Quer pasticciaccio brutto de via Merulana

Quer pasticciaccio brutto de via Merulana

4.0

di Carlo E. Gadda


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Descrizione

Roma durante il fascismo. Il commissario di polizia don Ciccio Ingravallo è incaricato di svolgere un'inchiesta su un furto di gioielli avvenuto al 219 di via Merulana, una via popolare nel cuore di un vecchio quartiere. Nella casa abitano due amici del commissario: i coniugi Balducci, dai quali è solito andare a pranzo nei giorni festivi. Per lo scapolo don Ciccio Liliana Balducci è l'incarnazione della dolcezza e della purezza femminile. Un mattino, Liliana viene selvaggiamente assassinata nel suo appartamento: il furto dei gioielli e l'assassinio sono opera di una stessa persona? Da questi episodi prende il via il romanzo gaddiano, che, apparso in "Letteratura" nell'immediato dopoguerra, fu scritto a Firenze nel ricordo di un lontano soggiorno nella capitale (1926-27). Basandosi su un reale fatto di sangue, Gadda costruisce un intrigo poliziesco che gioca su un duplice registro: può essere letto, infatti, come eco del mondo e come bricolage letterario. Prefazione di Pietro Citati e nota di Giorgio Pinotti.

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  4.0 (4.2 di 5 su 11 recensioni)

