiglio.
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2.0Rant Casey, 06-03-2012
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Odioso e denza speranza: questo è il mondo in cui albergano i personaggi di Palahniuk. E i suoi personaggi finiscono per assumerne le stesse caratteristiche. Rant è un personaggio malato e chi lo circonda, raccontandone le storie in una sorta di intervista, è probabilmente del suo stesso stampo: irrecuperabile.
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2.0Palahniuk, 31-08-2011
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Questo è uno dei pochi libri che non mi ha appassionato affatto da tutti i punti di vista. La delusione è stata maggiore in quanto ho apprezzato molto questo scrittore e non mi aspettava una cosa del genere ma in fondo il mio giudizio è dettato dal mio gusto. Di questo autore non consiglierei Rabbia ma rimarrò appassionata sempre di fight club.
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5.0Per me il libro migliore di Palahniuk, 21-07-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 3
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Come ho scritto nel titolo Rabbia per me è il miglior libro di Palahniuk.
Non è di facile lettura all'inizio ma via via nel corso del testo si chiarisce tutto anche se il finale, come al solito, è un qualcosa di assurdo, folle, incasinato, geniale e paranoico.
E' proprio tutto ciò che, per me, rende irresistibile Palahniuk.
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3.0Rabbia, 30-03-2011
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Abbandonatevi al suo preciso stile, e non ve ne pentirete. Prendete Faulkner, mandatelo in acido e avrete Chuck Palahniuk. In questo romanzo l'autore ricorre alla narrazione multipla, in cui ogni personaggio aggiunge un tassello alla vicenda, delineando vita, opere e personalità di Buster Casey. Peccato che, dopo una prima parte appassionante, le ultime pagine siano troppo cervellotiche, andandosi a impelagare in una vicenda al limite del paranormale, con salti nel tempo e altre amenità, che nulla regalano alla narrazione, anzi.
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5.0Geniale!, 12-10-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Quant'è difficile recensire un libro di Palahniuk... soprattutto questo libro!
Difficile parlarne senza anticipare la trama...diciamo che è l'ennesima (e secondo me ben riuscita) sperimentazione dello scrittore di Portland, che dipana la trama attraverso un "racconto orale" che pare quasi un documentario.
Tuttavia, nonostante la struttura non lineare del racconto, o forse proprio grazie ad essa, ne viene fuori un romanzo originalissimo e avviluppante: quello che cattura, oltre allo stile secco ed inconfondibile dello scrittore, è che pezzi di storia apparentemente senza collegamento riescono a fondersi magistralmente nel finale.
Se vogliamo trovare proprio qualcosa da rinfacciare a Chuck, è la sua voglia di sperimentare e di stupire a tutti i costi: a volte l'operazione riesce bene (come in questo caso), altre meno.
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4.0Rabbia, 12-10-2010
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Libro sofisticato; complesso nella sua struttura quanto accattivante, tanto che vi terrà incollai fino all'ultima pagina.
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4.0Aggressivo e spregiudicato, 14-05-2009, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Una specie di bolero letterario, comincia lasciandoti perplesso di fronte a spezzoni, episodi, racconti in prima persona, che sembrano non avere alcuna relazione gli uni con gli altri, se non il fatto che parlano del protagonista. I frammenti cominciano ad addensarsi e, insieme al personaggio principale, si delinea un contesto storico e sociale incredibilmente interessante e ricco di spunti.
Un libro bellissimo, a mio avviso gia' pronto per un adattamento cinematografico in stile Gus Van Sant
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