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Quello che importa è grattarmi sotto le ascelle. Fernanda Pivano intervista Charles Bukowski

Quello che importa è grattarmi sotto le ascelle. Fernanda Pivano intervista Charles Bukowski

di Charles Bukowski

3.5

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Fernanda Pivano incontra Charles Bukowski e lo fa parlare, quasi a ruota libera. Ne esce un ritratto incisivo di uomo e di artista. Precedute da una biografia dell'autore, la Pivano pone le sue domande, oscillando tra le questioni fondamentali e le piccole cose che fanno la vita di tutti i giorni.

Note su Charles Bukowski

Charles Bukowski nacque ad Andernach, in Germania, il 16 agosto del 1916. Era figlio di Henry Bukowski, un soldato dell'esercito americano, e di Katharina Fett, una giovane donna tedesca. Quando il padre prese congedo, si trasferì assieme alla famiglia a Los Angeles. Tuttavia Henry, non riuscendo a trovare lavoro, sfogava le sue frustrazioni picchiando e maltrattando il piccolo Charles. L'infanzia difficile di Charles fu il preludio a una intera vita caratterizzata dal disagio e dall'emarginazione, tematiche che emergono con forza nella sua produzione artistica. Fin da bambino si distinse per lo straordinario talento letterario. Nel 1938 si diplomò alla Los Angeles High School e subito dopo iniziò a lavorare come magazziniere, ma non riuscì mai ad adattarsi alle rigidità del mondo del lavoro, con i suoi orari e le sue regole. Poco dopo esordì come scrittore per la rivista Underworld e, lasciando la famiglia, iniziò il suo vagabondaggio per gli Stati Uniti, svolgendo ogni tipo di lavoro e abbandonandosi all'alcol. Nel 1955 tornò a Los Angeles per lavorare in un ufficio postale, è in questo periodo che i problemi di alcolismo dell'autore si intensificano, ricoverato per un'ulcera perforante si salvò solo grazie a delle trasfusioni di sangue. Anche la vita sentimentale fu tormentata. Dopo aver interrotto una relazione decennale con Janet Cooney Baker, si sposò con Barbara Frye, direttrice di una rivista, ma dopo due anni divorziarono. La depressione di Charles raggiunse un picco quando la sua vita fu sconvolta da due morti, quella del padre, per infarto, e quella della sua precedente compagna, Janet, per alcolismo. Nel 1964 divenne padre. Sua figlia, Marina, era il frutto della relazione che aveva instaurato con la poetessa Frances Smith. I due vissero assieme per un periodo, ma non si sposarono mai. Nel 1969, dopo anni di lavoro all'ufficio postale, si licenziò in seguito all'offerta ricevuta dall'editore della Black Sparrow Press, che gli offriva un contratto a vita per lavorare come scrittore. A distanza di un mese pubblicò "Post Office", il romanzo che lo rese celebre, un' autobiografia sulla sua vita all'ufficio postale. Nel 1976 incontrò Linda Lee Beighle, con la quale si sposò nel 1985. Morì di leucemia il 9 marzo 1994, in California, poco dopo aver completato il suo ultimo romanzo, "Pulp".  

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.5 di 5 su 2 recensioni)

3.0Quello che importa è grattarmi , 09-10-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
divertente, umano ritratto privato di Bukowski...molto simile ai suoi racconti, del resto, quindi la "novità" e l'interesse del libretto stanno semmai nella sostanziosa prefazione della Pivano...e nella copertina, perché no...
dalla prefazione traggo questa citazione bukowskiana, probabilmente presa dal romanzo Donne, che mi ha letteralmente fatto morire dal ridere: "Umanità, mi stai sul cazzo da sempre. Questo è il mio motto".
condensa alla perfezione il bukowski-non-pensiero: aggressivo, ironico, minimalista, ruvido, strafottente.
mi si conferma il dubbio ormai certezza, una volta di più, che la costruzione di mitologie, e il vecchio Henry Charles ne sapeva qualcosa, sia un modo di neutralizzare personaggi semplificandoli fino all'inutilità. Bukowski, piaccia o meno, mette comunque dei sassolini nelle scarpe della borghesia
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4.0Fernanda Pivano intervista Bukowski, 04-08-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Questo libro/intervista molto breve (lo si legge in un paio d'ore massimo) ci mostra quel Bukowski che avevamo solo potuto immaginare attraverso quanto letto nei suoi lavori di narrativa.
Si tratta di un'intervista riportata in maniera integrale tra il nostro Charles e Fernanda Pivano.
Ricca di botta e risposta interessanti, spazia tra gli argomenti più disparati.
Come presumibile Buko risponde ad ogni domanda con la sua geniale cinicità, facendo sorridere e riflettere allo stesso tempo.
Se volete avere un quadro più completo di come fosse in realtà l'uomo panciuto, barbuto e col naso grosso che stava dietro la macchina da scrivere per regalarci le sue parole questo libro fa assolutamente al caso vostro.

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