3.0Il giallo italiano, 23-06-2012
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Il commissario Ingravallo è tenuto questa volta a risolvere un caso che lo coinvolge anche emotivamente: nella palazzina di via Merulana viene denunciato un furto di gioielli e qualche giorno più tardi la signora Liliana Balducci, che per don Ciccio Ingravallo è la rappresentazione della purezza femminile, viene trovata assassinata in casa sua, con uno squarcio che le apre la gola. Le indagini portano la polizia a spostarsi verso la zona dei Castelli Romani, da dove provengono infatti le domestiche della famiglia Balducci. Insomma, gli indagati sono tanti, ma sembra che ognuno di loro abbia un alibi e la risoluzione del giallo sembra sempre più lontana.
Il messaggio che Gadda ci vuole mandare è che purtroppo la realtà ha troppe sfaccettature per essere spiegata e di conseguenza arrivare alla soluzione non è sempre così facile.
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4.0Un intreccio ingarbugliato, 18-05-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 3
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Romanzo complicato e particolare che rientra nella nostra letteratura novecentesca. La storia ruota intorno alla ricerca del colpevole di un furto prima e di un delitto poi, avvenuti entrambi in due distinti appartamenti di uno stesso palazzo, a Roma, in via Merulana. Tantissimi sono i personaggi che si avvicendano nel romanzo, interrogati dal commissario di polizia, e che creano un groviglio di vicende che si intrecciano tra loro. Tutti i personaggi sono inseriti nella lista dei sospettati poiché ognuno di loro ha un movente tale da giustificare il furto eo il delitto. La storia si legge con una certa difficoltà a causa dei numerosi intrecci e a causa della presenza di un linguaggio variegato che spazia dal dialetto popolare, ai termini arcaici, fino ad arrivare all'uso di vocaboli inventati. Il tutto concorre a dimostrare la tesi di Gadda: la vita in sé è complessa ed inspiegabile.
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5.0Autore fantastico, 11-03-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Il grande carlo emilio gadda ha saputo mettere in questo fantastico romanzo tutta la sua visione del futurismo. Ha mischiato generi e lingue ma nonostante ciò il testo è unitario e perfetto nel suo pastiche. Sicuramente il migliore tra gli autori del novecento fascista, nessun altro potrà scrivere mai come gadda.
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3.0Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, 04-04-2011
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Riconosco come indubbia la grandezza di questo autore. Mi è piaciuto abbastanza... Bella la contaminazione linguistica, sottili e di grande soddisfazione i riferimenti culturali (fatti apposta per farti gongolare quando li capisci, ma quando non li capisci... Oh beh, alla fine sono cose astruse! Eheh), mi è piaciuta anche la storia, bella davvero, e l'ambientazione, e la scrittura di Gadda, veramente folgorante a tratti, in altri punti invece macchinosa e costruita. In ogni caso è un libro che richiede un po' di concentrazione per essere letto, e che non è fatto per le persone impazienti che hanno la tentazione di saltar pagine per capire come va la storia... Bello comunque, ma certo non mi ha aperto un nuovo mondo.
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4.0Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, 15-02-2011
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Mi incuriosiva parecchio il titolo e così l'ho comprato. Alla fine però ho riso talmente tanto da anestetizzarmi: non certo per la storia, ma per il racconto, le descrizioni, i personaggi inverosimili e verissimi, l'uso del romanesco così alieno al Gran Brianzolo. Ne trasse un film il Germi dal titolo ben diverso e incomprensibile: "Un maledetto imbroglio". Germi stesso recitava la parte del commissario Ingravallo e fu una gradevole commedia, ma non detonante come il Gaddiano racconto, a riprova del fatto che più che la trama fu il raccontare che m'inchiodò alla pagina facendo dolorare i mondeghili... Insomma, leggetevelo, amici cari e, se potete, non ustionatevi lì dove le vostre tremule gambette si uniscono al tronco.
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4.0Un romanzo intricato , 05-12-2010
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Gadda è uno dei più grandi narratori che abbia mai letto. Ma i suoi lavori sono consigliati a persone che non solo hanno una grande attenzione ma anche una gran pazienza. Perchè le sue trame sono intricate. Gadda si diverte a sconvolgerla, la trama, a distruggerla a complicarla all'estremo, a confondere il lettore.
Si inizia con un passaggio, poi viene sconvolto con descrizioni arzigogolate e incomprensibili e assolutamente inutili, poi la trama ricomincia da dove era stata interrotta, magari dopo cinque, sei, dieci pagine.
Un grande autore, ma non lo consiglio a tutti. Ha messo a dura prova la mia capacità di attenzione!
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3.0Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, 03-11-2010
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Devo dire che la lettura non è stata facile! L'uso del dialetto romanesco e di termini ricercati rendono "la strada dura" a chi si immerge nelle pagine di questo capolavoro
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5.0Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, 06-10-2010
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Questo è un capolavoro della narrativa italiana di sempre. Per la capacità di scavo nell'anima dei personaggi (ad avercela, l'anima!), per la maestria nell'ambientazione, per le descrizioni di Roma e dintorni negli anni Venti del Novecento, per le prese di posizione politiche, per la raffinata ricerca del linguaggio. Tutto in perfetta armonia tra realismo e surrealismo. Si è tentati di credere che Todde abbia letto e assorbito Gadda: penso che prima o poi glielo chiederò (a Todde, non a Gadda).
Il libro è impegnativo ma affascinante; e noi siamo persone di buona volontà.
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5.0capolavoro della lingua italiana, 11-08-2010
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La lingua nasce e si conforma nella struttura mentale della gente e poi si proietta sotto forme onomatopeiche. Questo fa Gadda che parla in modo celestiale e da studiare. Più della storia mi ha impressionato il linguaggio che viaggia tra il romanesco e l'italiano puro. Ma tutto è affascinante di questo libro che ha svariati angoli di lettura. Ottimo.
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5.0l'ispettore molisano, 08-07-2010
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L'ispettore di polizia mi sembra Di Pietro di cui ha la stessa origine (Molise). Gabba nemmeno lo conosceva perché il romanzo fu scritto decenni fa, ma è strano come ci sia assonanza di stile nel comportamento tra i due poliziotti. La vera straordinaria qualità del libro è nel linguaggio, a dimostrazione che la lingua si crea e lo fanno soprattutto chi sa dove andare alla fonte, verso l'onomatopea. Capolavoro assoluto.
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5.0Ingravallo, ispettore filosofo., 06-07-2010
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Capolavoro assoluto della letteratura italiana del ‘900.
Che magnifico scrittore Gadda (o farei meglio a dire che magnifico libro, poiché gli altri a mio avviso non sono dello stesso livello; gusti personali, si capisce) quanto ami la sua scrittura è difficile da quantificare.
Personalmente piace ridere quando leggo, amo in particolare quei scrittori che fanno dell’ironia un elemento imprescindibile del loro scrivere, Philip Roth, Thomas Pynchon, Kurt Vonnegut e altri, quasi tutti americani. E Gadda, scrittore diversissimo in tutto e per tutto dai suddetti, può rientrare in questa “famiglia” di Satiri” poiché fa dell’ironia invettiva la componente cardine del suo linguaggio “sovversivo”.
Pazzaglia dice: “esso (Quer pasticciaccio brutto de via Merulana) tende a frantumarsi in una serie di quadri fortemente impressionistici, nei quali l’autore esprime la propria visione polemica della realtà”.
Nel romanzo in questione, infatti, il “giallo” è solo un pretesto nella misura in cui offre a Gadda la possibilità di focalizzare figure, ambienti, costumi, abitudini, manie e istantanee della vita nella Roma degli anni 30. Trattasi di romanzo fenomenologico. Il “gran Lombardo” indugia e divaga, perdendo di vista l’intreccio romanzesco, e dando uno spaccato terribile della società fascista: dalla borghesia al popolino, squallida, viziosa e superficiale.
Non c’è nessun colpevole, l’omicidio è irrisolvibile; l’impossibilità di arrivare ad una pena è simbolo dell’impossibilità di sbrogliare il groviglio del reale, il nodo o il pasticciaccio pregiudica ogni ragione del mondo circostante. Troppo complesso e stratificato, nel quale ogni evento sembra essere figlio di una serie di cause ed effetti apparentemente casuali riconducibile ad una miriade di esistenze.

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